Dopo il colpo di stato militare, tutti i più stretti collaboratori di Salvador Allende vengono rinchiusi nel campo di concentramento dell’isola di Dawson dove, per cancellarne le identità, sono chiamati per numero. Grazie alle pressioni della Croce Rossa Internazionale gli è risparmiata la vita ma restano condannati a soffrire per il clima inospitale, le torture e i lavori forzati. Trent’anni dopo, alcuni sopravvissuti tornano sull’isola e ricordano il luogo in cui sono stati reclusi e hanno imparato a sopravvivere in condizioni estreme. A riceverli sono gli ufficiali della marina, i loro carcerieri, oggi servitori del potere democratico. Un film che ha tra i “protagonisti” Salvador Allende, con la verità sulla sua morte...
Un film che ci racconta (anche) del l’odio che può trasformarsi in riconciliazione...
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