Saab scommette sull'etanolo

Saab scommette sul bio-etanolo: Jan-Ake Jonsson crede che la Svezia possa guidare l'Europa verso la produzione e l'uso su vasta scala dell'energia rinnovabile.

Jan-Ake Jonsson, amministratore delegato di Saab Automobile, ritiene che la Svezia sia nella posizione ideale per indirizzare l’Europa verso la produzione e l’utilizzo su vasta scala del bio-etanolo, una fonte d’energia rinnovabile che ha il potenziale necessario per rispondere all’esigenza di una mobilità sostenibile. La marca svedese del gruppo General Motors sta sostenendo le iniziative dell’Unione Europea e del governo svedese tese ad incoraggiare l’utilizzo dell’etanolo, lanciando sul mercato nazionale il primo veicolo a carburante flessibile (FFV ovvero Flexible-Fuel Vehicle). La nuova Saab 9-5 BioPower funziona indifferentemente con la miscela E85 a base di bio-etanolo oppure a benzina, in qualsiasi altra combinazione. «Nel breve termine sono convinto che l’etanolo sia una valida soluzione per le nostre esigenze di mobilità» spiega Jonsson. «Questo carburante non richiede l’impiego di nuove costose tecnologie, può essere utilizzato facilmente nelle automobili che conosciamo e può essere distribuito al pubblico utilizzando le infrastrutture esistenti».

Gli autoveicoli alimentati a bio-etanolo fanno parte di una strategia del gruppo General Motors nel campo delle energie alternative che si articola su tre fronti. Nel breve termine si pensa di migliorare i motori a benzina ed a gasolio, così come le trasmissioni, e di promuovere al tempo stesso l’uso di fonti energetiche rinnovabili, come per l’appunto il bio-etanolo. In un secondo tempo efficienti veicoli a propulsione ibrida – possibilmente alimentati da fonti rinnovabili come il bio-etanolo – rappresenteranno un risposta definitiva alle problematiche ambientali insieme ad i veicoli a fuel cell alimentati ad idrogeno.

Una prospettiva globale Secondo Saab ci sono due argomentazioni indiscutibili a favore dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili come il bioetanolo: l’esigenza ambientale data dal cosiddetto “effetto serra” e la necessità di svincolarsi dalla dipendenza dal petrolio, un fonte energetica destinata ad esaurirsi nel tempo, la cui rapida crescita della domanda sul mercato mondiale supererà le disponibilità.

Le emissioni di biossido di carbonio di origine fossile (CO2) prodotte dal trasporto su strada sono considerate fra le principali cause dell’ ”effetto serra”. In Svezia, ad esempio, quasi il 40% di queste emissioni è dovuto al trasporto. Ed il numero degli autoveicoli è in continuo aumento. Secondo il World Business Council per lo Sviluppo Sostenibile, nei prossimi 25 anni il numero degli autoveicoli in circolazione è destinato a raddoppiare, principalmente in Cina e nei Paesi emergenti.

Perché l’etanolo? Il funzionamento delle automobili alimentate ad etanolo (ricavato da coltivazioni agricole, canna da zucchero o biomasse che sia) è regolato dalle stesse leggi fisiche di quelle a benzina. Questo vuol dire che entrambe emettono CO2 come inevitabile conseguenza del processo di combustione. C’è però una differenza sostanziale: bruciando etanolo si ricicla l’anidride carbonica in quanto era stata già rimossa dall’atmosfera con la fotosintesi durante il naturale processo di crescita. Al contrario, l’uso di benzina o di gasolio aggiunge nell’atmosfera nuove quantità di CO2 che erano rimaste per milioni anni nei depositi sotterranei di petrolio.

L’antico equilibrio naturale del livello di CO2 nel mondo ha cominciato a cambiare più di un secolo fa con l’avvento dell’utilizzo industriale di fonti d’energia fossile. Secondo il Pannello Intergovernativo per il Cambiamento Climatico (IPCC) delle Nazioni Unite, questo processo è in gran parte responsabile della situazione attuale in quando ha prodotto un aumento del 35% dell’anidride carbonica presente dell’atmosfera del pianeta. E’ pertanto essenziale cercare fondi energetiche alternative che ci permettano di ridurre il “CO2 fossile”.

A tale proposito Saab ritiene che l’uso di bioetanolo possa svolgere un ruolo cruciale. Questo carburante è commercializzato negli Stati Uniti ed in Brasile dove è ricavato rispettivamente dal mais e dalla canna da zucchero. Il Brasile - dove il gruppo General Motors vende la berlina Chevrolet Astra 2.0i Multipower che può funzionare indifferentemente ad etanolo, a benzina ed a metano – è il maggiore e più progredito produttore di etanolo e ha già dimostrato come sia possibile produrre etanolo su vasta scala senza alcun contributo statale ed a costi inferiori al prezzo di mercato della benzina.

In Svezia, l’etanolo attualmente commercializzato è ricavato dal frumento. Presso l’impianto pilota della società ETEK (Etanolteknik AB) R&D di Örnsköldsvik si sta studiando un procedimento industriale per ricavare etanolo da residui di legno e boschivi e commercializzarlo su vasta scala. La società canadese IOGEN sta sviluppando con il supporto di Shell nuovi processi per ricavare l’etanolo da biomasse. Secondo uno studio approfondito condotto neI 2004 dall’Agenzia Internazionale per l’Energia, un’organizzazione della OECD, nel mondo ci sono abbastanza biomasse per produrre carburanti come l’etanolo che possano soddisfare due terzi delle esigenze mondiali di energia per l’autotrasporto.

Il ruolo dell’Europa Le più recenti direttive dell’Unione Europea sulla tassazione delle fonti energetiche, entrate in vigore il 1 Gennaio 2005, invitano gli Stati membri ad introdurre riduzioni fiscali od esenzioni totali ai biocarburanti utilizzati allo stato puro oppure miscelati. Questa direttiva fa seguito ad una contemporanea richiesta degli Stati membri per introdurre entro la fine del 2005 misure atte a garantire che nel settore dell’autotrasporto il consumo di biocarburanti rappresenti almeno il 2% dei consumi di benzina e di gasolio e che tale valore sia portato progressivamente al 5,75% nel 2010.

«L’elevata consapevolezza all’interno della nostra società ed il lavoro portato avanti con la ETEK di Örnsköldsvik ed altre iniziative svedesi pongono Saab nella posizione ideale per guidare lo sviluppo europeo del bioetanolo come soluzione a breve e medio termine» ha commentato l’amministratore delegato della Casa svedese del gruppo General Motors. Gli studi attualmente in corso in Svezia comprendono l’introduzione di autobus urbani alimentati ad etanolo puro, incentivi fiscali e parcheggi gratuiti per le vetture a carburante flessibile e l’apertura di oltre 160 stazioni di rifornimento per il carburante E85. Il governo svedese ha inoltre annunciato che a partire dal 2008 il 25% delle stazioni di servizio del Paese dovrà offrire anche carburanti rinnovabili. Da quest’anno almeno il 50% degli enti governativi dovrà utilizzare veicoli ecocompatibili.

«Una flotta di Saab 9-5 BioPower» ha detto Jonsson «sarà a disposizione per attività dimostrative promozionali in altri Paesi europei in modo da incoraggiare anche qui lo sviluppo delle infrastrutture di distribuzione L’etanolo è un primo passo concreto, un ponte ci può portare dai carburanti di origine fossile a nuove tecnologie sostenibili che sono ancora allo studio, come, ad esempio, i veicoli a fuel cell alimentati a bio-idrogeno. Siamo arrivati ad un punto di svolta e dobbiamo fare passi concreti se vogliamo evitare crisi future».

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