Motore e ciclistica realizzati con la tecnologia del 21° secolo, potenza impressionante, accelerazione da brivido e ondate continue di adrenalina. È quello che offre il nuovo VMAX Yamaha, un’icona contemporanea delle due ruote. Ma anche un esempio di come Yamaha impieghi le soluzioni elettroniche più avanzate, come YCC-I e YCC-T, insieme al telaio in alluminio rigido e reattivo, ai freni a disco con pinze radiali a 6 pistoncini per ottenere il massimo, in termini di coppia (167 Nm) e di potenza (200 CV). New VMAX. Un’ accelerazione che si vive Il team di sviluppo del nuovo modello aveva in mente una serie di obbiettivi, per garantire la stessa personalità del suo predecessore.
In una gerarchia ideale, i quattro più importanti erano:
• Accelerazione viva senza precedenti, e prestazioni uniche • Guida precisa, reattiva e molto personale • Telaio tecnologico, sofisticato e dal design unico • Conformità alle normative Euro3.
Con queste premesse, il team ha sviluppato un motore completamente nuovo, un evolutissimo e potente V4 da 1.679 cc che utilizza i sistemi di gestione elettronica G.E.N.I.C.H. brevettati da Yamaha, come YCC-I e YCC-T. Anche il telaio è inedito, a diamante, dal classico profilo basso, realizzato con fusioni ed estrusioni in alluminio, e con il motore come elemento stressato. Il risultato è un’eccellente bilanciamento della rigidità, con una stabilità granitica in rettilineo e una percorrenza di curva da moto sportiva. Il design esprime alla perfezione l’anima, il cuore di questa moto, e la sua unicità, secondo il principio:”il motore è quello che conta”.
Il nuovo, monolitico propulsore soddisfa pienamente le normative Euro 3 sulle emissioni, grazie all’iniezione elettronica e al catalizzatore a 3 vie con sensore dell’ ossigeno. La forza bruta del motore, la tecnologia innovativa del telaio e lo stile fuori da qualsiasi confronto o compromesso imprimono una vertiginosa accelerazione all’idea emozionale stessa di moto.
Nuovo motore V4, a 4 tempi, raffreddato a liquido Il cuore del nuovo modello è l’inedito propulsore V4 a 65°, da 1.679 cc, a 4 tempi, DOHC e raffreddato a liquido. Un motore disegnato per offrire un’esperienza indimenticabile in accelerazione, grazie alla potenza superiore, e con un design imponente.
Alesaggio e corsa sono 90 x 66mm (rispetto al 76 x 66m del modello precedente) e il rapporto di compressione è di 11.3:1. Il monumentale quadricilindrico eroga 147,2 kW (200 CV) a 9.000 g/min, e spinge con una coppia poderosa di 166,8 Nm (17,0 kg-m) a 6.500 g/min.
Cifre impressionanti, che sono il risultato di diversi fattori, non ultimo l’incremento del 40% della cubatura. Oltre ai centimetri cubici in più, il motore è gestito con le soluzioni tecnologiche più avanzate della categoria ed esclusive di Yamaha.
La tecnologia G.E.N.I.C.H. Yamaha è un concetto innovativo che impiega l’elettronica non solo per aumentare le prestazioni, ma per garantire al pilota una guida ricca di sensazioni intense e appaganti.
Compatte camere di combustione pentagonali Per rendere rapida ed efficiente la combustione, e quindi per sfruttare fino in fondo tutto l’enorme potenziale della moto, i tecnici Yamaha hanno progettato nuove camere di combustione a 4 valvole e pentagonali. Rispetto alla cilindrata di 1.679cc, con alesaggio di ben 90mm, le nuove camere di combustione sono molto compatte, ma anche molto efficaci. Il loro ingombro ridotto ha anche consentito di adottare un nuovo, ingegnoso sistema per la distribuzione.
Candele all’iridio Oltre alle camere di combustione pentagonali e alla gestione elettronica del motore, che aumentano le prestazioni, il nuovo VMAX adotta anche speciali candele all’iridio. Progettate per garantire una combustione efficace a tutti i regimi, queste candele sono utilizzate solitamente sulle moto con prestazioni elevate.
Angolo incluso delle valvole ridotto Il sistema di distribuzione con alberi azionati da un sistema misto catena/ingranaggio ha permesso a Yamaha di ottenere un angolo incluso tra le valvole molto ridotto: ci sono 14° tra quelle di aspirazione 15° tra quelle di scarico, per un totale di 29°. (sul modello precedente il valore era di 18° su entrambe le coppie di valvole). L’angolo incluso ridotto contribuisce a contenere le dimensioni del motore, e permette anche di ottimizzare il disegno dei condotti, incrementando così le prestazioni. Oltre a ridurre l’angolo tra le valvole, Yamaha ha anche alleggerito il peso delle punterie, utilizzando un sistema a registro interno per la regolazione del gioco valvole, che sostituisce quello a registro esterno del modello precedente.
Motore a V di 65° con catena di distribuzione centrale Uno degli obbiettivi raggiunti dal team di sviluppo Yamaha è senz’altro quello di aver reso il motore il più compatto possibile. Anche se la cubatura complessiva aumenta del 40% rispetto al modello che sostituisce (1.679 cc vs 1.198cc), le dimensioni del nuovo propulsore sono decisamente compatte.
L’angolazione dei cilindri di 65°, rispetto a quella di 70° del modello precedente, riduce la lunghezza fronte-retro del motore. Questa soluzione serve anche a centralizzare le masse per ottenere una guida più neutra, e “ruba” 27mm al modello precedente.
Una riduzione significativa della larghezza del motore è stata ottenuta, oltre che con l’innovativo sistema combinato di distribuzione a catena/ingranaggio e con il layout a 65°, anche con il posizionamento centrale della catena di distribuzione. Anche se l’alesaggio è del 18% superiore a quello del suo predecessore, il nuovo motore ha una larghezza praticamente uguale, ed è più alto di soli 6,5mm.
Pistoni forgiati in alluminio Tecnologia di vertice in tutti i dettagli, per esaltare le prestazioni: un altro esempio di questa filosofia si trova nel cuore stesso del motore, con i nuovi pistoni forgiati in alluminio.
Bielle ottenute per frattura Le bielle ottenute per frattura vennero impiegate per la prima volta sulla YZF-R1 del 2004, e sono state utilizzate anche sul nuovo VMAX per gestire la potenza e la coppia massicce del V4 da 1.679cc.
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