Luca Aquino: in uscita a luglio "aQustico" il nuovo album

Luca Aquino: in uscita a luglio "aQustico" il nuovo album

Il nuovo lavoro di Luca Aquino s'intitola aQustico e rappresenta la quinta incisione del trombettista beneventano che dopo l’esordio di ‘Sopra le nuvole’...

Il nuovo lavoro di Luca Aquino s'intitola aQustico e rappresenta la quinta incisione del trombettista beneventano che dopo l’esordio di ‘Sopra le nuvole’ (2007 - Universal/Emarcy), seguito da ‘Lunaria’ (2008 – Universal/Emarcy), ’Icaro Solo’ (2010 – Universal/Emarcy) e ‘Chiaro’ (2011 – Tùk Music/My Favorite/EMI), per la seconda volta sceglie l’etichetta di Paolo Fresu (Tùk Music) . Nel contempo Luca si è aperto alle collaborazioni con moltissimi musicisti a progetti differenti, confermando la sua enorme versatilità: le incisioni con il progetto ‘Skopje Connection’ di cui è membro effettivo, quella in duo con Roberto Cherillo in un delizioso disco ‘Soffice’ (2011 – Picanto Records), le collaborazioni con due progetti che lo tengono legato ai suoi esordi beneventani con musicisti/amici come ‘La Costituente’ e ‘depistaggio 4et – Tribute to Led Zeppelin’ e quello con il Jano 4et, in cui è ospite.

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Il 2012 ha però segnato due tappe fondamentali nella carriera artistica di Luca Aquino e cioè l’essere entrato in pianta stabile nel gruppo del batterista francese Manù Katchè, con il quale è attualmente in tour in tutto il mondo al fianco di artisti come Tore Brunborg, Nils Petter Molvaer, Jim Watson; e l’aver partecipato ad un concerto evento alla edizione 2012 del Roccella Jazz Festival.

Qui ha condiviso il palco con Jon Hassell ed Enrico Rava in un progetto unico, prodotto ed ideato dallo stesso Hassell ‘Sketches of the mediterranean Celebrating Gil Evans’. Veniamo però ad ‘aQustico’. Dicevamo che già dal primo ascolto, si palesano quelle che sono le caratteristiche di questo trombettista, e cioè, l’amore per la melodia, il cantato, ed il suono, il tutto miscelato in un melting pot mai scontato e banale, anzi con rimandi espressivi a volte colti e a volte disincantati al tempo stesso. Una leggerezza compositiva, a volte sfrontata, che affonda le radici in una leggerezza d’animo le quali sono ormai ‘tipiche’ della sua cifra espressiva.

In questo lavoro sembrano coesistere tutte le esperienze che Aquino ha vissuto sin dal suo esordio: c’è il Jazz, con la tradizione ed il free, l’amore per le atmosfere nordiche e per quelle balcaniche, la melodia mediterranea, con temi che ti entrano in testa dal primo ascolto, il tutto fino ad arrivare al progressive ed alla sperimentazione. Dal punto di vista compositivo, questo è un gran bel disco, scritto bene e, per chi come noi segue Aquino da tempo, si nota una crescita esponenziale, già intravista in ‘Icaro’ e ‘Chiaro’. In questo disco, se possibile, c’è ancora più coraggio, c’è una voglia di stupire come dire genuina, nel senso che non è cercata, ma viene fuori da se. Non è fine a se stessa, ma sembra conclusione di un percorso lineare, non meditato, in una sola espressione: un istinto naturale che ci porta con semplicità per mano all’ascolto di tutte le tracce di questo progetto. La voluta mancanza di elettronica in ‘aQustico’ accresce ancor di più la maturazione del trombettista beneventano. Il suono è vero, contemporaneamente soffiato e gridato, mai come in questo disco, tromba e flicorno vivono in stretto equilibrio. Stilisticamente, ci sono rimandi a tantissimi trombettisti, c’è Rava, c’è Douglas, il guru Fresu, l’amato Arve Henriksen fra i ‘moderni’. Ma sono presenti anche ‘maestri’ con alcuni rimandi a Davis, Baker e Hubbard, senza emulazioni banali, sempre filtrati comunque attraverso il suo personale stile, il suo suono, quello che è ormai diventato suo peculiare. Ancora una volta Luca Aquino ci sorprende, e ci dice con questo disco che ‘osare’, ‘essere originali’, essere ‘diversi’ si può, sia nell’aspetto espressivo che compositivo. Lo si può essere anche in un’epoca dove l’appiattimento del linguaggio nel Jazz o nella musica improvvisata la fa da padrone. Lui osa riuscendoci, sfida sul campo, battendoli, tutti quei musicisti che fanno delle mitragliate di crome e biscrome inutili, o di acuti, bisacuti e trisacuti la propria ragione di vita. In ‘aQustico’, ci sono ‘frasi’ belle, scritte bene, originali. Ardui ‘riff’ Hard Bop e lancinanti grida Free coesistono con soffi delicati e dolci nenie, questo a sancire ancora una volta il concetto che quando la musica è vera e genuina, vince.

Adelaide Varricchio

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