False Verità, tratto dall’omonimo romanzo di Rupert Holmes (pubblicato in Italia da Fandango Libri), è un film appassionante che racconta storie di vite intrecciate tra loro, distrutte dall’inganno e dall’ambizione che giocano un ruolo fatale. Il film, che passa dai nightclub gestiti dalla mafia alla metà degli anni Cinquanta alle meravigliose ville sulle colline di Hollywood nel 1972, esplora il lato oscuro, seducente e distruttivo della fama e del successo. Il risultato è un giallo teso e carico di emozioni che sfrutta nel migliore dei modi i trucchi del mezzo cinematografico per mettere alla prova tutti i nostri preconcetti sulla "verità".
Negli anni Cinquanta, Vince Collins (Colin Firth) e Lanny Morris (Kevin Bacon) sono la coppia più popolare del mondo dello spettacolo in America. La miscela tra lo stile americano insolente di Lanny e la pungente ironia britannica di Vince è irresistibile, specie quando si tratta di belle donne. La coppia gode del favore di Sally San Marco (Maury Chaykin), un boss della mafia che possiede nightclub sparsi sulla costa orientale. L’uomo non fa mancare mai nulla ai 'suoi ragazzi'. Il servitore di Lanny, un uomo imperscrutabile che risponde al nome di Reuben (David Hayman) si occupa di trovare 'qualunque donna desiderino'. Quando una splendida ragazza di nome Maureen (Rachel Blanchard) viene ritrovata morta nella vasca da bagno della suite in cui alloggiano i due attori, il loro mondo scintillante inizia a crollare. I due hanno alibi di ferro e vengono prosciolti da ogni accusa, ma lo scandalo finisce per portare la coppia di inseparabili intrattenitori alla rottura.
Quindici anni più tardi, il mito della controversia tra Collins e Morris affascina ancora il pubblico. Karen O'Connor (Alison Lohman), giovane e ambiziosa giornalista, è intenzionata a scoprire i segreti dei due uomini che, per un caso, hanno sfiorato la sua esistenza quando era ancora una bambina. Convince un editore a offrire un milione di dollari a Vince Collins, inizialmente assai guardingo, perché lo aiuti a scrivere la storia sconosciuta della sua vita con Lanny Morris. A una condizione: che si racconti la verità sullo scandalo che ha distrutto la coppia. Che cosa avvenne veramente la sera della morte di Maureen? Quando Karen scopre che Lanny ha scritto un proprio libro confessione, vola a New York per incontrare l’editore che lo ha pubblicato e sull’aeroplano incontra lo stesso Lanny. Tra i due c’è un’evidente attrazione. Karen non vuole svelare la sua vera identità e finge di essere un’insegnante. I due trascorrono insieme un’appassionata notte d’amore prima di riprendere ognuno la propria vita. Karen continua la sua ricerca della verità – la verità su Vince e Lanny, la verità sulla morte di Maureen e persino una verità rimossa che la riguarda in prima persona – e finisce per essere coinvolta in un gioco, teso e ricco di sorprese, tra gatto e topo. Ma il problema è che più scopre e meno è certa del suo ruolo. È il gatto… o il topo? E quali sono le conseguenze?
FALSE VERITA’ - ADATTAMENTO
L’alto valore del romanzo “FALSE VERITA’” ha convinto Egoyan ad adattare per il cinema il libro di Holmes, suo primo impegno come romanziere.
" Rupert", commenta Egoyan, " conosce quel mondo come il palmo della sua mano, riesce pertanto a regalarci un resoconto intenso del mondo dell’intrattenimento negli anni Cinquanta. Il suo racconto è ricco di dettagli, ed è essenziale per il successo della storia sentire che questa ci viene raccontata da qualcuno che l’ha vissuta in prima persona. Credo che uno dei lati più affascinanti del romanzo sia quello di farci conoscere qualcosa che sarebbe altrimenti assai privato."
È proprio questo sguardo privilegiato sul mondo dello spettacolo a rendere FALSE VERITA’ così ricco dal punto di vista drammatico. Egoyan sa bene che quel mondo è per sua natura paradossale, essendo al tempo stesso assai visibile e fortemente isolato, pieno di estrema bellezza e di orrore. L’ironia è che il pubblico è attratto proprio da questi opposti e se la gente va al cinema per vedere persone apparentemente perfette sullo schermo, poi corre all’edicola per leggere tutte le cose immorali che queste stesse combinano. Il personaggio di Karen O'Connor è, in poche parole, proprio questo. Passa metà del film a venerare Lanny Morris, un uomo di cui è stata innamorata per buon parte della sua vita, e dedica l’altra metà del tempo a tentare di provare che quell’uomo è un assassino. Il fatto è che Lanny non è né un mito né un mostro, anche se Karen preferisce considerarlo come uno di questi estremi, piuttosto che accettare che è semplicemente un uomo.
"Quello che mi affascina del mondo dello spettacolo", commenta Egoyan, "è che si chieda ad un persona, di rappresentare qualcosa di diverso dalla propria natura. Ed è questo l’elemento su cui si basa la storia. Chi sono queste persone? Chi sono Lanny e Vince?" Continua: "Sono esistiti come icone popolari, e vogliono difendere questo loro status. In un certo senso, Karen desidera discolparli e, di conseguenza, chiarire il mistero che li avvolge, perché li adora. Ma aprendo questa scatola di Pandora ed è costretta a rivedere completamente il suo giudizio su di loro e si trova costretta a rivedere anche l’idea che ha di se stessa."
Ma oltre all’intreccio ben congegnato, FALSE VERITA’ vive sullo schermo anche perché Egoyan rappresenta la vera natura psicologica ed emotiva dei suoi personaggi. Perciò, Rupert Holmes si è dimostrato entusiasta quando ha ricevuto la richiesta di Egoyan di acquistare i diritti del romanzo per trasporlo in chiave cinematografica. "Amo il suo lavoro", dice Holmes, "ed ero certo che avrebbe dato una lettura del testo molto personale e che avrebbe concentrato l’attenzione sui personaggi oltre che sul giallo". Essendo un estimatore del lavoro di Egoyan, Holmes si è dimostrato aperto ai cambiamenti proposti dal regista nell’adattare il romanzo. "Era consapevole del fatto che il libro era un’opera a sé e che il film doveva essere una nuova creazione", dice Egoyan. Uno dei cambiamenti principali ha riguardato la caratterizzazione di Lanny e Vince. Il libro di Holmes era quasi un "roman à clef," in cui Collins e Morris erano ispirati direttamente a una vera coppia di intrattenitori il cui famoso e misterioso divorzio è entrato a parte del folklore hollywoodiano. Egoyan voleva che il suo progetto si allontanasse da qualsiasi speculazione sensazionalistica, per cui i suoi Lanny e Vince si sono trasformati in personaggi interamente fittizi, invece che romanzati. Questo cambiamento è stato reso possibile soprattutto facendo di Vince un inglese invece che un americano, il che ha permesso a Egoyan di fare uso di stereotipi ben definiti sulle differenze tra Inghilterra e Stati Uniti come base per gli elementi comici. "Ho immaginato che l’inglese tentasse di domare o controllare l’americano impulsivo e imprevedibile", ricorda Egoyan. "Mi sembrava che ci fossero sufficienti esempi di attori britannici come Peter Lawford, David Niven, Rex Harrison, Laurence Harvey o, prima ancora Noel Coward, per illustrare il modo in cui la Gran Bretagna avrebbe avuto un’influenza sulla cultura americana in quel periodo." Lawford, in particolare, in qualità di membro fondatore del famoso "Rat Pack," è forse l’antecedente più ovvio del Vince interpretato da Colin Firth, che contrappone il suo "ego" all’"id" di Kevin Bacon/ Lanny Morris.
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