“Circa una settimana dopo l’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi i miei familiari hanno visto Vantaggiato nella scala della mia abitazione….forse voleva colpirmi di nuovo. Sicuramente aveva qualcosa in mente,” si apre così l’intervista a Cosimo Parato, prima vittima dell’attentatore di Brindisi Giovanni Vantaggiato, raccolte dall’inviato di “Quarto Grado” e in onda questa sera su Retequattro alle ore 21.10.
“Vantaggiato ed io in sostanza andavamo a consegnare il gasolio; invece di scaricare 5000 litri, se ne scaricavano 3000. Il resto lo vendeva a persone senza fattura. Dicono che Vantaggiato ce l’avesse con me per un ammanco di soldi, ma erano poche migliaia di euro. Credo invece che non volesse che io parlassi di tutto quello che combinava. Mi ha pedinato e faceva dei sopralluoghi insieme alla moglie in auto.
Io li avevo anche visti e avevo fatto denuncia all’epoca. In un’occasione Vantaggiato venne nel mio garage, all’interno dell’abitazione. Me ne sono accorto perché aveva parcheggiato dove di solito mettevo io la macchina. Ho guardato dentro e lui si era addormentato. Appena gli ho detto che cosa ci facesse, lì si è spaventato e ha messo subito in moto.”
Parato prosegue raccontando: “Per quattro cinque giorni ho visto una bicicletta sempre parcheggiata davanti alla mia palazzina. Stava vicino alla mia porta di casa; dopo alcuni giorni è sparita e l’ho rivista la mattina del mio attentato in un altro posto: dove sapeva che dovevo per forza uscire, aveva studiato tutto. La mattina dell’attentato ricordo che mia moglie mi disse: “hai visto che l’hanno spostata la bicicletta, ma di chi è? Il tempo di guardarla e di risponderle: “Ma che ne so,” poi il buio totale. Sul volto porto ancora i segni, ma sono quelli interni che mi fanno più male”.
“La prima volta che sono venuti in sala di rianimazione ho indirizzato gli inquirenti a seguire la pista di Vantaggiato, ma non mi hanno creduto perché dicevano che facevo parte della criminalità organizzata……non era per niente vero. Non avevo credibilità. Se mi avessero creduto, una ragazza sarebbe viva e le altre non avrebbero quei segni”.
Parato conclude l’intervista parlando di Vantaggiato e dell’attentato alla scuola Morvillo-Falcone:
“Giovanni Vantaggiato è un tipo taciturno, sembra una persona veramente tranquilla e normale…. Un giorno mi ha raccontato che confezionava bombe per pescare: le faceva da solo e diceva che non ci voleva niente a farle. Si vedeva che aveva esperienza in queste cose, ma non credo che abbia potuto aver fatto tutto da solo. Forse la fabbricazione sì, ma per gli appostamenti si è sicuramente fatto accompagnare da qualcuno. Per l’attentato alla scuola credo che qualcuno abbia condiviso con lui questo atto. Forse per il trasporto. Quando pedinava me non era mai da solo, stava sempre in compagnia della moglie. Non credo sia stato un atto dimostrativo, perché ha aspettato che si avvicinasse una ragazza prima di schiacciare il telecomando. Un atto dimostrativo non viene fatto così”.
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