MV Agusta F4 RR 312, arte e potenza in 190 CV

MV Agusta F4 RR 312, arte e potenza in 190 CV

Con l’ambizione di chi è abituato a vincere e la presunzione di chi le moto ha dimostrato di saperle costruire, MV incrocia le sue due ultime creature, la...

Con l’ambizione di chi è abituato a vincere e la presunzione di chi le moto ha dimostrato di saperle costruire, MV incrocia le sue due ultime creature, la F4 CC e la F4 R 312, per scatenare ancora una volta il giramento di testa per la sportiva italiana definita più volte dalla stampa “La più bella del mondo”. Alla nuova natura della F4 si aggiunge un’altra R: la superlativa R 312, capace di raggiungere lanciata in sesta piena la velocità dei 312 km/h, raggiunge l’eccesso con la RR. Perché l’obiettivo 2008 è uno soltanto: migliorarsi. Il solito abituale traguardo di un’azienda che ha alle spalle 75 titoli iridati (37 costruttori e 38 piloti), incarnati e radicati nel presente e nel passato: scalzare chiunque provi a mettersi sulla sua strada, correndo e superando quella velocità a cui un boeing 747 è prossimo al decollo.

Una scommessa già riuscita nella maggior parte delle occasioni importanti, quella di vincere i confronti con gli altri, una sfida coraggiosa che anche stavolta ha richiesto volontà, passione, sacrificio e investimenti da parte del “team MV”, per definire una moto che vuole essere numero uno tra le sportive e per la quale, un altro risultato al di fuori di questo, non è auspicabile.

Dalla F4 CC, costosa e pregiata più di tutte le moto MV, la nuova F4 RR 312 copia la cilindrata, che cresce a 1078 cc. Il nuovo volume è in grado di infondere alla brutalità della potenza massima e ai giri elevatissimi di rotazione, più coppia e linearità di erogazione, grazie a una serie di ritocchi al motore in quei compartimenti in cui c’era margine d’intervento, con l’obiettivo di superare i confini dettati da una moto di serie. L’RR 312 non vuole avere limiti, né punti deboli dove essere facilmente attaccata e per questo sceglie il meglio della componentistica disponibile sul mercato.

Porta in dote un telaio già conosciuto e sviluppato, offrendo la garanzia di quelle che sono già sue apprezzatissime caratteristiche di guida, con robustezza e solidità comunicata fra le mani a sottolineare il carattere F4. Ogni elemento è stato affinato, allo scopo di sopportare le maggiori sollecitazioni della nuova potenza, cresciuta addirittura a 190 cv. Ma, proprio la nuova cilindrata, non le permetterà di correre in Superbike: ecco quindi la F4 R 312 lasciare i concessionari MV per assumere l’esclusivo ruolo di moto da corsa, con la nuova RR a rappresentare invece il coronamento del desiderio di staccare, piegare, dare gas in stile MV a tutti gli appassionati “da strada”. Il desiderio che, crediamo, qualsiasi appassionato motociclista abbia avuto almeno una volta nella sua vita.

Per i piloti resta in catalogo la F4 1000, rivista in tutti i particolari e che recepisce tutti gli aggiornamenti meccanici del motore di cilindrata superiore (antisaltellamento meccanico, cambio con nuova rapportatura) e tutti gli aggiornamenti della ciclistica (impianto frenante, nuove sospensioni) e viene omologata per le competizioni STK e SBK.

DESIGN, ORGOGLIO ITALIANO

I limiti del design di qualsiasi prodotto e, quindi, anche quello delle motociclette, sono dettati dall’industrializzazione di un progetto che ha l’obbligo di rispettare diversi parametri, fra cui quello dei costi. MV questo limite l’ha saputo superare. La moto bella, affascinante, perfetta è sempre stato il suo primo principio. Mai sacrificare la bellezza a favore di tutto il resto. Da qui, secondo MV Agusta, si comincia a costruire il contorno a una moto. Per soddisfare questa esigenza occorre avere in casa una matita che disegna più arte che moto, oltre a un importante colpo di genio. In Italia in genere, ma sicuramente in MV Agusta, tutto ciò è ed è stato possibile: la F4 RR 312 ne è l’esempio, nonché l’orgoglio dell’azienda che, a distanza di tempo dalla nascita della prima serie F4, resta la moto sportiva più bella, longeva e curata che possa offrire il mercato della serie. Ogni linea, ogni angolo della moto è studiato per ricreare all’interno del campo visivo l’effetto speciale tra nervature, elementi ricavati dal pieno, finiture, tagli di luci e di ombre. Tutto questo col supporto di nuove grafiche, per la F4 RR 312, evolute su base bianco perla, nero antracite, blu e sulla solita tradizionale colorazione dei trionfi, rosso argento. Ma sono i particolari a rendere bella una moto ed è per questo che MV dedica cura e tempo alla realizzazione del piccolo design. Il gruppo ottico introduce la novità 2008, insieme al vetro del cupolino fumé, derivato dalla F4 CC. Decal e grafiche rientrano fra le numerose variazioni estetiche che riguardano anche il cruscotto, le finiture superficiali delle componenti plastiche, la molla dell’ammortizzatore, passata dalla verniciatura gialla a quella rossa e, soprattutto, la parte finale dei quattro scarichi, le così dette canne d’organo per via della loro disposizione, che assumono un taglio più netto e trasversale.

LA DOTAZIONE: EBS E ANTISALTELLAMENTO

L’evoluzione della F4 RR 3 12, arricchita soprattutto da ingredienti tecnici sul fronte propulsore rispetto alla R 3 12, si decifra nei seguenti punti: - nuove decal e colorazioni; - vetro cupolino fumé della F4 CC; - terminali di scarico più piccoli, con sezione finale a “fetta di salame”; - nuove tarature sospensioni; - ammortizzatore di sterzo Sachs della F4 CC; - freni Brembo monoblocco; - cilindrata 1078 cc; - frizione antisaltellamento; - Nuova rapportatura ravvicinata cambio. Il risultato è una pesante messa a punto della sportiva fra le più ambite al mondo, che ha accompagnato con “la saponetta a terra” i motociclisti nella stagione appena conclusa.

CILINDRATA, 1078 cc

Nel mirino di MV Agusta c’era soprattutto il motore, l’elemento chiave non solo delle prestazioni, ma anche della guida. Perché quando un propulsore, non solo scarica cavalli, ma lo fa con misura e intelligenza, allora anche telaio e sospensioni rispondono meglio ai comandi del pilota. In questo caso la “misura” è l’erogazione, e l’”intelligenza” è l’elettronica. Di fondo, tra le modifiche apportate, c’è un incremento di cilindrata a 1078 cc dai precedenti 996. Un alesaggio che passa da 76 a 79 mm. Una testa quindi lavorata su nuove specifiche e cornetti d’aspirazione più lunghi di 10 mm. Ne beneficia la potenza, che incrementa il suo valore, ma pure la dolcezza, la linearità, la risposta di questo 4 cilindri che si configura oggi come il più potente del mondo nella classe Hypersport.

Nonostante il considerevole aumento del volume, il motore italiano continua a girare a regimi elevatissimi, guadagnando importanti valori di coppia: da 115 a 124 Nm, a una soglia che da 10 mila scende a 8200 giri. I cavalli della F4 RR 312 sembrano oggi ammansiti, il carattere è meno spigoloso, eppure sulla carta c’è scritto: 190 cavalli. Che ci sono tutti, veri fino all’ultimo. I rapporti al cambio, le prime tre marce nello specifico, sono più lunghe, per spalmare meglio la grinta del propulsore su velocità più elevate che permettono però di ammorbidire lo spunto in partenza: oltre 140 all’ora effettiva in prima, 180 in seconda e 216 all’ora in terza marcia. E’ un boato sentirla passare sul rettilineo dei box.

La seconda importante novità è l’introduzione della frizione antisaltellamento, che non sostituisce il sistema EBS (Engine Brake System), ma lo affianca. E’ di tipo meccanica, realizzata a rampe e mozzetto con movimento su rulli. Il risultato è quello di uno strepitoso effetto in rilascio del gas, graduale e progressivo per avere più fluidità in ingresso curva. Con una moto più facile da usare, migliorano gli automatismi di guida, aumenta il feeling, cresce il divertimento e si diventa, quasi inconsapevolmente, più efficaci sia su strada che in pista, quando c’è da esprimere il massimo.

TELAIO: SENSAZIONI DI GUIDA UNICHE

Chi ha guidato anche solo una volta MV Agusta, sa che il telaio, insieme alle prestazioni del motore, sono il punto di forza nella guida di una F4. Geometria, misure e robustezza, sono responsabili di quella eccellente stabilità che la moto trasmette nei giri al limite in pista, unitamente alla scelta tecnica della struttura, definita in un traliccio di tubi d’acciaio al cromo molibdeno. Il compito dei tecnici della casa varesina è stato stavolta quello di cercare il pelo nell’uovo, il bilanciamento micrometrico della moto, migliorando una struttura già al limite della perfezione. Una combinazione che ha già regalato parecchie soddisfazioni nelle gare, in cui spesso il telaio ha saputo fare la differenza nelle curve e in frenata, mostrando di digerire stili di guida di piloti assolutamente opposti, dalla massima pulizia delle linee, a quelle assolutamente sbavate, ma, in entrambi i casi, rivelatesi vincenti. Il forcellone mantiene l’originalità del monobraccio, non cambia lo stampo e nemmeno la sezione di questo elemento, ritenendolo adeguato all’aggiunta di potenza avvenuta al nuovo motore, così come sono conservate le altre quote cardini del telaio, ossia inclinazione cannotto e avancorsa.

SOSPENSIONI CON NUOVA TARATURA SPORTIVA

Chi è abituato a lavorare e a ragionare nel mondo delle corse, sa che la sofisticatezza è alla base di un prodotto estremo e non deve quindi essere tralasciato nulla al caso. Al minimo intervento tecnico deve corrispondere un nuovo bilanciamento generale della moto. Significa lavorare minuziosamente, con le virgole dopo gli zeri, con le percezioni anziché le sensazioni. E’ il motivo per cui la F4 RR 312 possiede oggi sospensioni con tarature aggiornate. La ricerca dell’equilibrio perfetto ha voluto che forcella e monoammortizzatore adeguassero il loro comportamento in funzione della nuova potenza MV. Gli elementi non variano dalla R 312: forcella Marzocchi all’anteriore, con lo strepitoso diametro di 50 mm; “mono” al posteriore, firmato Sachs, come il nuovo ammortizzatore di sterzo ricavato dal pieno, ereditato dalla F4 CC. Si tratta di componenti professionali, lavorati con precisione infinitesimale, curati nel minimo dettaglio per poter offrire il gusto di guidare una moto racing senza lasciar trapelare “normalità” dalla sua pelle. Il trattamento al carbonitruro, oltre a conferire agli steli una colorazione aggressiva e originale, permette un miglioramento della scorrevolezza all’interno dei due grandi foderi. L’escursione è aumentata di 1 mm: ora è di 130. Per rimarcare la vocazione corsaiola di questa moto, il monoammortizzatore è dotato della regolazione idraulica del precario molla, che significa poter intervenire più semplicemente e velocemente solo con una chiave a brugola, mentre la compressione idraulica offre due tipi di regolazione, quella delle alte e delle basse velocità, per migliorare il comportamento del retrotreno sia nelle forti compressioni, che nelle frequenti irregolarità del manto stradale.

FRENI BREMBO MONOBLOCCO

Per la F4 RR 3 12, freni Brembo Racing. Si tratta dell’impianto utilizzato dalle Superbike da corsa, con due dischi da 320 mm di diametro e 5 mm e mezzo di spessore che agiscono sull’anteriore, insieme a pinze radiali monoblocco ricavate dal pieno, a 4 pastiglie e 4 pistoncini. L’unica differenza rispetto alla versione Brembo “ufficiale” da gara, è quella seconda guarnizione parapolvere montata sui pistoncini in virtù dell’uso stradale a cui è destinata la F4 RR 312 e, quindi, anche sottoposta a un’usura maggiore delle parti in gioco, che non devono certo richiedere la manutenzione ordinaria di una moto da competizione.

Discussione 2

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DO
DOMENICO · 18 anni fa #
MV F4 312 RR: ritirata ieri dal ROS, al primo approccio noto che è
tutto vero ciò che si è detto, tra 5000 km ne riparliamo. (unica nota dolente sono le gomme Dunlop di serie, non sembrano all'altezza... comunque rodiamole bene e vedremo poi...), ciao
SA
SANDRO · 17 anni fa #
MV F4 312 RR:Bastano pochi chilometri e dimentichi tutte le altre moto...vi assicuro che ha molti pregi inutile parlare di motore le sue caratteristiche parlano da sole, ma ciò di cui sono rimasto sorpreso è un anteriore cementato a terra...ciao