C’è una cosa che non è cambiata nella lunga vita di MV Agusta: la mentalità. La nostra azienda è una grande squadra corse. Sempre pronta a intervenire e a lavorare. Perché è così che si rendono le moto vincenti e questo è il nostro obiettivo. Per un soffio, nel 2006, abbiamo perso il titolo mondiale nel campionato Superstock, terzi, mentre abbiamo centrato il tricolore con grande onore. Con la collaborazione dei nostri team, abbiamo voluto andare avanti, di corsa, perché in pista bisogna sempre essere più veloci del tempo e degli altri. E’ il motivo per cui nasce la F4 R 312, in tempo istantaneo con le esigenze dei nostri piloti, per essere sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza. Quel che conta è il risultato finale: entrare in curva prima degli altri e uscire prima.
Una motocicletta, curata infinitamente a livello di telaio e ciclistica, perché ogni volta che scenderemo in pista, inseguiremo pole e vittoria. I clienti di MV Agusta avranno a disposizione, oggi, il meglio di casa nostra. Una moto da corsa omologata per circolare su strada, Euro 3, nel rispetto delle normative antinquinamento. Le novità introdotte nel 4 cilindri rappresentano un grande lavoro di messa a punto: nessun stravolgimento, quindi, ma solo continuità di sviluppo, quel processo a cui tutte le moto da corsa sono sottoposte ogni volta che rientrano ai box dopo il test in pista. La nuova F4 R 312, adesso, è pronta a schierarsi in griglia di partenza. Alla ricerca del numero 1 nel mondiale Superstock.
IL DESIGN Inutile agire per il gusto di farlo. L’F4 ha segnato l'epoca delle moto sportive ed è ancora oggi il punto di riferimento della categoria. Design, stile e fascino sono da sempre la sua forza. La cura dei dettagli, il modo maniacale con cui le parti tecniche si presentano agli occhi degli appassionati, è fuori dal comune. Mostra attenzioni che un’altra moto di normale produzione non lascia trapelare. E’ una sorta di special proposta direttamente dalla casa, e non lascia spazio a miglioramenti. Nessuna componente casuale, ma accuratamente ricercata e testata con un solo fine: guadagnare funzionalità, oltre a un’estetica ineguagliabile. E anche stavolta mostra con orgoglio e raffinatezza il suo nuovo marchio: F4 R 312, firmando la coda e l’airbox con tipica eleganza MV.
Avrà nuove grafiche e colori, col bianco che introduce un appeal mai conosciuto nella storia F4. Sarà quindi anche più facilmente riconoscibile dal muretto dei box, quando, uscendo dalla Parabolica di Monza, sfreccerà sul rettilineo oltrepassando i 300 al l’ora.
LA DOTAZIONE Un equilibrio solido, bilanciato, come quello raggiunto dalla serie F4, trova perfetta risposta su una moto destinata alle competizioni come la R 312: ecco perché l’equipaggiamento della F4 1000 R è stato trasportato alla pari, introducendo soltanto minime, ma fondamentali, modifiche.
I punti cardini della nuovissima 1000 sportiva sono: 1. Pinze freno radiali monoblocco Brembo P4/34. 2. Dischi freno con flangia in alluminio Brembo da Ø320 mm 3. Forcella Marzocchi USD Ø50 mm R.A.C. (Road Advanced Component) 4. Monoammortizzatore regolabile alle basse e alle alte velocità in compressione 5. Ruote forgiate in alluminio Brembo con razze a Y 6. Sistema integrato d’accensione – iniezione Magneti Marelli 5SM 7. Sistema antisaltellamento EBS (Engine Brake System) 8. Valvole di aspirazione in titanio 9. Motore Euro 3 10. 183 CV, a 12.400 giri
Dove le novità sono concentrate nella termica della F4 R 312, poiché il 4 cilindri ha oramai raggiunto un livello di ottimizzazione difficile da portare avanti.
CON LA NUOVA TERMICA GUADAGNA 9 CV e 500 GIRI DI ALLUNGO Modifiche tutte rivolte alla parte termica del 4 cilindri. L’obiettivo è stato cercare potenza assoluta, giri motore, per avere ancora più in allungo, sui rettilinei, dato che in curva crediamo di avere già una moto magnificamente equilibrata e performante. Nel motociclismo sportivo, dove i motori di serie sono già spremuti all’ultima goccia e ogni dettaglio viene preso in considerazione anche solo al fine di un piccolo miglioramento, guadagnare potenza rappresenta sempre un successo. Noi, grazie a un lavoro metodico e calibrato solo su alcune compenti, siamo saliti a ben 183 CV di potenza, 9 in più rispetto alla F4 1000 R presentata solo un anno fa. Tradotto in numeri significa eliminare circa un secondo al giro in una pista lunga e veloce come quella di Monza: quel secondo che ci avvicina ancora di più al titolo mondiale nel campionato Superstock.
In sintesi le differenze tra il motore della F4 1000 R e la F4 R 312: Cornetti da spirazione p ù corti d10 mm Corpi farfallati con d ametro d a 48 mm Nuove valvole in titanio d a 30 mm dd ametro Nuove molle da spirazione p ù robuste Camme da spirazione e dscarico con nuovo profilo
Ogni studio, intervento e modifica del motore 1000 ha riguardato solo ed esclusivamente la parte alta del motore. Il nuovo concetto fa perno sull’utilizzo delle nuove valvole Del West in titanio, che sostituiscono quelle in acciaio e passano dai precedenti 29 mm di diametro e 27,6 gr. di peso per ogni singola unità, agli attuali 30 mm e 17,8 gr.. Lo scopo è quello di ridurre le masse in movimento e guadagnare potenza e allungo finale. Da qui, il lavoro di adattamento di tutte quelle parti che si combinano tra di esse. I cornetti di aspirazione più corti favoriscono la maggior rotazione del motore agli alti regimi. I corpi farfallati sono dimensionalmente uguali a quelli adottati dalla F4 1000 R, ma cambiano la sezione interna, che cresce da 46 a 48 mm. Le camme di aspirazione e di scarico hanno un nuovo profilo, che porta un aumento delle alzate e delle durate angolari. L’alzata di aspirazione cresce quindi da 9,2 mm a 10,3 mm; quella di scarico, da 8,5 mm a 9 mm.
Questa nuova configurazione non solo ha permesso di guadagnare l’esorbitante quota di 9 CV, toccando ora i 183 all’albero, ma anche di incrementare la capacità di allungo del motore MV di 500 giri. Tutto questo, lasciando intatte le caratteristiche di cilindri, pistoni e manovellismo.
La F4 R 312 continua a essere equipaggiata con il cambio estraibile che consente il veloce intervento sui rapporti interni del cambio. La centralina di controllo Magneti Marelli 5SM comanda l’ormai celebre EBS (Engine Brake System), il sistema d’antisaltellamento utilizzato nei propulsori MV Agusta. La logica di funzionamento si basa su un’elettrovalvola by-pass posta sul condotto d’aspirazione del cilindro 2 e situata a valle della farfalla d’alimentazione, sulla quale è opportunamente modulata una portata di aria. Tale dispositivo permette al cilindro 2 di erogare coppia anche nella fase di staccata (ovvero quando le farfalle d’alimentazione sono chiuse) attraverso un segnale inviato dalla centralina di controllo Marelli.
La F4 R 312 è una moto che nasce dalla pista, promossa all’utilizzo stradale grazie all’adeguamento tecnico non solo in funzione delle normative di legge, ma anche della facilità di utilizzo. Oltre alla nuova centralina Magneti Marelli 5SM, la sonda lambda allo scarico, posizionata immediatamente prima del catalizzatore, configura il motore Euro 3. Inoltre, come sulla precedente versione, il propulsore presenta il “sistema d’aria secondaria”, che altro non è che un modo per ingrassare la carburazione e rendere quindi più guidabile la moto soprattutto nelle fasi in cui si parzializza con l’acceleratore e oltre i 120 km/h (limite di velocità in cui vengono misurate le emissioni inquinanti per l’omologazione, che impone quindi una carburazione tendenzialmente magra). Attraverso un condotto che parte dall’airbox, l’aria filtrata giunge a una valvola elettrica comandata dalla centralina, con destinazione finale verso i condotti di scarico dei cilindri, per arricchire di ossigeno i gas combusti e migliorare l'innesco del catalizzatore. Tutto ciò, già l’anno scorso, ha obbligato a utilizzare un coperchio testa con nuovo profilo e realizzato in magnesio anziché in alluminio.
IL TELAIO Il nostro telaio può sopportare potenze ben più elevate di quella attuale e il perfetto equilibrio con la ciclistica conquistato in questi anni è un valore prezioso che difficilmente potrà avere uno sviluppo ancora più soddisfacente dello step attuale. Come su ogni moto da competizione, le modifiche si introducono poco alla volta, una a una, senza rivoluzionare. Ecco quindi la classica struttura a traliccio di tubi d’acciaio al cromo molibdeno. Una soluzione vantaggiosa in termini di compattezza trasversale, di accessibilità meccanica e di rigidezza torsionale realizzata interamente presso il nostro stabilimento specializzato nella costruzione di telai.
Ma, come sempre, MV evidenzia anche l’unicità del prodotto, perché anche la F4 R 312 resta la sola 4 cilindri dotata di telaio a tubi, a cui è collegato il bellissimo forcellone monobraccio, simbolo di architettura mondiale, firmato CRC. Nessuna variazione quindi per la geometria della moto, dove interasse, angolo cannotto e avancorsa restano invariati dalla precedente versione.
LE SOSPENSIONI La qualità delle sospensioni MV già l’abbiamo apprezzata sulla F4 1000 R, che ha introdotto nella produzione di serie la Forcella Marzocchi USD Ø50 mm R.A.C. (Road Advanced Component), il prodotto più prestigioso presente nella gamma dell’azienda bolognese. Si tratta di un’unità ultraregolabile (12 scatti di compressione e 18 scatti di ritorno) dotata di steli con trattamento di carbonitrurazione che migliora e aumenta la scorrevolezza. Esteticamente si differenzia anche per i foderi anodizzati neri che contribuiscono alla personalizzazione dell’avantreno.
La sospensione posteriore conferma sia la cinematica tradizionale del suo schema, sia l’ammortizzatore Sachs Racing dotato della doppia taratura in compressione (alta-bassa velocità) e della raffinata regolazione idraulica del precarico molla. A completare l’assetto sportivo della R 312, l’ ammortizzatore di sterzo Öhlins posto trasversalmente al senso di marcia e ancorato alle estremità del telaio per poter lavorare simmetricamente.
L’IMPIANTO FRENANTE Anche per la F4 R 312, l’impianto frenante Brembo è composto da pinze freno radiali P4/34. Si tratta di elementi derivati dalle competizioni Superbike e Moto GP, caratterizzati da struttura monoblocco con ponticello d’irrigidimento centrale montati su adattatori radiali realizzati in esclusiva per MV Agusta. Di elevata efficienza tecnica anche i dischi da Ø 320 mm con fascia frenante in acciaio e flangia in alluminio. Il freno posteriore è dotato di una pinza a quattro pistoncini contrapposti che lavora su un disco con diametro di 210 mm. Di particolare pregio sono i comandi frizione e freno anteriore, prodotti dalla Nissin in esclusiva per la MV Agusta e dotati di regolazione micrometrica.
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