L’88% dei cittadini di 54 comuni della Provincia di Cuneo giudica positivamente il sistema integrato di recupero energetico dei rifiuti basato su tecnologia Pirelli Ambiente e attivo nell’area da circa tre anni grazie alla collaborazione con Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti (ACSR) e Gruppo Buzzi-Unicem. È quanto emerge da un sondaggio d’opinione commissionato da Pirelli Ambiente a Field Service Italia, società di ricerche di mercato specializzata in tematiche ambientali, con l’obiettivo di verificare il livello di conoscenza e gradimento di questa tecnologia da parte della popolazione, delle autorità locali e dei principali attori del territorio coinvolti nel progetto. La ricerca è stata presentata oggi nel corso di un convegno svoltosi a Cuneo.
La tecnologia di Pirelli Ambiente è basata su un combustibile di qualità derivato da rifiuti, il Cdr-P, composto dalla frazione secca dei rifiuti con aggiunta di elementi ad alto potere calorifico (come plastiche non clorurate e granulato di gomma), da utilizzare in parziale sostituzione del combustibile fossile in cementifici e centrali termoelettriche, con importanti benefici ambientali ed economici. Dal punto di vista ambientale, l’impiego del Cdr-P come alternativa al carbone consente di ridurre le emissioni di ossido di azoto e anidride carbonica e, a differenza dei termovalorizzatori, non implica la realizzazione di nuovi punti di emissione. Per quanto riguarda i benefici economici, secondo uno studio dell’Università Bocconi, l’energia elettrica prodotta attraverso il Cdr di qualità è una delle fonti energetiche rinnovabili a minor costo di produzione.
Il Cdr-P ha avuto la sua prima applicazione proprio in Provincia di Cuneo circa tre anni fa, all’interno di un sistema integrato costituito da IDEA Granda, la società mista tra Pirelli Ambiente e l’Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti che produce il combustibile, e dal cementificio Buzzi-Unicem di Robilante, che lo utilizza nel suo bruciatore principale sostituendo oltre il 30% del fabbisogno di carbone-petkoke.
Lo studio Field Service si è articolato sull’esecuzione di oltre mille interviste telefoniche a un campione di cittadini rappresentativo della popolazione della Provincia di Cuneo e su una ricerca rivolta a un target di circa 40 persone che, per attività lavorativa o cariche ricoperte nella zona, potessero essere individuate come opinion leader nell’ambito delle rispettive comunità locali. Le tematiche e i contenuti da affrontare sono stati definiti da Field Service a monte dello studio grazie a due focus group con alcuni cittadini di Cuneo.
Anche gli opinion leader intervistati hanno espresso un forte gradimento nei confronti della soluzione: in particolare, il 100% del campione giudica positivamente la scelta effettuata dagli amministratori locali di trasformare i rifiuti solidi urbani in combustibile derivato da rifiuti, mentre il 94,8% considera importante la diminuzione delle emissioni del cementificio a seguito della sostituzione di oltre il 30% del carbone. L’84,6% del campione, inoltre, ritiene che il cementificio svolga un significativo ruolo sociale a seguito dell’utilizzo del Cdr-P come combustibile. Sulla base di queste considerazioni, infine, il 75,6% degli opinion leader ritiene utile per l’ambiente e l’economia l’estensione del sistema anche ad altri ambiti della provincia. Dalla ricerca emergono, quindi, importanti elementi di consenso e accettabilità sociale del sistema di trasformazione dei rifiuti solidi urbani in Cdr di qualità, che lo rendono un modello di eccellenza a livello europeo, replicabile in altri contesti.
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