Speciale Radio2 "Sulle ali della libertà, rock in jail": quando la musica entra in carcere

Speciale Radio2 "Sulle ali della libertà, rock in jail": quando la musica entra in carcere

Quando, il 13 gennaio del 1968, Johnny Cash oltrepassa il portone di ferro del carcere di Folsom , in California, per cantare ai detenuti la "loro"...

Quando, il 13 gennaio del 1968, Johnny Cash oltrepassa il portone di ferro del carcere di Folsom , in California, per cantare ai detenuti la "loro" canzone, "Folsom prison blues", il rock vive uno dei suoi più celebri cortocircuiti: un brano che parla di un disperato, come tanti di quelli che stanno lì, sotto al palco, senza speranza di redenzione.E' uno dei racconti proposti da "Sulle ali della libertà, rock in jail",lo speciale di Radio2 Rai, che andra' in onda venerdi 7 febbraio, alle 13.35, condotto da John Vignola. Speciale Radio2 "Sulle ali della libertà, rock in jail": quando la musica entra in carcere Le storie del rock, finito dietro le sbarre, tante volte , giustamente o ingiustamente ma sempre con una dirompente forza espressiva, che ha lasciato il segno. Storie di carcere suonate in prima persona, come quella di Leadbelly, musicista nero, condannato per omicidio, che , secondo una leggenda, sarebbe stato graziato dal governatore del Texas, che aveva ascoltato una sua canzone, oppure affrontate con ironia, come Elvis Presley in "Jailhouse Rock".

Storie di detenzioni ingiuste, come per la vicenda di Rubin "Hurricane" Carter, denunciata da Bob Dylan, di sbarre dell'anima, di condanne senza appello, come l'atmosfera del braccio della morte cantata da Nick Cave in " The Mercy Seat" o di denuncia sociale con i pezzi di Eugenio Finardi,Peter Gabriel e di tanti altri artisti, che con la musica hanno gridato il loro "no" all'apartheid.

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