Le nuove regole recentemente entrate in vigore nell’ambito della protezione dell’ambiente ed in particolare della gestione degli autoveicoli fuori uso (Decreto Legislativo 209/2003 del 14 Marzo 2003 e Decreto Legislativo 149/2006 del 23 Febbraio 2006) non hanno trovato impreparata General Motors Italia che ha deciso di organizzare una rete dei centri di raccolta autorizzati, dove al cliente Opel e Saab sarà garantita la demolizione del veicolo nel rispetto dell’ambiente e delle normative attuali in tema di recupero e trattamento dei materiali riciclabili. L’obiettivo finale di General Motors Italia è quello di garantire ai clienti Opel e Saab una rete adeguata alle loro esigenze entro la fine del 2006. Già oggi sono operativi 62 centri di raccolta autorizzati in 18 regioni: l’elenco è disponibile sul sito www.Opel.it (ed entro la fine di Maggio sarà disponibile anche nel sito www.saab.it).
General Motors è stata fra le prime industrie automobilistiche al mondo ad affrontare le problematiche relative alla demolizione degli autoveicoli e al recupero di parte dei materiali in essi contenuti. Già nel 1979 aveva creato un sistema di smistamento delle componenti di materiale sintetico ed Opel, ad esempio, era stata il primo costruttore di autoveicoli ad identificarle con sigle internazionali. In questo modo è stato possibile recuperare pezzi aventi la stessa composizione durante il processo di demolizione delle vetture. L'uso di tali codici è ora diffuso in molti altri costruttori.
In collaborazione con aziende specializzate in riciclaggio, General Motors mise a punto un sistema che consentiva di ricavare nuove parti in materiale sintetico dagli involucri delle batterie scartate. Il granulato, ottenuto triturando tali contenitori viene ancora oggi mescolato con il materiale ricavato dai paraurti, anch'essi demoliti e triturati. Il produttore di questo materiale è in grado di garantire una qualità costante e quindi un facile riutilizzo.
Particolari "riciclati" sono utilizzati per la produzione di nuovi modelli Opel e Saab. E' questo il caso, ad esempio, di alcune parti in materiale sintetico come il rivestimento interno dei parafanghi. Dalla schiuma di poliuretano contenuta nei sedili si ricavano invece, tramite uno speciale procedimento, parti del rivestimento interno per l'insonorizzazione. I contenitori del filtro dell'aria sono realizzati per il 90% con materiali riciclati in polipropilene. Altri materiali sintetici, non ritenuti adatti alla produzione di componenti per automobili, sono destinati ad usi interni delle fabbriche, come ad esempio, scaffali o contenitori per il trasporto.
Il lavoro dei demolitori si articola in fasi successive. Per prima cosa le diverse parti degli autoveicoli sono selezionate secondo la loro riciclabilità. Vengono quindi scaricati i liquidi di rifornimento e smontati tutti quei pezzi metallici, come le porte e gli alternatori, facilmente riutilizzabili. Le componenti di plastica, gomma e vetro sono poi staccate e riciclate solo nel caso in cui sia economicamente conveniente. Le restanti parti della carrozzeria sono frantumate con un'apposita macchina. L’esperienza maturata in questi anni e le nuove tecnologie acquisite sono oggi un’ulteriore garanzia per la qualità del lavoro svolto presso i demolitori autorizzati General Motors Italia.
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