RECENSIONE – Street Fighter V

CapcomGiochi

Nel 1987 esistevano, pare, dei luoghi colorati, avvolti nel fumo, rumorosi, che risucchiavano al loro interno centinaia e centinaia di ragazzini: si chiamavano Sale giochi.

Tra un cabinato e l’altro, lì, in quell’adorabile casino, c’era un videogame mosso da un Motorola 68000. Nello splendore dei 16 bit, nasceva la leggenda di Street Fighter. Dal 1987 Ryu e Ken sono diventati sinonimo di picchiaduro, di lotta, di “mazzate” virtuali. Dal 1987 urliamo “hadoken” e “shoryuken” nella speranza che un’onda energetica o una fiamma possano davvero prendere vita tra le nostre dita. Noi, d’altronde, siamo tra quei ragazzini che in quei luoghi colorati, avvolti nel fumo, rumorosi, siamo stati risucchiati.

Siamo nel 2016 (così ci hanno detto) e delle Sale Giochi non v’è quasi più traccia. Street Fighter però è sopravvissuto, ed è giunto oggi alla sua quinta edizione ufficiale (non tenendo conto della marea di versioni speciali uscite tra un capitolo principale e l’altro). Si presenta su PlayStation 4 (versione testata) e PC in gran forma, sebbene con qualche contenuto in meno (di troppo).

Togliamoci subito il dente, mettendo in chiaro quello che (al momento) non troverete nel quinto capitolo del picchiaduro Capcom: non troverete l’Arcade Mode, né le Sfide. La classica modalità “Arcade” si chiama ora “Character Story Mode”: sono appena 4 i combattimenti ai quali dovrete prendere parte per terminare un abbozzo di trama che si sviluppa tramite artwork non eccelsi, e con delle animazioni ridotte all’osso. Se l’offline offre poco, al momento anche sul versante online l’offerta non è incredibile (ma ricordate il Cross-Platform tra utenti PlayStation 4 e PC): è possibile disputare combattimenti amichevoli o classificati. Tutto qui.

“La recensione è finita”, penserete voi. In che modo potrebbe salvarsi questo Street Figther. Ebbene, sedetevi un attimo, magari a gambe incrociate in stile Dhalsim, prima di scagliare un hadoken per la rabbia verso lo schermo. Street Fighter V è l’opposto di tanti giochi che sono usciti nel recente passato: il titolo Capcom è tanto arrosto e poco fumo. Avrebbero potuto stordirvi con centinaia di modalità, ma se la giocabilità non fosse stata all’altezza, a cosa sarebbe servito?

La giocabilità è il punto di forza di Street Fighter V (e dovrebbe esserlo di ogni videogame in circolazione, in quanto tale. Yoshinori Ono ha voluto riscrivere le regole, eliminandone alcune, modificandone altre, creandone di nuove. Basato su alcuni elementi di Street Fighter Alpha, Street Fighter III e IV, il gameplay del quinto capitolo vi farà tornare il sorriso, dopo la delusione della mancanza di contenuti (che arriveranno, sono già stati programmati, siate sereni). La novità più importante risiede nella V-Gauge, una nuova barra (composta dai 2 ai 4 elementi, a seconda del lottatore) posizionata sopra la EX-Gauge. La V-Gauge si carica principalmente subendo colpi, ed inoltre carica il Counter Attack con l’utilizzo delle V-Reversal da attivare in parata (i 3 pugni o i 3 calci premuti contemporaneamente). Inoltre, con la pressione simultanea del calcio potente e del pugno potente azionerete il V-Trigger, che trasformerà per qualche secondo il vostro lottatore in una versione più forte di sé stesso. Il V-Trigger non solo assicura più danni al nemico colpito, ma in alcuni casi fa cambiare anche l’aspetto al proprio personaggio. La V-Gauge non sostituisce la Ex-Gauge, che resta in basso sullo schermo in attesa di essere sfruttata per il lancio delle Critical.

Le meccaniche del gameplay, che lette in questo modo possono sembrare complesse, sono in realtà di semplice apprendimento, semplicemente facendo pratica. Il controller resta un ottimo mezzo, ma se volete davvero godere al meglio del nuovo gameplay di Street Fighter V, vi consigliamo l’acquisto dell’Arcade Stick. Ai soliti Ryu, Ken, Zangief, Dhalsim, Chun Li, Vega e Bison si sono aggiunti quattro nuovi personaggi: Rashid “Eroe del Vento Turbolento”, Necalli (una sorta di demone), il particolarissimo F.A.N.G (vice di Bison nella gerarchia di Shadaloo) e la bellissima Laura direttamente dal Brasile (terra di Blanka). Oltre alla terra di appartenenza, la fanciulla condivide con il “mostro verde” anche gli attacchi basati sull’utilizzo della corrente elettrica. La quantità del roster al momento non è impressionante, ma Capcom ha già previsto l’aggiunta di Balrog, Juri, Ibuki, Guile ed Urien (e non è detto che altri non potranno essere aggiunti in futuro). A Marzo, ad esempio, il primo DLC (gratuito) vedrà l’introduzione di Alex e la possibilità di creare lobby per un massimo di 8 persone. Inoltre, verrà aperto lo Shop in-game per l’acquisto di nuovi costumi.

Tutti i nuovi personaggi non saranno gratuiti, ma neanche a pagamento. O meglio, non per forza… Ci spieghiamo meglio: nel gioco sono state introdotte due tipologie di valute: le Fight Money (monete ottenibili semplicemente giocando) e le Zenny (monete virtuali ottenibili, però, in cambio di soldi veri). Sappiate che ogni singolo personaggio costerà 100.000 Fight Money, o 600 Zenny (in pratica 6 euro). Per capire se sarà davvero possibile ottenere i nuovi lottatori grauitamente, si dovrà valutare con che ritmo sarà possibile accumulare le Fight Money.

Dal punto di vista grafico Street Fighter V è una gioia per gli occhi. I modelli poligonali dei lottatori sono estremamente dettagliati, avvolti in quel meraviglioso stile grafico cartoonesco al quale Capcom non vuole ormai più rinunciare. Meno bene i fondali, non tanto per le ambientazioni, quanto per la poca interattività. Gli effetti su schermo sono meravigliosi, le fiamme che prenderanno vita dai pugni di Ken, ad esempio, sapranno letteralmente abbagliarvi. Il comparto delle animazioni è fantastico ed il tutto è estremamente fluido.

Street Fighter V presenta un gameplay eccezionale, reso più tattico dalle novità introdotte nel sistema di gioco. Le poche modalità ed i pochi contenuti offerti al lancio rovinano solo in parte l’inizio di un nuovo capitolo per la saga che, di mese in mese, siamo sicuri saprà brillare con sempre più decisione. Se saprete apprezzarlo ora, semplicemente lo amerete con il passare del tempo. Rise Up, il re dei picchiaduro è tornato!

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