Monte-Carlo Historique: verso la sfida finale

Rallye Monte-Carlo HistoriqueSport

Gli equipaggi superstiti del rally, quelli che hanno affrontato e superato la lunga tappa di avvicinamento e dodici prove speciali massacranti, stanno arrivando al parco chiuso di Monte-Carlo. Il porto si anima a poco a poco, con colori, rumori, voci, mentre piloti e navigatori vanno a riposare, ma solo per qualche ora: il primo ha passato il controllo orario alle 14.30 e dovrà ripartire alle 21 in punto, l’ultimo transiterà solo pochi minuti prima delle 20 e lascerà il porto intorno alle 23.30. Come è noto, le partenze dell’ultima tappa, a differenza tutte le altre, vengono date ogni 30”, per fare in modo che la tappa termini per tutti nelle prime ore del mattino.

L’ultima giornata del rally è quindi suddivisa in due semitappe: della seconda, tutta notturna, sulle strade che fanno ancora oggi accapponare la pelle degli appassionati, diremo poi; della prima vogliamo invece raccontare velocemente adesso. Da Valence, dove gli equipaggi hanno trascorso due notti, la carovana si è mossa di buon mattino per percorrere quasi 400km, intervallati da tre prove speciali. La prima, la ZR10, lunga 23km, si è sviluppata da Saint-Nazaire-le-Desert a La Motte Chalancon e a sorpresa è stata vinta dall’equipaggio russo Terentyev-Berkut, di cui abbiamo già raccontato per la performance sportiva di disputare questo rally, così impegnativo, subito dopo quello, molto più impegnativo, della Dakar, che oggi si corre in Sudamerica. I due russi, aggregati al Team Milano Autostoriche-Scuderia Estense, sono stati “adottati” dagli amici lombardo-emiliani e sono considerati a pieno titolo degli “italiani”.

La ZR, piuttosto tecnica, non era particolarmente innevata e questo ha determinato distacchi minimi tra l’uno e l’altro equipaggio. Tra questi, oltre ai francesi, che hanno piazzato cinque vetture nei primi nove, con Durand che ha fatto un significativo passo in avanti verso la vetta della classifica, hanno fatto ancora una volta una prova eccellente Mozzi, piazzatosi all’11^ posto, e Bergamaschi, 16^ (anche se ne va dato merito ai “naviga”, Stefania Biacca e Danilo Scarcella, nel preciso calcolo delle distanze). Ottime anche le prove di Morosini (19^) e di Dell’Acqua (22^). E i due contendenti? Zanchi si piazza al 23^ posto, con un distacco minimo dai primi, mentre Maes lo segue al 32^, perdendo parte del suo vantaggio.

La prova successiva, la ZR 11, da Verclause ad Eygalayes, si rivela molto più complessa da condurre in porto, e ne sono testimonianza le penalità che, mentre per il vincitore Horgnies sono ben 345, si impennano velocemente per tutti quelli che seguono. Quasi tutti i migliori staccano punteggi ottimi: tra questi Arengi Bentivoglio-Torlasco sono settimi, Zanchi-Agnese sono ottavi, Zampaglione-Torlasco diciassettesimi, Schon 39^, Dell’Acqua 40^. Maes anche stavolta perde qualche posizione e viene sorpassato. Ma il problema adesso si chiama Durand: il pilota francese, con alle note una vecchia conoscenza del rally, Sebastien Chol, a bordo di una Kadett GT/E con il n. 10, ha guadagnato posizioni su Zanchi e nella ZR11 gliene porta via ancora un centinaio, installandosi al primo posto della classifica generale.

Nell’ultima prova di giornata, la ZR12, da Puget Theniers a Tourette du Chateau, all’ottimo terzo posto di Aiolfi, finalmente non bersagliato dai mille inconvenienti che hanno reso difficile il suo rally, e all’altrettanto buono sesto posto di Arengi Bentivoglio, fa riscontro un dodicesimo di Zanchi ma un settimo di Durand, che allunga sul secondo ancora un po’. Dopo questa prova e prima della tappa finale il distacco è ridottissimo, poco più di 100 penalità in dodici speciali: la gara si deciderà quindi nelle ultime due ZR notturne, da vivere al cardiopalma, fino all’ultimo chilometro, de sembra ridotta ai tre attori principali, divisi da distacchi impercettibili, mentre il quarto è separato dai primi di circa 1000 penalità. Durand, Zanchi e Maes, un francese, un italiano e un belga: da questo trittico dovrebbe uscire il vincitore del diciottesimo Rally Monte-Carlo Historique.

Uno sguardo per finire alla classifica generale subito prima delle due prove finali, almeno per quanto riguarda gli italiani. Zampaglione con Marco Torlasco è sempre saldamente al nono posto assoluto e primo di categoria I; Cristina e Berzero, dopo un rally molto efficace sono al quattordicesimo posto; Arengi Bentivoglio e Maurizio Torlasco sono al diciottesimo e possono seriamente pensare ad entrare nei primi quindici; Massimo Dell’Acqua e Mary Vicari sono ad un eccellente trentacinquesimo posto, un risultato di grande prestigio; Maurizio Aiolfi e Michela Nodi sono risaliti fino al 43^ posto assoluto; Bergamaschi e Scarcella sono al momento in cinquantottesimi, e sono seguiti al cinquantanovesimo da De Angelis e Bernini. Questi, salvo sorprese, sono gli italiani che possono dire la loro per le posizioni di vertice. Vedremo domattina come andrà a finire.

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