Un nuovo documentario celebra l'arte e la vita di Tullio Kezich, figura insostituibile della critica cinematografica italiana, autore teatrale, sceneggiatore e vera e propria enciclopedia vivente del cinema. A partire dal 15 giugno, il film "Tullio Kezich, a proposito di me" arriva nei cinema con il patrocinio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), prodotto e distribuito da Luce Cinecittà, con la regia di Gioia Magrini e la voce narrante di Massimo De Francovich.
Nel panorama attuale, dove ogni spettatore può improvvisarsi critico tramite i social, il lavoro di Kezich resta un esempio unico di professionalità e passione. Il film si offre come preziosa occasione per riscoprire l'essenza della critica cinematografica autentica e lo fa attraverso la viva voce di Kezich, con brani autobiografici e materiali d'archivio dell'Istituto Luce.
Nel corso di sessant'anni di carriera, Kezich ha lasciato un segno indelebile: amico e collaboratore di Federico Fellini, con cui instaurò un legame dal set de La dolce vita, produttore accanto a Ermanno Olmi di opere come Il posto, sceneggiatore per La leggenda del santo bevitore, vicino a grandi registi come Francesco Rosi e Roberto Rossellini, autore di fondamentali monografie e saggi su cinema italiano e western americano. Il suo stile narrativo, affabulatorio e creativo, ha formato generazioni di spettatori attraverso testate come Panorama, la Repubblica e il Corriere della Sera.
"Fondamentale è stato il contributo di Alessandra Levantesi Kezich, che ha aderito con entusiasmo all'iniziativa mettendo a disposizione il proprio archivio privato. Il materiale raccolto, insieme al repertorio dell'Archivio Storico dell'Istituto Luce, ci ha permesso di far raccontare dalla voce stessa di Tullio episodi della sua vita e della sua carriera: dall'infanzia nella sua Trieste agli incontri e alle collaborazioni con i grandi del cinema e del teatro italiano. Un mondo che Kezich ha attraversato con intelligenza, curiosità e quell'ironia lieve e raffinata che l'ha sempre contraddistinto", afferma Gioia Magrini, regista del documentario.
Il film, dalla durata di 60 minuti, evita la classica struttura fatta di interviste a colleghi e amici e lascia che sia il protagonista stesso a raccontarsi. Un viaggio intimo dalla Trieste della sua infanzia alle platee cinematografiche e teatrali di tutta Italia, attraverso mille collaborazioni e progetti. Tra gli eventi più attesi del tour di proiezione, le tappe toccheranno Roma, Milano, Torino, Trieste, Padova, Bergamo e altre città, con un'anteprima il 6 giugno a Firenze.
Un omaggio necessario a chi ha saputo raccontare, scrivere e vivere il cinema da vero protagonista e spettatore appassionato, lasciando un patrimonio culturale da riscoprire e tramandare.
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