Et voilà! Il cinepanettone è servito! “Siamo già in quel periodo dell’anno?” direte voi probabilmente. Ebbene si. L’Italia, che non riesce (quasi) mai a restare incinta di un’idea nuova è costretta a subire “ciclicamente” sempre lo stesso film natalizio (che ci sia da sperare nella menopausa?). E con questo siamo a 26, un record da Guinness, come fa notare lo stesso Aurelio De Laurentis. Non era mai successo che “una serie di film, in nessuna parte del mondo, si protraesse per così tanto tempo, addirittura con lo stesso attore”. E’ questa l’affermazione che apre la conferenza stampa dedicata a “Natale a Beverly Hills”. Località Roma, Hotel St. Regis, uno dei più lussuosi in assoluto. A presenziare c’è pressoché l’intero cast, regista e produttori compresi. Anche quest’anno, come quasi sempre per i cinepanettoni, nessuna possibilità di vedere la pellicola prima che esca al Cinema, in questo caso “per problemi di stampa” afferma sempre De Laurentis. E naturalmente interviene immediatamente il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani con un comunicato stampa: "Comprendiamo le ragioni, anche scaramantiche, della tradizione che in questo senso accompagna ogni 'cinepanettone', ma perché - ha scritto il presidente del Sngci, Laura Delli Colli - infilarsi ogni anno nella solita commedia delle proteste e delle scuse tecniche? Sappiamo tutti che il film arriva alla data dell’8 dicembre già pronto per essere presentato almeno 'in famiglia'. Una proiezione abbinata alla conferenza stampa, come si fa ovunque, da sempre, aiuterebbe, magari, a superare offese comprensibili e inevitabili excusatio…" Quest’anno le sale saranno circa 850, un numero in costante aumento. Si perché, anche se il cinepanettone spesso sembra non avere mai fan estasiati, né tra il pubblico né tra la critica, è ormai diventato un fenomeno quasi “di connotazione nazionale” che si colloca spesso al primo posto nelle classifiche del botteghino. Dunque perché non continuare all’infinito? Perfettamente giusta la logica dei produttori che possono vantare la partecipazione ogni anno di importanti new entry, sia dal punto di vista commerciale (direttamente da “Scusa ma ti chiamo amore” arriva Michela Quattrociocche) che, in qualche caso, attoriale (in questo senso l’accoppiata Gassman – Tognazzi non può che promettere bene). Il tema che più interessa evidenziare ai produttori è però la professionalità infinita del cast e, in particolare, del regista Neri Parenti, abile e dinamico nel confezionare film campioni d’ascolto a un ritmo incredibilmente veloce. Il segreto sembra svelarlo lo stessi Neri Parenti quando gli vengono chieste quali sono le novità del film di quest’anno: “Nessuna. Novità non ce ne devono essere, se no siamo rovinati, deve essere sempre lo stesso film. Le differenze le fanno le storie.” Sempre lo stesso film dunque, cambia qualche attore, la storia (ma non le tematiche) e la location. In questo caso Beverly Hills è stata scelta “perché è un luogo che sognano tutti gli Italiani”. A parlare è Luigi de Laurentis che afferma “ Pensavamo al grande lusso e al fatto che gli Italiani desiderano andare in quei posti.” Gassman si prende poi l’incarico di parlare della difficoltà, sia per lui che per Tognazzi, di “salire su un treno in corsa velocissimo” spiegando anche che sono entrambi “qui per imparare. Io non ho mai vissuto un’esperienza simile e sto imparando moltissimo”. Il decano De Sica, unico elemento che sembra essere insostituibile nella formazione, come prima cosa ricorda alla sala stampa dell’adesione del film alla Campagna Bravo, che vede la partecipazione della Comunità di Sant’Egidio, in cui suo figlio Brando ha diretto un minispot di sensibilizzazione sulla condizione di molti bambini del Burkina Faso. Quando poi si cambia argomento e si parla della sua carriera e del suo percorso Christian afferma “ Ho 58 anni, ho fatto 93 film, teatro, ho scritto un libro, fatto TV e pubblicità. Ogni volta che apro la finestra ringrazio Gesù che mi ha dato questa opportunità. Spero di andare avanti ancora qualche anno prima che mi diano un calcio nel sedere. Mi auguro, poi, di fare un film con Aurelio, un giorno, una commedia, diversa.” Condivido la sua speranza, soprattutto mentre la discussione si sposta su uno dei film in uscita nei prossimi anni: “Amici miei, come tutto ebbe inizio”. De Sica, interrogato sull’a chi si ispira nel recitare, ha detto di seguire “le orme di Alberto Sordi che faceva diventare simpatici i suoi personaggi per quanto fossero odiosi.” Michela Quattrociocche, Sabrina Ferilli e Michelle Hunziker hanno evidenziato come la loro esperienza lavorativa sia stata piacevole e il lavoro di Neri Parenti rapido e preciso. Non è mancato qualche accostamento che dire azzardato mi sembra poco. Aurelio De Laurentis ha messo in relazione il cinepanettone con Molière, con Totò e Peppino e con Fernandel. De Sica ha affermato che Sabrina Ferilli ha “forse più spirito comico di Monica Vitti. Ha lo stesso senso della comicità di Franca Valeri”. E’ vero, il cinepanettone, nel bene e nel male, è ormai una parte della nostra società e ci rappresenta, come film solitamente più visto ogni anno, un po’ tutti. Oltre a ciò davvero notevole la capacità realizzativa e la velocità produttiva di pellicole che puntualmente sbancano i botteghini. Finchè la gente comprerà perché non andare avanti? Detto questo direi che si possono lasciare in pace Alberto Sordi, Molière, Totò e Peppino, Monica Vitti, Franca Valeri e Fernandel. Chissà se loro, in questo mondo o nell’altro, i cinepanettoni li guardano …
Paese: Italia 2009 Regia: Neri Parenti Sceneggiatura: Neri Parenti Fotografia: Daniele Massaccesi Montaggio: Luca Montanari Produzione: Aurelio De Laurentiis & Luigi De Laurentiis Distribuzione: Filmauro Cast: Sabrina Ferilli, Christian De Sica, Michelle Hunziker, Gian Marco Tognazzi, Alessandro Gassman, Massimo Ghini, Paolo Conticini, Michela Quattrociocche, Emanuele Propizio, Rossano Rubicondi Genere: Commedia Durata: 100 Min Formato: Colore . In sala dal 18 dicembre
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