Ford presenta la “tuta della terza età” all’Oriental Design Week

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Ford partecipa alla Sapri BridgeOriental Design Week 2014, presentando la ‘tuta della terza età’, che una volta indossata permette di simulare il deterioramento dei sensi e della capacità di movimento ipotizzabile in futuro, fino a 30 anni dopo. La tuta è stata creata per permettere agli specialisti di ergonomia di progettare le automobili Ford in funzione anche delle esigenze legate a questa fase della vita dei consumatori, ma è utilizzata altresì nel campo della progettazione abitativa.

“Abbiamo sviluppato questa tuta affinché i nostri progettisti siano in grado di capire le esigenze di una persona anziana”, ha dichiarato Vivek Bhise, esperto di ergonomia e accessibilità, di Ford. “Quando si è giovani, si crede che i propri progetti siano adatti a tutti, tuttavia a volte è difficile capire a fondo tutte le persone e le rispettive limitazioni”.

La tuta è composta da un busto che irrigidisce la parte superiore del corpo, in particolare la zona del bacino, e ha una serie di caratteristiche che riducono significativamente sia i sensi che le capacità motorie. Attraverso un tutore vengono irrigiditi i movimenti di piedi, gomiti e ginocchia, mentre un collare impedisce la completa rotazione della testa.

Ciò limita le capacità di deambulazione, di afferrare e trasportare oggetti. Tutori di questo tipo sono normalmente utilizzati in ortopedia per immobilizzare gli arti dopo operazioni e incidenti. Dei guanti di gomma provvedono a limitare il feedback tattile (una conseguenza di varie malattie tra cui il diabete). A differenza di un normale guanto le dita non sono completamente separate per trasmettere la sensazione di immobilità, unita a una minor forza a disposizione per afferrare gli oggetti, tipica dell’artrosi. Tappi per le orecchie riducono la percezione uditiva, mentre degli speciali occhiali simulano le conseguenze di alcune disfunzioni oculari, tra cui glaucomi e cataratte. In alcuni casi le persone perdono la corretta percezione della tridimensionalità e la visione monoculare causa la perdita del campo visivo a 180 gradi.

Gli ingegneri Ford utilizzano la ‘tuta della terza età’ per fare in modo che i nuovi modelli siano in grado di affrontare con successo la crescente domanda da parte di anziani che caratterizzerà i prossimi decenni. Secondo la stime, nel 2060 l’età media europea sarà di 47,9 anni, in forte crescita rispetto ai 40,7 anni registrati nel 2009 e ai 35,2 del 1990. L’invecchiamento di un individuo comporta una diminuzione delle sue capacità fisiche: esperti della terza età confermano che la maggior parte delle funzioni ha un peggioramento compreso tra il 5 e il 10% ogni 10 anni di invecchiamento.

La ‘tuta della terza età’ è anche uno strumento per i designer che devono progettare case per i loro clienti più anziani. Un gruppo di architetti della Hahn & Helten, in Germania, ha infatti visitato il centro ricerche Ford di Aachen per provare di persona la tuta.

“Per la prima volta, abbiamo sperimentato di persona le difficoltà dei nostri clienti più anziani, riuscendo a capire meglio le loro reali esigenze”, ha dichiarato Günter Helten, managing director della Hahn & Helten di Aachen. “Applicheremo ciò che abbiamo imparato con questa tuta per sviluppare una serie di soluzioni che renderanno le nostre case più vivibili anche per la terza età”.

I giovani architetti che hanno indossato la ‘tuta della terza età’ presso il centro ricerche europeo di Ford ad Aachen, hanno sperimentato come ci si sente ad avere 30 anni in più.

I designer hanno acquisito una maggiore consapevolezza di quali siano le necessità e le difficoltà, nel contesto della propria abitazione, di una persona anziana. Le scale, per esempio, devono essere ad accessibilità facilitata, mentre sedie e divani devono avere una seduta più alta in modo che l’angolo delle ginocchia sia maggiore di 90 gradi, in modo da rendere più agevole alzarsi.

“Abbiamo sviluppato questa tuta per mostrare ai nostri ingegneri e ai nostri designer cosa vuol dire avere più anni sulle spalle”, ha dichiarato Achim Lindner, medico del Centro Ricerche Europeo di Ford. “E bisogna sempre tener presente che l’invecchiamento non è una malattia, ma un processo naturale della vita”.

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