Il CSM ha fatto valutazioni che mi lasciano abbastanza sconcertato. Prendo atto delle decisioni che non mi sembrano ispirate da disponibilità e attenzione nei confronti di un magistrato come me che per 25 anni ha dedicato la propria vita e la propria attività nella lotta alla mafia. Si è trascurato la possibilità di mettere a frutto la mia esperienza. Ne prendo atto e aspetto che mi venga notificato il provvedimento. Queste le parole di Antonio Ingroia a Tgcom24.
Il trasferimento ad Aosta? Si è scelto di non valorizzare la mia professionalità, anche con una punta di disprezzo nei confronti del mio lavoro di questi anni. Una punizione? Ha il sapore di un provvedimento punitivo. Non so le ragioni perché si è parlato di alcune regole come se fossero inflessibili ma lo stesso CSM ha violato le regole che dice di essersi dato.
Mi mandano a fare il Pm e non il giudice, violando la regola che chi rientra da un’aspettativa politica non può fare il pm. Perché fare un’eccezione a questa regola e non eccezioni a regole relative a sede di destinazione e funzioni? E’ difficile non scorgere un effetto punitivo in questi provvedimenti. Ne terrò conto.
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