Agony - Recensione (Console)

Agony - Recensione (Console)

I ragazzi della Software House polacca Madmind Studio hanno tentato l'impossibile: trasmettere al giocatore le sensazioni più inquietanti e devastanti mai concepite, al fine di aprire i cancelli dell'inferno. Benvenuti in Agony.

I ragazzi della Software House polacca Madmind Studio hanno tentato l'impossibile: trasmettere al giocatore le sensazioni più inquietanti e devastanti mai concepite, al fine di aprire i cancelli dell'inferno. Benvenuti in Agony.

Agony è un Survival Horror in prima persona che si contraddistingue da qualsiasi altro videogame uscito fino ad oggi per un unico, ma per niente banale, dettaglio: voler rappresentare a schermo l'inferno, quello Dantesco, quello che tante religioni in giro per il mondo vogliono farci immaginare: fuoco, fiamme, dolore, disperazione. Tra claustrofobici corridoi composti di varie parti del corpo umane, il giocatore viene dunque catapultato in un mondo dove l'unica speranza possibile è quella di poterlo abbandonare al più presto. Agony non ha praticamente precedenti: nell'intera storia dell'universo videoludico, questo titolo rappresenta il "buco nero", l'oscuro, il male, il luogo ove la speranza muore ancor prima di nascere, dove un raggio di luce ha l'unico scopo di generare soltanto altre ombre, altra disperazione. Sangue, violenza senza limiti (o quasi) e sesso, questi i tre temi ricorrenti. Creature con una vagina al posto del viso (tutt'altro che invitante, ve l'assicuriamo...) si mescolano senza soluzione di continuità a corpi di neonati appesi al proprio cordone ombelicale, alle Succubi, creature della lussuria, che non tarderanno a strapparvi via la vita (se questa è vita!) dopo avervi abilmente convinti ad avere un rapporto sessuale con loro.

https://www.youtube.com/watch?v=iwinHf6H-Mo

Tutto ciò che in Agony si contorce, si lamenta e tutto ciò che cerca di uccidervi, lo fa ad un solo ed unico scopo: riuscire ad incontrare la Dea Rossa, un misterioso demone dalle sembianze di una donna decisamente provocante, che vi sarà con il fiato sul collo per gran parte dell'avventura: un po' come Nemesi di Resident Evil 3: sapete che è sempre vicino a voi, ma raramente avrete il "piacere" di osservarlo dritto negli occhi. Una sensazione, questa, che aggiunge ulteriore stress nella mente del videogiocatore, già impegnato a dover sopportare immagini ai limiti della follia. Tutto ciò viene alternato ad immagini di crocifissi capovolti, statue di divinità in oro purissimo, altari dedicati a misteriosi culti, e via discorrendo. E pensare che questo titolo è stato anche vittima della censura: alcune tra le scene più raccapriccianti sono state purtroppo eliminate, per addolcire leggermente il prodotto finale, che avrebbe altrimenti ricevuto una valutazione troppo severa, in termini di limiti di età minima, che ne avrebbe impedito la vendita fisica in alcune famose catene di negozi di videogames.

Agony riesce senza dubbio a ricostruire, a schermo, il più terrificante inferno mai riprodotto in pixel e poligoni. I problemi, purtroppo, risiedono negli aspetti tecnici e nel gameplay. Una patch dovrebbe sistemare al più presto il problema grafico più evidente di questo titolo: la sincronia verticale. Allo stato attuale delle cose, un semplice spostamento di camera provoca il disallineamento verticale dei poligoni, rovinando in gran parte l'immersività: sì, ok che siamo all'inferno, ma questa cosa va sistemata, senza alcun dubbio. Per quel che riguarda il gameplay nudo e crudo, Agony invita prima il giocatore ad avere un approccio esclusivamente Stealth alle missioni (ovvero, meno vi fate vedere da qualsiasi cosa vi alita accanto, meglio è), per poi aumentare quasi d'improvviso il ritmo, costringendovi il più delle volte ad affrontare a mani nude le terrificanti creature che vi si pareranno davanti, facendo affidamento su particolari abilità acquisite durante il corso dell'avventura. Il sistema di salvataggio (per fortuna fixato in queste ultime ore) non è manuale, e prevede dunque l'utilizzo di determinati checkpoint. La correzione rilasciata dagli sviluppatori da poche ore consiste nell'aver aggiunto ulteriori punti di salvataggio nel corso dell'avventura, tra gli aspetti più discussi dai giocatori da quando il titolo è stato rilasciato. Un sistema che, invece, ci auguriamo venga presto eliminato, è quello che costringe il giocatore a partire dal checkpoint precedente all'ultimo sbloccato, in caso di tre Game Over consecutivi. Una scelta che appare fin troppo punitiva, nonché, semplicemente insopportabile: tornare indietro di due checkpoint equivale a rigiocare minuti e minuti di livelli già giocati. Non nel 2018, dai. Per godere al meglio dell'esperienza di Agony (che, sottolineiamo, richiede al più presto il rilascio di una patch per la correzione di un'infinità di piccoli bug e glitch grafici) consigliamo di attivare il sistema di Possessioni Facili, in modo da evitare lo scomodissimo sistema avanzato che, semplicemente, non funziona.

In Agony vi sono tre modalità differenti di gioco: quella normale, che vi porterà ad incontrare la Dea Rossa al termina di un'avventura che prevede ben 7 finali differenti. La "Modalità Agonia", invece, consiste in una serie di livelli generati in maniera procedurale, dove purtroppo l'I.A. del gioco non sempre riesce ad offrire strutture che abbiano un discreto senso logico (ma questo potremmo anche accettarlo, d'altronde siamo all'inferno...). Infine, la Modalità Succube: vestirete i panni di una delle malefiche creature incrociate nel corso dell'avventura, per vivere la storia da un punto di vista differente: vi sarà possibile arrampicarvi, sfondare pareti ed accedere ad aree speciali, irraggiungibili nelle vesti del protagonista.

Al netto delle imperfezioni di un gameplay che presenta vari bug e di un motore grafico che stenta a far gridare al miracolo, per ironia della sorte, Agony viene salvato proprio dal luogo che vuole rappresentare (e questo gli riesce, senza dubbio): l'inferno. In nessun altro videogame della storia questo luogo è stato rappresentato in maniera così cruda, così terrificante. Ed è soprattutto per questo che il titolo di Madmind Studios deve essere promosso. Il resto, potrebbe essere salvato da una patch. Noi ci speriamo!

VOTO: 7 / 10

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