"Bortherhood - Fratellanza" è il film che nel 2009 ha vinto il Marco Aurelio d'Oro come miglior Film al Festival Internazionale del Film di Roma e finalmente il 2 luglio approda nelle sale italiane con una distribuzione regolare targata Lucky Red. L'amore, il conflitto, la violenza: potrebbero essere queste le parole chiavi del film dalle origini e dalla tematica molto particolare: a dirigerlo è Nicolo Donato, nome italiano ma nazionalità danese. Il plot inoltre è semplice ma da riassumere ma corggioso nel descrivere una situazione conflittuale decisamente spinosa: Lars (Thure Lindhart) decide di abbandonare l'esercito deluso da un mancato avanzamento di carriera. Si inserisce così in un movimento neonazista dove conosce Jimmy (David Dencik), verso il quale prova subito una forte attrazione, ricambiata. Come far sopravvivere una relazione omosessuale all'interno di un gruppo di destra? Il loro amore verrà osteggiato, ma sarà impossibile per Lars e Jimmy rompere il loro legame... "Una storia d’amore, che tratta innanzi tutto e soprattutto di un amore proibito": così definisce il suo film Donato, classe 1974, danese di nascita con origini italiane. Fotografo e autore di corti e videoclip, con "Brotherhood" Donato esordisce nel lungometraggio, scegliendo probabilmente una storia decisamente difficile. Perché pur parlando d'amore è evidente che un grosso peso lo hanno anche i connotati razziali della vicenda. "Non essere d’accordo con gli altri va bene, ma non va bene giudicare gli altri sulla base del colore della loro pelle, della loro religione o del loro orientamento sessuale", prosegue il regista. Naturalmente nel contesto in cui si muove questo amore omosessuale è naturale che esploda un conflitto violento: ecco dunque la seconda grande tematica del film. Ancora Donato: "So che può suonare strano, ma credo che dovremmo sforzarci di rispettarci di più reciprocamente. Se non sei d’accordo con qualcuno, o se ne va lui o te ne vai tu! La violenza è inaccettabile e fuori questione. E’ segno di scarsa intelligenza. Ma in un certo senso provo pena per gli estremisti di destra. Le persone che cedono alla violenza lo fanno per alienazione." Alla base di questo discorso particolare si può passare al discorso generale, identificando due nodi principali: l'identità e l'amore per il prossimo. L'omosessualità è solo un aspetto della presunta diversità, così come una relazione amorosa e sessuale non implica che l'amicizia o la fratellanza siano una forma di amore di "serie B". "E’ difficile amare tutti, eppure sono convinto che dovremmo provarci": è questa la convinzione del regista, anche autore della scenggiatura assieme a Rasmus Birch. Per questo suo esordio, Donato ha avuto la possibilità di lavorare con un cast di tutto rispetto. Thure Lindhart figurava anche nel cast di "Angeli e Demoni" di Ron Howard con Tom Hanks e Pierfrancesco Favino, David Dencik è un famoso attore di televisione e cinema danese e c'è anche Nicholas Bro, protagonista di quel particolar "Offscreen" (2006) che ha destato attenzioni anche in panorama internazionale, tra cui Venezia. A produrre c'è il veterano Per Holst, che vanta un Leone d'Argento per "Sirup" nel 1990; con lui hanno lavorato registi del calibro di Lars von Trier e Bille August. Al di là degli aspetti tecnici, si spera che il film riesca a muovere coscienze più che a scaturire dibattiti e scandali nei fin troppo affollati salotti televisivi.
Brotherhood, quando l'amore vince la violenza
"Bortherhood - Fratellanza" è il film che nel 2009 ha vinto il Marco Aurelio d'Oro come miglior Film al Festival Internazionale del Film di Roma e...
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