In occasione dell’annuale assemblea degli azionisti, General Motors ha annunciato di avere concluso due contratti per lo sviluppo avanzato di batterie a litio-ioni destinate al sistema E-Flex a propulsione elettrica. Il gruppo GM ha scelto due proposte tecniche tra 13 prese in esame per la fornitura di avanzate batterie litio-ioni destinate alle versioni a “maggiore autonomia elettrica” ed a fuel cell del progetto E-Flex. La struttura elettrica E-Flex è la base del prototipo Chevrolet Volt che, esposto all’inizio dell’anno, sarà oggetto di ulteriore sviluppo nell’ambito della politica GM per la ricerca di sistemi di trasporto che non si basino sul petrolio.
Il primo contratto riguarda la società Compact Power Inc. di Troy, (Michigan, USA), una consociata del costruttore coreano di batterie LG Chem. Il secondo interessa invece la tedesca Continental Automotive Systems, una divisione di Continental A.G., che svilupperà il blocco di batterie litio-ioni. GM continua a valutare altre soluzioni per mettere rapidamente in produzione le batterie litio-ioni.
«La firma di questi contratti per lo sviluppo di batterie rappresenta un importante passo sulla strada che ci permetterà di avvicinare Volt alla produzione in serie» ha commentato Rick Wagoner, presidente ed amministratore delegato del gruppo GM. «In considerazione delle enormi potenzialità che hanno Volt ed E-Flex per contenere i consumi di petrolio, ridurre le importazioni di greggio ed abbassare le emissioni di carbonio, ciò costituisce per GM un programma di priorità massima».
Il sistema E-Flex è stato visto per la prima volta al Salone di Detroit di Gennaio 2007 come sistema di propulsione elettrica a batteria ed a ricarica sul prototipo Chevrolet Volt. La versione fuel-cell a ricarica del sistema E-Flex è stata presentata invece al Salone di Shanghai dello scorso Aprile. La lettera “E” sta per propulsione elettrica, mentre la parola “Flex” indica la possibilità di adattare la struttura per configurarla in parecchi pacchetti di autoveicoli che ricavano da molte fonti energetiche l’elettricità necessaria per il loro movimento.
Le soluzioni proposte da queste aziende si sono dimostrate le migliori per rispondere alle esigenze di energia specifica, potenza, massa e durata della batteria nella versione E-Flex a “lunga autonomia”. La versione destinata alla versione fuel-cell richiede la metà di energia e potenza, ma deve essere integrata e connessa al veicolo in modo analogo.
«Questa tecnologia si sta sviluppato rapidamente» ha spiegato Denise Gray, direttore GM responsabile dei dispositivi di immagazzinamento dell’energia. «Questi contratti sono un occasione per comprendere a fondo le differenti tecnologie esistenti nel campo delle batterie prima di prendere una decisione definitiva ai fini della produzione».
La firma di questi contratti rappresenta l’ultimo momento di prova nell’ambito del processo avviato da GM per trasformare l’industria attraverso sistemi diversi di mobilità che non utilizzino il petrolio ed offrire al pubblico un’ampia gamma di sistemi di propulsione alternativa, come la diversificata gamma di veicoli ibridi che comprende:
Gli autobus urbani ibrido-elettrici GM I veicoli ibridi Saturn Vue e Saturn Aura Greenline. Gli ibridi bimodali Chevrolet Tahoe e GMC Yukon (la cui commercializzazione è prevista per il prossimo Autunno), equipaggiati per la prima volta al mondo con il sistema ibrido bimodale che consente di ridurre di oltre il 25% i consumi di benzina di quelli che sono già i SUV più efficienti sul mercato. Nel corso del prossimo anno arriverà anche l’ibrido bimodale a trazione anteriore Saturn Vue Green Line, con il piano di avere una versione ricaricabile in grado di raddoppiare l’efficienza di qualsiasi attuale GM SUV.
Lo scorso Maggio, General Motors ha portato a termine con successo la più lunga prova dimostrativa mai effettuata con un veicolo fuel-cell percorrendo circa 480 chilometri con una Chevrolet Sequel. Il gruppo è inoltre il maggiore produttore di autoveicoli in grado di funzionare con la miscela E85 (più di 2 milioni dei quali sono attualmente in circolazione). Negli Stati Uniti il gruppo vende più veicoli in grado di percorrere più di 30 miglia con un gallone (ciclo extra-urbano) di qualsiasi altro costruttore. General Motors è inoltre la prima industria automobilistica entrata a far parte dell’USAP (U.S. Climate Action Partnership), un gruppo di imprese mondiali e di organizzazioni non-governative formato per incoraggiare una serie di principi e di raccomandazioni per rallentare, arrestare ed invertire, nel più breve tempo possibile, il continuo aumentare delle emissioni di gas effetto serra
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