Presentato il MINI Design Award 2007

"La città che comunica", è questo il titolo della terza edizione del premio promosso da MINI in collaborazione con l'Istituto Europeo di Design e rivolto...

"La città che comunica", è questo il titolo della terza edizione del premio promosso da MINI in collaborazione con l'Istituto Europeo di Design e rivolto alle nuove leve del design italiano. 33 progettisti under 35 e studenti di design di sei scuole universitarie hanno tempo fino a gennaio 2007 per restituire alla città la propria identità, caratterizzandola in quanto realtà unica e riconoscibile. La giuria presieduta da Gillo Dorfles valuterà i lavori assegnando premi e borse di studio. Tutti i lavori saranno pubblicati in un catalogo ed esposti alla Triennale di Milano nell'aprile 2007 La città che comunica Dopo il secondo concorso - bandito nel giugno 2005 e conclusosi con la Mostra allestita alla Triennale di Milano dal 5 al 10 aprile 2006 -, il terzo dei tre concorsi d’idee organizzato e promosso da MINI in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design (IED) s’intitola “Il futuro della città: slow o fast? Luoghi, segni e metasegni” ovvero “La città che comunica”.

I progettisti under 35 partecipanti - individuati e invitati in collaborazione con l’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) -, così come gli studenti dello IED di Torino e di altre cinque università in Italia, hanno tempo fino al 22 gennaio 2007 per completare e consegnare i loro elaborati. Tutti i progetti confluiranno in una mostra, intitolata appunto “La città che comunica”, che sarà allestita alla Triennale di Milano in aprile, in occasione del prossimo Salone Internazionale del Mobile.

“Spesse volte la città appare anonima, in una selva di segni (cartelli stradali, insegne, poster pubblicitari) la sua identità e il suo peculiare messaggio scompaiono per effetto dell’entropia della comunicazione - ha dichiarato Marco Saltalamacchia, presidente e amministratore delegato BMW Group Italia –. L’obiettivo che si propone questo ultimo concorso lanciato nell’ambito del progetto triennale MINI Design Award avviato nel 2004 in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design è appunto quello di restituire alla città la propria identità, caratterizzandola in quanto realtà unica e riconoscibile. Si tratta di concetti assai familiari per MINI che sulla propria inconfondibile identità ha costruito il proprio successo”.

E sul concetto d’identità insiste Nicola Giorgi, brand manager MINI. “MINI è prevalentemente un’auto urbana. Chi compra MINI lo fa perché apprezza la sua storia e la sua forte identità e proprio di identità urbana tratta quest’anno il MINI Design Award. MINI è un marchio caratterizzato da un’immagine giovane ed è un prodotto che ha saputo rivoluzionare il mondo dell’automobile. Appellandosi a questa sua storia MINI non ha mai cessato di valorizzare il talento dei giovani creativi offrendo loro l’opportunità di esprimersi ed emergere. Ecco perché il MINI Design Award è un’iniziativa al cui centro abbiamo messo non tanto il nostro prodotto, ma semmai i luoghi in cui il nostro prodotto è di casa. Il MINI Design Award rappresenta per noi un modo per restituire alla città ciò che la città ci dà”.

“Il MINI Design Award 2007 - ha spiegato Aldo Colonetti, direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Design, che ha collaborato al varo del progetto triennale - è uno dei pochi concorsi di design in cui l’azienda partner non mette al centro se stessa o un proprio prodotto ma semmai il contesto in cui il proprio prodotto ‘vive’, cioè, nel caso di MINI, urban car per eccellenza, la città”.

“Il titolo di quest’anno è ‘La città che comunica’ - ha proseguito Colonetti - ed è stato proposto dai due presidenti di giuria, il professor Gillo Dorfles e Marco Saltalamacchia, presidente BMW Group Italia. Ai designer e agli studenti delle scuole invitate a partecipare si chiede di elaborare soluzioni che consentano alla città di comunicare, di farci sapere non solo in quale città siamo ma anche in quale zona della città ci troviamo. Non si tratta tanto di intervenire sull’arredo urbano o la segnaletica, quanto piuttosto di individuare soluzioni bi- e tri-dimensionali capaci di restituire una precisa identità visiva alla città. Valga su tutti, quale esempio di soluzione tridimensionale, l’inconfondibile cabina telefonica rossa tipica di Londra”.

“Se dovessi dare un consiglio o un suggerimento ai concorrenti - ha concluso - direi loro di considerare con attenzione il lavoro di Oriol Bohigas, l’architetto che ha portato alla realizzazione di progetti di trasformazione urbana particolarmente complessi e noti, come la Villa Olimpica a Barcellona negli anni ’90 e le più recenti realizzazioni in Messico, Francia, Germania, Olanda, Brasile e Italia, dove ha lavorato, fra l’altro, alla trasformazione del lungomare di Salerno. Sono certo - conclude - che riceveremo proposte visive, ma anche proposte scritte che possano servire da spunto per un’elaborazione generale del concetto di identità di città”.

“Rappresento la quota rosa della giuria di quest’anno - ha affermato Daria Bignardi, giornalista e conduttrice televisiva - non ho competenze specifiche nel campo del design o dell’architettura, ma in cambio ho un po’ di esperienza nel campo della comunicazione. Trovo molto interessante due aspetti del concorso ‘La città che comunica’: l’intento di promuovere nuovi talenti e la scelta di mettere al centro il tema dell’identità. Le idee, gli interrogativi, e gli stimoli che possono provenire dai giovani sono fattori molto importanti per chi fa un lavoro creativo e chi ha bisogno di innovare. La parola ‘identità’ - ha concluso - è molto interessante in tempi in cui si parla continuamente di realtà globale e realtà locale. ‘Identità’ e un termine molto più preciso di ‘immagine’. Io credo che non si vada da nessuna parte se non c’è riflessione sull’identità. Mi sembra che interrogarsi su di essa sia molto utile. A Milano, per esempio, manca questa riflessione sull’identità, su cosa serve alla città e su come deve essere”.

Gillo Dorfles e Marco Saltalamacchia presiedono la giuria La giuria del MINI Design Award è presieduta da Gillo Dorfles, critico d’arte e da Marco Saltalamacchia, presidente e amministratore delegato BMW Group Italia. Ne sono membri Alberto Abruzzese, Ordinario di Sociologia delle Comunicazioni di Massa presso l’Università La Sapienza, Roma, saggista, scrittore e operatore culturale, Daria Bignardi, giornalista e conduttrice televisiva, Michele De Lucchi, architetto e designer di fama internazionale, Carlo Forcolini, presidente dell’Associazione Disegno Industriale (ADI) e Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano.

MINI e IED. Genesi di un premio “Le relazioni fra MINI e Istituto Europeo di Design - ha aggiunto Marco Saltalamacchia - hanno avuto inizio prima ancora del suo lancio in Italia e si sono intensificate negli anni producendo progetti interessanti, destinati all’incoraggiamento e alla crescita professionale e/o artistica dei giovani talenti. Il MINI Design Award non fa eccezione di certo: oltre a essere rivolto a designer under 35, il concorso è aperto agli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Torino e a quelli delle facoltà di architettura/design di altre scuole universitarie italiane”.

“Di fatto MINI e IED - ha ribadito Colonetti - condividono una forte attenzione per i giovani e le avanguardie contemporanee. In questo quadro, tendenze e stili, creatività e comunicazione, cultura del progetto e tecnologia rappresentano concetti-chiave intorno ai quali costruire e sviluppare iniziative comuni. Ed è proprio prendendo spunto da questi concetti e valori condivisi che è nato il MINI Design Award”.

I progettisti e le università invitati a partecipare Al MINI Design Award 2007 partecipano 33 designer under 35 e sei scuole universitarie: Istituto Europeo di Design, IED Design Torino - Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Urbino - Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano - Facoltà di Architettura L. Vanvitelli della Seconda Università degli Studi di Napoli - Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Firenze - Facoltà di Design e Arti dell’Università di Bolzano.

Scadenze e modalità di svolgimento Ciascun designer invitato a partecipare può presentare un solo progetto. Le scuole universitarie invitate a partecipare possono presentare più progetti, a discrezione del docente di riferimento.

Tutti gli elaborati in concorso devono essere consegnati nei modi e formati specificati nel regolamento entro il 22 gennaio 2007. Ritiro e spedizione degli elaborati prodotti dalle scuole universitarie sono a cura e carico della segreteria del MINI Design Award.

Presidente e giurati si riuniranno presso la sede dell’Istituto Europeo di Design, a Milano, ed emetteranno il loro verdetto entro il 9 febbraio 2007.

I premi, il catalogo e la mostra alla Triennale di Milano Verranno premiati i designer under 35 autori dei tre progetti meglio classificati a insindacabile giudizio della giuria. Al lordo di imposte, tasse e trattenute di legge, i premi sono così stabiliti: diecimila euro al primo; ottomila al secondo; cinquemila al terzo. È inoltre prevista una borsa di studio del valore di seimila euro per l’università vincitrice che avrà facoltà di assegnarla a uno degli studenti partecipanti al progetto ritenuto particolarmente meritevole. MINI garantirà anche un contributo spese di 500 euro per ciascun designer e di 1.500 euro per ciascun ateneo partecipante.

La premiazione del MINI Design Award 2007 avrà luogo - salvo diverso avviso - martedì 17 aprile 2007 durante l’anteprima Stampa della mostra “La città che comunica”, allestita alla Triennale di Milano in occasione del Salone Internazionale del Mobile (Milano, 18-23 aprile 2007). I lavori in concorso saranno pubblicati in un catalogo curato da Rossella Bertolazzi, direttore IED Arti Visive, per i tipi della Editrice Compositori di Bologna.

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