Airbnb: 836 milioni di euro di impatto nei piccoli borghi italiani

Airbnb: 836 milioni di euro di impatto nei piccoli borghi italiani

Airbnb e TEHA Group svelano 836 milioni di euro di impatto economico nei piccoli comuni italiani, generando lavoro e valorizzando il turismo diffuso.

Il turismo diffuso alimentato dall'home-sharing contribuisce sempre più a trasformare l'economia dei piccoli centri italiani. Secondo il primo Osservatorio sul turismo diffuso condotto da Airbnb e TEHA Group, nel 2025 l'impatto economico generato nei piccoli comuni italiani ha raggiunto i 836 milioni di euro, con 4.600 posti di lavoro e una forte valorizzazione delle realtà locali meno conosciute.

Solo la metà dei piccoli comuni italiani dispone di un hotel, ma Airbnb è presente in circa il 75% di questi territori. Nella maggior parte dei casi rappresenta l'unica possibilità di soggiorno disponibile, offrendo così una concreta occasione di rilancio ai borghi storici, ai siti UNESCO e a numerose eccellenze paesaggistiche ancora poco battute dal turismo di massa. In 688 comunità italiane che ospitano attrazioni culturali d'eccezione, l'offerta di Airbnb è spesso l'unica soluzione di pernottamento, consentendo a molti territori di non restare esclusi dal circuito turistico con pernottamento.

L'analisi evidenzia come i piccoli comuni - che rappresentano il 96% dei quasi 8.000 comuni italiani e concentrano oltre la metà della popolazione nazionale - ospitano l'80% dei siti UNESCO, il 64% dei musei, il 67% dei parchi archeologici e il 73% dei ristoranti stellati Michelin. Nonostante questa straordinaria concentrazione di attrattori culturali e naturali, il turismo continua in gran parte a concentrarsi nei grandi centri, lasciando ampi margini di sviluppo nelle aree minori.

Il quadro tracciato dal rapporto TEHA mostra dati significativi: nel solo 2025 Airbnb ha consentito circa 250.000 pernottamenti e oltre 60.000 arrivi in piccoli borghi, di cui 50.000 provenienti dall'estero, segno di un turismo internazionale sempre più interessato alle destinazioni autentiche e fuori dai grandi circuiti urbani. Gli ospiti Airbnb nei piccoli comuni hanno generato una spesa diretta di 346 milioni di euro, alimentando settori come ristorazione, shopping e trasporti locali, e contribuendo così alla vitalità economica delle comunità.

"L'Italia possiede il patrimonio culturale più ricco del mondo, e merita di essere vissuta appieno: non solo a Roma, Firenze o Venezia, ma nelle migliaia di comunità straordinarie che rendono questo Paese unico," ha dichiarato Matteo Sarzana, Country Manager di Airbnb Italia. "Questo rapporto conferma ciò in cui abbiamo sempre creduto: che il turismo, se ben distribuito, è uno degli strumenti più potenti per lo sviluppo locale. Il nostro supporto pluriennale ad ANCI è un passo concreto in questa direzione, e il nostro impegno è continuare a investire in un turismo sostenibile e diffuso, sostenendo gli host nelle piccole comunità e offrendo ai viaggiatori l'accesso all'Italia autentica."

A supporto di questa visione, Airbnb ha annunciato una donazione di 1,5 milioni di euro in tre anni all'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), destinata a un fondo che mira allo sviluppo turistico e alla valorizzazione del patrimonio rurale dei piccoli e medi comuni. L'obiettivo è sostenere micro-imprese locali, associazioni culturali e promuovere progetti di turismo sostenibile e competitivo.

"I piccoli comuni e le aree interne sono la spina dorsale dell'Italia, ma affrontano una sfida continua contro lo spopolamento", ha dichiarato Gaetano Manfredi, Presidente dell'ANCI. "I dati dimostrano che il turismo diffuso è un potente strumento di sviluppo: dove la ricettività tradizionale manca, l'home-sharing può trasformare il nostro patrimonio storico in economia reale, creando lavoro e contrastando l'abbandono dei territori. La donazione da parte di Airbnb è un segnale importante di collaborazione istituzionale e un aiuto concreto utile a sostenere comunità e micro-imprese locali, con l'obiettivo di fare dei borghi non solo mete da proteggere, ma luoghi vivi in cui investire e tornare a abitare."

Dallo studio TEHA emerge anche che la presenza di Airbnb nelle realtà minori svolge un ruolo complementare rispetto alla ricettività alberghiera, non sostitutivo. In alcune località, come borghi storici e siti UNESCO, il 21% delle mete più note sono raggiungibili per i pernottamenti esclusivamente tramite Airbnb, con una quota sette volte superiore rispetto agli hotel tradizionali. Il 79% degli arrivi registrati dalla piattaforma nei piccoli comuni proviene dall'estero, confermando il ruolo determinante dell'home-sharing nell'aprire l'Italia meno nota al turismo internazionale.

"L'impatto economico di 836 milioni di euro non è solo un numero di titolo: riflette un effetto moltiplicatore che raggiunge ristoranti, artigiani, trasporti locali e piccole imprese in migliaia di comuni. La nostra analisi mostra che dove Airbnb cresce, lo spopolamento rallenta, i valori immobiliari si stabilizzano e i redditi locali aumentano. Questi sono effetti sistemici che la politica turistica tradizionale ha faticato a conseguire da sola," ha commentato Emiliano Briante, Partner di TEHA Group.

L'home-sharing si conferma così una leva strategica per la crescita economica, la lotta allo spopolamento e la salvaguardia dell'autenticità dei borghi italiani, accendendo i riflettori su un patrimonio diffuso unico al mondo e generando benefici reali tanto per i residenti quanto per i viaggiatori.

Airbnb: 836 milioni di euro di impatto nei piccoli borghi italiani

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