Natale a Rio, nuova ricetta per il cinepanettone

Natale a Rio, nuova ricetta per il cinepanettone

Quanto a puntualità non sono stati il massimo, ma cast, regista e produttori di Natale a Rio hanno dalla loro una simpatia così irresistibile che non si...

Quanto a puntualità non sono stati il massimo, ma cast, regista e produttori di Natale a Rio hanno dalla loro una simpatia così irresistibile che non si può fare a meno di perdonarli. Prende subito la parola Aurelio De Laurentiis e si scusa della mancata anteprima. Causa calamità naturali, gli studi della Technicolor si sono allagati e la copia adibita alla proiezione si trova a Napoli dove si è svolta l’unica anteprima del film. Si nota immediatamente una sorta di intesa e complicità con la platea dei giornalisti, che da parte loro non sembrano sorpresi dalla notizia della mancata proiezione ma hanno comunque in serbo tantissime domande e curiosità circa il film. Detto ciò si parte col rituale del botta e risposta. Il cinepanettone compie 25 anni e la prima curiosità si concentra sulla trama del film. Il microfono a Neri Parenti che introduce l’elemento di novità del film di quest’anno. La fedeltà ai canoni del cinema natalizio tradizionale non è intaccata ma c’è un’innovazione. Si abbandona la linea pochade-sentimentale di mogli, mariti e tradimenti per privilegiare un clima più avventuroso, con gag e atmosfere quasi alla Blues Brothers. Il soggetto stavolta è più articolato e cede il passo ad una recitazione diversa.

In sala si respira subito un’aria molto informale e distesa, una conferenza all’insegna del divertimento, brio e motti di spirito tra i membri del cast, in un avvicendarsi di scenette comiche che fanno ridere tutti i presenti. Non può essere diversamente dato che stiamo parlando dell’ennesimo anello di un “blockbusterone” divenuto ormai l’appuntamento cinematografico imperdibile di Natale. Sollecitato da una giornalista, De Laurentiis ci rivela una chicca sul processo creativo del film. Con Neri cominciano a lavorare ad inizio anno e davanti ad un bicchiere di vino discutono del più e del meno fino a cogliere le prime schermaglie di qualche idea. Prima della location è importante individuare la storia. Si fanno poi delle riunioni per scaldare il team e passati due mesi si cominciano ad intravedere spunti interessanti. La fatica più grande è trovare spunti di storie che siano più da film che da episodio, così da raccontare tout court i caratteri tridimensionali dei personaggi. Il quesito successivo suscita un’immediata ilarità. L’intenzione del giornalista è quella di far intervenire tutto il cast, con fare disinvolto utilizza il verbo “staffettare” in luogo del più semplice “avvicendarsi”. Fabio De Luigi, alla sua seconda partecipazione al cinepanettone, ci scherza un po’ su chiedendosi se staffettare sia legale, e poi laconico chiosa con l’affermazione che il film è stato divertente. E’ il turno di Paolo Conticini, che rammenta la sua assenza dal set durata 4 anni (aveva cominciato con Vacanze di natale ‘95). La bellissima Michelle Hunziker dice di essersi molto divertita, anche per lei questo è il secondo anno alle prese con il film di Natale.

A dilungarsi è Christian De Sica, con toni che vanno dal comico al nostalgico, sulla sua scelta di fare film meno impegnativi, come quelli di Vanzina, piuttosto che film d’autore come “Ladri di biciclette”, gli era stato proposto ma lui ha schivato. E il tempo gli ha dato ragione perché sono stati proprio i film di Natale ad avergli dato credibilità come attore. Il suo compagno di avventura, Massimo Ghini esemplifica il suo lavoro con De Sica con l’interessante comparazione a due violinisti che insieme eseguono bellissime partiture, ricreando sul set ciò che esprimono nella vita reale; in ultimo l’elogio a Neri Parenti, definito un matematico della comicità. La parola al diciassettenne Emanuele Propizio che ha dichiarato di essere stato molto tranquillo sul set e quei mostri di De Sica e Ghini gliene hanno insegnate di cose, che spera un giorno di poter raccontare ai suoi figli.

I registri del comico riprendono e si esasperano al turno di Ludovico Fremont: definisce il suo approccio al set “ansiolitico”. L’errore, dettato certo dall’emozione, ha allentato ulteriormente quel lieve imbarazzo tra il pubblico e gli ospiti sul palco. Dopo un breve intervento canzonatorio di De Luigi, l’ansioso Fremont, astro nascente del cinema italiano, ha ringraziato i suoi compagni di lavoro e soprattutto la coppia Ghini-De Sica, maestri speciali e mai noiosi. Insomma, manca poco dalla prima del film e Natale a Rio ha già incuriosito tutti, pronti a gettarsi in un’altra avventura firmata De Laurentiis-Parenti.

Natale a Rio, nuova ricetta per il cinepanettone

Discussione 1

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IL
illineetype · 14 anni fa #
=) bellooo