Ostersund, lo sviluppo delle RXV prosegue sulla neve

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Tutto prosegue secondo i piani. Le Aprilia RXV, le esclusive bicilindriche da enduro, stanno seguendo un rigoroso piano di sviluppo che passa attraverso la partecipazione alle gare più importanti.
Zanni Ostersund 2006
Solo sette giorni dopo il fango siciliano, il Team Aprilia ha dovuto affrontare le nevi e i ghiacci di Östersund, dove era in programma la prima prova del Campionato Mondiale di Enduro.

Su un terreno inedito, noto solo ai piloti nordici, le RXV sono state sottoposte a una vera e propria tortura, con due giornate di test che neppure la più severa prova al banco avrebbe potuto simulare. Temperature da –10 a +1 gradi, vento, tempeste di neve, fondo gelato e profondi solchi sono gli elementi contro i quali hanno dovuto lottare Alessandro Botturi, Alex Zanni e le due RXV 450 e 500 a quattro tempi.
Senza il tempo di effettuare gli aggiornamenti pianificati a causa dei tempi troppo serrati di trasferimento dalla Sicilia alla Svezia, le moto hanno affrontato la trasferta in configurazione base, riuscendo a superare la prova senza intoppi.

Non può quindi che essere positiva la valutazione di Stefano Passeri, coordinatore del settore enduro all’interno del Team Aprilia. “Un primo, importante risultato ottenuto a Östersund è la conferma dell’affidabilità delle nostre moto. Nonostante le condizioni che definire proibitive è un po’ riduttivo, non hanno accusato alcun problema e hanno marciato alla perfezione in entrambe le giornate. Sapevamo di non incontrare le condizioni ideali per la nostra tipologia di moto ed eravamo consapevoli che la situazione sarebbe stata aggravata dal fatto di disporre di mezzi tecnici in fase di sviluppo. Tutto si è invece svolto nel migliore dei modi, soprattutto se si considera che il terreno svedese non ha fatto che confermare la direzione nella quale lavorare per l’evoluzione delle RXV. Abbiamo le idee chiare e sappiamo su quali dettagli intervenire per mettere a frutto i dati ottenuti al termine di due trasferte così ravvicinate e impegnative. Un ulteriore aspetto positivo ci arriva dalle classifiche, in particolare dalla seconda giornata. Domenica Botturi e Zanni sono risultati i migliori italiani nelle rispettive categorie”.

Dopo l’iniziale impatto determinato dalla necessità di correre su un terreno gelato e con pneumatici chiodati, Alessandro Botturi e Alex Zanni hanno cominciato a prendere le misure con una guida sensibilmente diversa da quella abituale. Il primo ad acquisire il ritmo giusto è stato Zanni, già settimo al termine del sabato nella classe E3, mentre Botturi ha dovuto accontentarsi della diciannovesima posizione nella E2. La gara ha preso una fisionomia differente il giorno seguente, come confermato dal nono posto di Zanni e dall’undicesimo di Botturi.

Nella domenica svedese nessun italiano ha fatto meglio di loro nelle rispettive cilindrate: davanti a loro ci sono in pratica solo gli specialisti svedesi, decisamente più abituati a questo clima.

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