Nel deserto del Mojave uno squallido ristorante diventa l'epicentro del resoconto finale della Terra; questa è l'originale e sorprendente visione dell'Apocalisse per il regista e scrittore Scott Stewart (Priest). In seguito alla frenetica autodistruzione dell'umanità, un piccolo gruppo di persone bloccato ai margini di un posto perduto, si prepara ad opporre un'ultima resistenza con l'aiuto di un misterioso e potente sconosciuto. Ignari della catastrofe che sta per abbattersi sul pianeta, Bob Hanson (Dennis Quaid), proprietario di un ristorante isolato, e il suo amico Percy (Charles S. Dutton) decidono di fare una delle loro solite passeggiate. Charlie (Adrianne Palicki), la bella cameriera del ristorante, prossima al parto, serve la colazione ad una benestante coppia di periferia, Sandra e Howard (Kate Walsh e Jon Tenney) e alla loro figlia adolescente Audrey (Willa Holland), questi attendono che il figlio di Bob, Jeep (Lucas Black), ripari la loro automobile. Con l'interruzione del segnale televisivo e della linea telefonica, il gruppo realizza di aver perso tutte vie di comunicazione con l'esterno. Nell'attesa di comprendere la ragione del loro isolamento – Un terremoto? Un attacco terroristico? – giunge una donna anziana (Jeannette Miller) che gentilmente ordina una bistecca a Charlie, quando le servono la sua ordinazione l'anziana comincia a sbraitare scioccanti oscenità. In un momento la fragile ed anziana signora genera una forza inumana, sferrando un attacco aggressivo e lasciando Howard gravemente ferito. Un disperato tentativo di fornirgli assistenza medica termina quando un impenetrabile stormo di insetti volanti rende il ristorante l'unico luogo sicuro per diverse miglia. Non appena l'amara verità della situazione sembra ormai chiara, uno sconosciuto (Paul Bettany) si unisce a loro, munito di un arsenale di armi rubate. Questo sconosciuto informa Charlie che il suo figlio nascituro è l'unica speranza per l'umanità e che lui è pronto a tutto al fine di proteggerlo. Il mondo sta per diventare un incubo reale per i superstiti dell'umanità, dove carovane di pazzi omicidi arriveranno in cerca di vittime e un esercito di angeli guerrieri intenti alla distruzione totale li seguirà in un’unica e terrificante visione della fine dei giorni. Sei anni fa il veterano produttore David Lancaster lesse per primo il copione di Legion, un film dell'orrore in uno scenario apocalittico. Lancaster, copresidente della Bold Films, convinto che il film sarebbe potuto essere più di un convenzionale evento horror, chiese l'aiuto di Scott Stewart, sceneggiatore e mago degli effetti speciali, per la ristesura del copione. Incuriosito dall'idea, Stewart rielaborò la storia, focalizzandola sui diversi personaggi. Il copione di Stewart aveva un approccio verso gli elementi horror più blando: “Il copione originale era troppo esplicito, l'approccio di dire 'vi mostreremo ogni cosa' era opposto rispetto a 'vi terremo per un po' nell'oscurità. L'oscurità lo strumento più pauroso. L'anticipazione dello spavento è più efficace rispetto allo spavento stesso. Come produttore cinematografico vuoi sempre mettere pressione ed aumentare la tensione”. E prsegue: “Il film non vuole esprimere nulla su particolari credenze. Concerne solo l'idea della fede, usando elementi delle credenze giudeo-cristiane, come ad esempio il modo di raccontare la storia. Non importa quale sia la tua tendenza filosofica, puoi riscontrarla in questo film”. Lancaster rimase così impressionato dall'ambiziosa idea del film di Stewart, tanto da chiederne la direzione. “Scott ha magistralmente eseguito la ristesura. Notavo che condividevamo la medesima visione. Non m'interessava che fosse alla sua prima esperienza da regista. Ho creduto in ogni aspetto che apportava nel copione come scrittore, ed il fatto che l'abbia terminato nella sua visione di effetti speciali, ha reso questo lavoro una entusiasmante scommessa da accettare”. In seguito agli studi di sceneggiatura presso l'Università di New York (N.Y.U. Film School) Stewart entrò presso la Industrial Light and Magic, la leggendaria azienda di effetti speciali fondata da George Lucas. Dice “È stata una ottima educazione, una scuola di cinema, ma come produttore volevo imparare a fare delle cose da solo”. Stewart e due suoi amici fondarono The Orphanage, che è diventata una delle più importanti aziende di effetti speciali per Hollywood, collaborando a molti successi cinematografici come Ironman, Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo, Una notte al museo e Harry Potter e il calice di fuoco. Il loro ideale era quello di fare dei film originali e di fornire effetti speciali ad altri film. Legion è, in molti aspetti, il raggiungimento di questo ideale. La stesura finale del copione ha attratto l'attenzione di Clint Culpepper, presidente della compagnia Screen Gems della Sony Pictures Entertainment. “Clint è un autentico showman” dice Stewart “Egli sa quello che vuole, e ha giustamente mirato su questo lavoro”. Così come Lancaster, Culpepper è stato uno dei primi a credere nell'idea che Legion fosse più di un consueto film. “Clint ha inciso fortemente sul copione. È stato un particolare collaboratore di questo progetto e gli sono eternamente grato. Solo con il suo supporto siamo stati in grado di contattare validi attori, che non ne sarebbero mai stati interessati allo stesso modo”. I personaggi del film rappresentano uno spaccato dell'America: un uomo diretto all'udienza per la custodia di suo figlio, una coppia sposata in conflitto con la figlia adolescente, una giovane donna in attesa di un figlio che non ha mai voluto. Sin dal principio Scott Stewart e David Lancaster concordavano che per la direzione di Legion era necessario un cast eccezionale, di alto livello, per adempiere al suo potenziale: storie di personaggi in un thriller d'azione con temi sovrannaturali. Stewart spiega "Le deicisioni più importanti che prende un regista riguardano la selezione del cast, se fai un buona selezione puoi iniziare a lavorare. A questo punto, Rick Montgomery, il nostro direttore del casting, era assolutamente tranquillo. Abbiamo messo su il cast dei nostri sogni", "È stato fondamentale ottenere ciò. L'intero film si svolge in un ristorante con loro, per tanto il pubblico deve interessarsi a loro. Non ci sono stereotipi di personaggi; ciascuno è lì per una ragione specifica". Il catalizzatore dell'azione nel film è Michael, una esasperata figura che sembra apparire dal nulla. "Michael è del tutto convinto che tutti gli altri personaggi lo seguono senza alcun dubbio," spiega Stewart "Non voglio che sia un enigma. È l'Arcangelo Michele, ma questa attrazione non lo si può mettere in scena". Paul Bettany, probabilmente meglio conosciuto per la sua grande recitazione di Silas ne Il codice Da Vinci, è un grande attore britannico che ha lavorato con la Royal Shakespeare Company. Convincerlo a recitare nel ruolo di Michael è stato per i produttori un grande risultato. L'attore spiega "È veramente ingegnoso, un film fluido e per niente banale", "Tradizionalmente Michele è il difensore dell'umanità. È noto per essere stato primo in tutto il paradiso a prostrarsi prima dell'umanità e questi ha ancora fiducia nell'uomo, nonostante tutte le guerre e gli orrori che vede. Dunque l'Arcangelo sta avendo una crisi di fiducia". Il regista dice che "Paul possiede una incredibile quiete che solo i più grandi attori hanno. Il suo operare è alquanto chirurgico nella sua precisione. Questa caratteristica ha reso Michael un personaggio carismatico e misterioso di cui puoi fidarti, anche se non ne conosci completamente la ragione." Dennis Quaid, che interpreta Bob Hansen, il proprietario del ristorante, è stato uno dei primi ad unirsi a Bettany. Quaid è stato un celebre attore di prima linea per più di 30 anni, ottenendo lodi per recitazioni in vari progetti dal classico Breaking Away del 1979 al recente successo estivo G.I Joe: La nascita del cobra. L'opportunità di poter lavorare con questo cast è stato per Quaid uno dei maggiori punti d'interesse. "Lavorare con validi attori ti fa sentire migliore" dice l'attore "Con l'enfasi che Scott ha messo nella creazione realistica dei personaggi tridimensionali, era come se noi fossimo veramente lì con i nostri personaggi". Dice Lancaster “Prima di scegliere Adrianne Palicki, per tanto tempo e con fatica abbiamo cercato un'attrice per il personaggio chiave. Charlie è una ragazza dei sobborghi; è incinta ma non sa di chi ed è indecisa se tenere il bambino o darlo in affidamento. Adrianne ha saputo recitare tutto questo”. Inizialmente Stewart era poco attratto dal modo di lavorare dell'attrice, ma subito dopo è rimasto impressionato dalla sua autenticità. “Lei non è la solita di Hollywood” spiega “Viene dall'Ohio e apporta un arido realismo al suo lavoro. In oltre è una magnifica persona, per niente sofisticata”. Per Palicki, una delle star dell'acclamato show televisivo “Friday Night Lights”, il personaggio di Charlie è stato decisivo per accettare la proposta. “Innanzitutto è stato fantastico interpretarla”, dice l'attrice “È uno dei migliori personaggi femminili della mia età, essere stata in grado d'interpretare un ruolo duro e complesso è stato molto soddisfacente” aggiunge ”infatti ogni personaggio di questo film subisce uno sviluppo considerevole”. Il socio di Bob, Percy, è interpretato da Charles S. Dutton, tre volte vincitore degli Emmy e che ha saputo facilmente muoversi tra film, teatro e televisione, in una carriera che include una recente apparizione in Saranno famosi, nonché principali ruoli per acclamati registi come Robert Altman (La fortuna di Cookie) e John Sayles (Honeydripper). I grandi cieli ed il deserto sconfinato sono il panorama dell'America dell'ovest che si offre come scenario per la storia epica di Legion. “Ho letto molte opere e brevi storie di Sam Shepard” dice Stewart. “Avevo un immagine mitica del West che può esistere solo nelle nostre menti. Questo vuole essere un omaggio a quel paesaggio”. Stewart ha fatto un libro di fotografie che illustrano il tipo di panorama per il suo film. “Sono andato nel deserto e ho fotografato stazioni di benzina abbandonate e segnali stradali perforati da proiettili, tutte cose che per me rappresentano l'America di un tempo e la decadenza del West”. Quando ha cominciato ad incontrare gli attori, i loro agenti e manager, ha preso il libro per mostrare la sua visione del film. “È stato importante per me descrivere l'aspetto complessivo del film” dice il regista. “Ho voluto mostrare alle persone ciò che avevo in mente. Sembrava un fumetto” dice. “Combinare elementi di un sovrannaturale thriller d'azione con i classici cieli del West. Stavo facendo ciò che per me aveva senso. Volevo convincere tutti che trattavo il genere con molto rispetto”. Lo scenografo del film, Jeff Higinbotham, si è occupato di riprodurre quelle fotografie come sfondo del film. Stewart ha subito deciso di girare Legion in un ambiente che enfatizzasse il senso di isolamento e di terrore del film. Spiega il regista “Proprio come storia surreale, un luogo remoto rende evidente il fatto che vogliano sopravvivere alla prima offensiva”, “Sono tagliati fuori dal mondo e non hanno idea di quanto tempo durerà o se durerà”. I produttori hanno cercato in lungo e largo un luogo che apparisse come un posto di ristoro per camionisti nel mezzo del deserto del Mojave. “Tutti sanno com'è, giusto?” dice Stewart “Prova a trovarlo. Noi abbiamo dovuto ricostruirlo nel New Mexico. Sembrava che era lì da cinquant'anni. Ancora oggi le persone ci si fermano per fare rifornimento di carburante”. Haginbotham ha costruito il set in un desolato lembo di terra fuori Galisteo, e gli interni in una piccola sala di posa adatta anche ad accogliere i vari effetti speciali e le controfigure richieste. Gli operatori hanno terminato il montaggio in meno di un mese nonostante la neve, un vento di 50 miglia all'ora e la pioggia. Persino i costumi sono stati pensati per rinvigorire lo schema visivo del film. “Sono convinto che il colore possa essere d'aiuto alla storia” dice Stewart “Siamo giunti all'idea che tutte persone 'normali' nella storia avrebbero dovuto indossare dei colori spenti — grigio, grigioverde, beige – mentre quelli invasati sarebbero stati rivestiti di colori brillanti che sullo schermo rendono bene”. Wendy Partridge, la costumista di Legion, ha creato una linea di delicate gradazioni di colori neutri per i personaggi principali. “È stato un processo molto interessante e delicato ma molto utile” spiega la costumista “La cosa più difficile nella selezione dei costumi è quella di creare l'abbigliamento giusto per ogni personaggio. Una volta che hai creato quell'immagine, devi convivere con quell'immagine per tutto il film”. In oltre, con lo svolgersi della narrazione, i costumi di ogni personaggio sono stati adattati alla drammaticità della situazione con strappi ed usure. Fa notare la Patridge: “Il deterioramento degli abiti doveva rispecchiare lo stress fisico e mentale dei personaggi”. Allo stesso modo la musica è stata fondamentale per esprimere l'animo del film e per evidenziare la drammaticità delle scene. “Non amo i film che sembrano dei video musicali” dice il regista “Preferisco la musica che o si contrapponga all'immagine o che aiuti a comunicare la storia emozionante. Più o meno il jukebox del ristorante è come se fosse un personaggio. Suona vecchie canzoni che danno l'idea di un posto fuori dal tempo”. Per creare il caos della fine del mondo, era necessario un esercito di specialisti. Il budget ha costretto Stewart ad attenersi alla sua pianificazione: un approssimativo mix di soluzioni pratiche ed effetti visivi di alta tecnologia, al fine di creare l'esercito di angeli, branchi di dannati e l'arrivo di altre piaghe sulla Terra. Ad esempio, una delle sequenze più tranquille del film include una vecchia cliente del bar che annuncia l'arrivo di bande di invasati. “In questa scena una anziana signora piomba nel ristorante come un toro e si arrampica sul muro sino al tetto. Abbiamo usato una combinazione di attrici in primo piano in una versione capovolta del set, una stunt-woman è stata legata con una imbragatura sul tetto, per la scena girata da lontano, ed in fine con l'aiuto degli effetti grafici sembra che l'attrice si arrampichi velocemente sul muro”. L'esercito di angeli di Legion è feroce, guerrieri armati sino ai denti, tutt'altra cosa rispetto l'immagine convenzionale del suonare l'arpa o dei cherubini sulle nuvole. Quando divenne evidente che gli effetti grafici sarebbero stati sia convincenti e convenienti, fu scartato il piano di voler equipaggiare gli attori con le ali. La creazione delle ali digitali inoltre permise ai produttori di ridefinirne l'idea. “Queste ali sembrano fatte di piume, ma sono anche così tanto resistenti da respingere i proiettili” dice Stewart “Le estremità sono tanto affilate che possono essere usate come armi. Iconograficamente differisce molto dalle altre rappresentazioni di angeli che abbiamo visto precedentemente”. Per lo scontro finale tra Michael e Gabriel, l'assistente di regia e coordinatore degli stunt, John Medlen, ha utilizzato un elaborato sistema di equipaggiamento, nonchè una progettazione di armi che include una impressionante spada e un'asta dall'aspetto minaccioso. I combattimenti sono stati minuziosamente coreografati usando uno stile di combattimento, che sul set è stato chiamato “Angel Fu”. Ogni mossa era programmata nel dettaglio con gli stunt e poi, prima che gli attori le provassero, presentata a Stewart per i ritocchi. Tra tutte le stranezze che si vedono nel film ci sono anche gli elaborati e misteriosi tatuaggi che coprono il corpo di Michael. Sono servite molte ore al giorno per fare quei disegni a Bettany. “L'esatta quantità di tempo variava in base a ciò che indossava nella scena del giorno” spiega Glenn Hetrick, supervisore per il trucco degli effetti speciali. “Se indossava una T-shirt dovevamo disegnargli quindici tatuaggi. Mentre per l'intero corpo, tra i quaranta e i cinquanta tatuaggi, ognuno disegnato singolarmente”. Disegnati dall'artista Rick Stratton, i tatuaggi sono stati prima applicati su un modello cartaceo di Bettany e poi digitalizzati così che da avere più versioni uguali. Ma lo stretto accostamento dei disegni e dei simboli va ben oltre la semplice body art. Questi simboli si basano sui testi enochiani, scritture del sedicesimo secolo dell'astrologo ohn Dean Edward Kelly, un consigliere della regina Elisabetta I. Kelly disse di essere in contatto con forze negative e positive che identificò come angeli. “Le abbiamo nominate 'Le istruzioni' ” dice Stewart. “Ciò che per loro erano delle istruzioni, per noi non hanno ancora un senso”. Ma Stewart e Lancaster hanno già in mente il prossimo capitolo di Legion. “Spero che il pubblico venga a vedere Legion con una aspettativa diversa e che sia per loro una esperienza singolare” dice Lancaster. “È una storia unica con grandi attori e con entusiasmanti effetti speciali. Quando vedranno tutto ciò, spero che dicano 'wow, quando esce il seguito?' ”. Legion è prodotto dalla Bold Films e distribuito in Italia dalla Sony Pictures Releasing a partire dal 12 marzo.
Legion, gli angeli sono arrabbiati
Nel deserto del Mojave uno squallido ristorante diventa l'epicentro del resoconto finale della Terra; questa è l'originale e sorprendente visione...
Discussione 2
il pezzo piu bello e quando la vecchia dice che il bambino verra bruciato
e quando il gelataio si trasformaaaaaaaaaaa