50 anni per Volvo Amason

50 anni per Volvo Amason

Nel 1956, in un venerdì d’estate, Volvo presentò una macchina completamente nuova, la Amason, modificando leggermente la grafia del termine inglese,...

Nel 1956, in un venerdì d’estate, Volvo presentò una macchina completamente nuova, la Amason, modificando leggermente la grafia del termine inglese, mettendo una "s" al posto della "z". Appena pronunciato, il nome fu oggetto di una controversia, che non impedì a quest’auto di diventare un grande successo di Volvo per oltre 10 anni Era il 3 agosto 1956 quando la nuova Volvo Amazon/120 quattro porte fu presentata agli entusiasti concessionari Volvo nel corso di una conferenza tenutasi a Skövde. L’auto aveva il telaio numero 2, la guida a destra, una carrozzeria bicolor e differiva dalla versione che successivamente sarebbe stata prodotta in serie in diversi punti, sia all’interno che all’esterno.

La vettura era stata progettata dal giovane Jan Wilsgaard che si era ispirato al design delle auto italiane, inglesi e americane del tempo. Il risultato fu la prima carrozzeria “pontoon” (cioè senza il predellino laterale) di Volvo e un design che ancora oggi risulta piacevole, avendo in sé alcuni elementi stilistici tuttora presenti nelle autovetture Volvo odierne.

Per il motore erano state progettate diverse alternative, come il piccolo V8 e un motore a sei cilindri in linea, ma poi fu scelto un motore da 1,6 litri, a quattro cilindri in linea e 60 CV di potenza effettiva. Questo motore B16 non era altro che una versione sovralesata del motore B4B della PV444. La potenza veniva trasmessa alle ruote posteriori mediante un cambio a tre velocità, ma già sin dalla presentazione di Skövde emerse un certo malcontento per il fatto che l’auto non avesse la quarta marcia. Ciò nonostante la nuova Volvo era bellissima e prometteva bene per il futuro.

La Amason diventa Amazon/120 Il nome Amason era stato scelto a causa del suo significato originale. Il logo della Volvo fa riferimento al carattere maschile, mentre il termine “amason” suggerisce un elemento femminile. Nella mitologia greca le amazzoni erano donne guerriere che combattevano armate di archi e frecce. La leggenda vuole che fossero prive del seno destro per poter meglio utilizzare le loro micidiali armi (in greco infatti “a mazos” significa senza seno). Queste valenti guerriere si schierarono dalla parte dei Troiani combattendo contro i Greci nella guerra di Troia.

La Amason divenne Amazon ancor prima che l’auto fosse lanciata sul mercato, ma la scelta di questo nome da parte della Volvo si rivelò piuttosto sfortunata. Un produttore tedesco di ciclomotori, Kreidler, aveva da poco immesso sul mercato una motocicletta chiamata Amazone, registrandone il nome e sostenendo di avere il diritto esclusivo di utilizzarlo. Alla fine fu raggiunto un accordo con Kreidler per cui Volvo ebbe il permesso di attribuire all’auto il nome Amazon, ma solo nei mercati dell’Europa del Nord. La moto Amazone, comunque, scomparve già nel 1959. Se Volvo avesse insistito e avuto pazienza, sicuramente avrebbe ottenuto il diritto di usare il nome, con il risultato di poter chiamare la macchina Amazon in ogni paese del mondo.

Oggi quando si cerca su Internet la parola "amazon" si trovano 965.000.000 siti! Gran parte di essi non hanno assolutamente nulla a che fare con la moto Amazone e nemmeno con la Volvo Amazon. Il termine oggi viene impiegato in contesti completamente diversi. Un dettaglio curioso è dato dal fatto che Volvo mantenne la dicitura Amazon con la "z" adattandosi alla forma internazionale anche se la Amazon fu venduta solo nei Paesi nordici con quel nome.

La Amazon diventa la Volvo 122 La Amazon, al di fuori dei paesi scandinavi, fu chiamata Volvo 122, ma in altri mercati furono utilizzate anche altre designazioni come 12 e 1200. Internamente questa vettura venne chiamata P1200. Di conseguenza, la linea di quest’automobile ufficialmente fu battezzata 120, per avere la possibilità di modificarne l’ultimo numero in caso di variazioni nei modelli successivi. Le prime consegne ai clienti ebbero luogo nel febbraio/marzo 1957. Sul paraurti posteriore non vi era più il nome Volvo in grandi lettere cromate né gli indicatori di direzione rettangolari sui parafanghi anteriori. La nuova vettura invece era dotata di cinture di sicurezza montate di serie per il sedile anteriore, frecce che "giravano l’’angolo" sui parafanghi anteriori e un nuovo emblema per la Amazon.

La nuova macchina, disponibile solo nella versione a quattro porte per i primi anni, riscosse un successo immediato e superò quasi subito la PV444/544 nelle vendite. Nel 1958 fu lanciata la seconda versione denominata 122S (dove S stava per Sport). Più potente e con la tanto desiderata quarta marcia, la 122S fu presto giudicata molto interessante dal pubblico. L’anno successivo, il 1959, la Volvo Amazon e la PV544 divennero le prime auto al mondo a essere equipaggiate con le cinture di sicurezza a tre punti montate di serie sui sedili anteriori. Il prezzo di vendita iniziale della 122 fu di 12.600 corone svedesi, franco fabbrica a Gothenburg, mentre a quel tempo gli stabilimenti Volvo si trovavano a Lundby; la Amazon però fu anche la prima macchina a essere prodotta nello stabilimento di Torslanda inaugurato nel 1964. Inoltre, la Amazon fu la prima Volvo a essere costruita nella fabbrica belga di Ghent, operativa sin dal 1965, e fu assemblata anche ad Halifax in Canada per il mercato canadese. Queste Amazon furono commercializzate con il nome di Volvo Canadian.

Da 60 a 115 CV Nel 1961 apparve una versione a due porte, la 121, e nel 1962 furono aggiunti altri sportelli; una versione station wagon, la 220, fu lanciata al Motor Show di Stoccolma. Nel 1961 la Volvo rinunciò ufficialmente ad utilizzare il nome Amazon, decidendo di designare le macchine solo mediante un numero a tre cifre in tutti i mercati. Nonostante ciò, le Amazon furono commercializzate e vendute dalla Volvo in Svezia fino al 1970. I contenuti tecnici tennero il passo con lo sviluppo dei modelli. I motori crebbero in dimensioni e potenza, passando da 1,6 a 1,8 litri fino ai 2 litri (motore B20) e da 60 a 115 CV nella versione sportiva 123 GT. Le tre marce lasciarono presto il campo alle quattro, compreso un overdrive optional nella marcia più alta. I freni a tamburo cedettero il passo a quelli a disco, che divennero servoassistiti in epoca più recente. La dinamo fu sostituita da un alternatore, venne installato un primo dispositivo per il controllo dei gas di scarico e montate le cinture di sicurezza su tutti i sedili prima che il modello venisse dismesso.

Nella 123 GT, che risultò la più potente all’interno dei modelli della serie 120, l’equipaggiamento di serie comprendeva anche contagiri, volante sportivo a tre razze e luci di riserva. La meno attraente della serie 120 fu la Favorit, una versione più semplice ed economica della 120 standard che, nonstante il nome, non ottenne mai il favore del pubblico.

Nel complesso, tuttavia, la serie 120 totalizzo ingenti vendite all’epoca. In 21 anni le PV444/544 prodotte furono 440.000, mentre in soli 14 anni le 120 furono ben 667.323, più della metà delle quali vennero esportate.

L’ultima Amazon uscì dallo stabilimento produttivo di Torslanda il 3 luglio 1970. Quel giorno segnò la fine di una fortunata serie di auto robuste e affidabili che aveva contribuito fortemente all’affermarsi della buona reputazione di Volvo come produttore di macchine sicure, di qualità, a prezzi competitivi che avevano, grazie alle loro molte preziose caratteristiche, fornito un ottimo servizio a migliaia di utenti in tutto il mondo. Macchine che hanno addirittura vinto il rally dell’Acropoli. Innumerevoli “Amazzoni” continuano a circolare in tutto il pianeta, macinando instancabili chilometri e chilometri, apprezzate e curate da appassionati collezionisti.

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