Suzuki Jimny: la leggendaria 4×4 si rinnova

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Il primo modello chiamato LJ10, prodotto dal 1970, segnò una profonda rivoluzione nel panorama automobilistico mondiale. A renderlo unico erano un peso piuma, un’agilità eccezionale e una robusta trazione integrale, l’ideale per muoversi negli spazi stretti e sui fondi accidentati. Parliamo di Suzuki Jimny, l’autentico pioniere di tutti i fuoristrada ultracompatti e ha saputo attraversare le epoche restando fedele a se stesso.

Adesso il testimone passa nelle mani del nuovo Jimny, un’auto con cui Suzuki celebra la sua tradizione e alza l’asticella delle prestazioni così come della qualità della vita a bordo, della sicurezza di marcia e della versatilità d’impiego.

Il legame con i suoi antenati si scorge subito, al primo sguardo. La sagoma richiama alla memoria i mitici Suzukini, con parabrezza verticale, mascherina con cinque feritoie e fari tondi, che adottano tuttavia la più recente tecnologia LED. Forma e funzione vanno di pari passo, perché il taglio squadrato e le dimensioni compatte migliorano la percezione degli ingombri, complici le ampie superfici vetrate e il cofano alto a conchiglia.

Queste doti si apprezzano in città come nel fuoristrada, nel quale si dimostrano utili anche i passaruota maggiorati e le modanature laterali che proteggono la vernice dai sassi. Il nuovo Jimny può essere ordinato in otto tinte, tre pastello, due metallizzate e tre in livrea BiColor, con il tetto nero in contrasto. Tra queste ultime spicca il Giallo Kinetic, perfetto per rendere l’auto più visibile in ogni condizione, mentre il Verde Amazzonia è la scelta giusta per mimetizzarsi nella vegetazione.
L’abitacolo della quarta generazione di Jimny è essenziale ma curato nei minimi dettagli. Tutti i comandi sono solidi e ben dimensionati per poter essere utilizzati anche con i guanti. I materiali impiegati sono di prima qualità, per garantire un’affidabilità totale anche nell’uso più gravoso.

In rapporto alla lunghezza complessiva di soli 3.645 mm, l’abitabilità è ottima e c’è la possibilità di abbattere lo schienale posteriore in modo frazionato per aumentare la capacità del bagagliaio fino a 830 litri. Il retro dei sedili posteriori e il vano di carico, dotato pure di pratici ganci di fissaggio, sono rivestiti in plastica, resistente e facile da pulire. Anche negli arredi convivono stilemi classici e soluzioni moderne, con gli strumenti racchiusi in cornici squadrate affiancati da un touch screen da 7 pollici. Questo schermo fa da interfaccia a un sistema d’infotainment che integra sistema audio, Bluetooth e navigatore e assicura connettività con gli smartphone, grazie a Apple CarPlay, Android auto e alla presa USB.

In fuoristrada dimostra di essere un vero portento. La sua conformazione ha permesso di ridurre gli sbalzi e di ottenere valori straordinari per gli angoli di attacco (37°), di uscita (49°) e di dosso (28°). Gli ingegneri di Hamamatsu hanno studiato sospensioni ad assale rigido capaci di dare alle ruote il miglior contatto con il suolo e che ben si abbinano alla trazione integrale inseribile 4WD ALLGRIP PRO. Questo raffinato schema di trasmissione consente di passare rapidamente dalle due alle quattro ruote motrici (modalità 2H e 4H) oppure di muoversi in 4×4 con le marce ridotte (4L), con cui si superano senza fatica le pendenze più elevate e i fondi a bassa aderenza.

In salita, l'”Hill Hold Control” aiuta a tenere ferma la macchina quando si devono affrontare ripartenze in pendenza, durante le quali le marce ridotte consentono di selezionare un rapporto medio (tipicamente la seconda o la terza ridotta) riducendo molto il rischio di pattinamento, che in particolari condizioni d’uso (sabbia, fango o neve) potrebbero causare l’impantamento della vettura. In discesa poi, l'”Hill Descent Control” agisce sui freni e sul sistema di stabilità per mantenere una velocità di circa 10 km/h, senza che il pilota debba toccare i freni.

Per questa quarta generazione, Suzuki ha scelto un nuovo motore 1.5 a benzina, montato longitudinalmente per ottimizzare la distribuzione dei pesi e ridurre il diametro di sterzata. Questa unità è più leggera del 15% e più compatta del 1.3 della generazione precedente, rispetto alla quale offre anche una maggior coppia, specie ai bassi regimi. La sua curva di erogazione si adatta così perfettamente tanto ai rapporti del cambio manuale a cinque marce quanto a quelli dell’automatico a quattro marce, che è offerto con un sovrapprezzo di 1.500 Euro.

Passando al prezzo è disponibile una sola versione a 22.500 euro, mentre la lista degli accessori si limita al cambio automatico e alla vernice bicolore col tetto nero a 400 euro.

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