Il festival “Forlimpopoli Didjin’OZ” si terrà nella piazza del castello medievale di Forlimpopoli vicino a Forlì, dal 14 al 16 luglio 2006. Il programma vedrà la partecipazione di eccezionali musicisti e suonatori di didgeridoo provenienti dall’Australia e da altre parti del mondo. Durante i tre giorni del festival sarà esplorato il mondo della musica prodotta dal didgeridoo dal punto di vista dei ritmi tradizionali aborigeni e partendo anche dai nuovi suoni “occidentali”.
Fra gli artisti confermati che si esibiranno sul palco del festival ci saranno Mark Atkins, di origini miste aborigene e irlandesi, discendente dal popolo degli Yamitji, molto noto in tutta l'Australia come personaggio eclettico e versatile, oltre che un incredibile suonatore e costruttore di didgeridoo Marck Atkins infatti è anche un eccellente narratore di storie legate alla tradizione aborigena, si è esibito in tutto il mondo accompagnando musicisti come Robert Plant, Jimmy Page dei Led Zeppelin, Philip Glass.
Altro ospite d’onore saranno i Wild Marmelade, una band australiana proveniente da Byron Bay, molto famosa in Australia e non solo, avendo fatto tour in tutto il mondo, mixando il suono ancestrale del didgeridoo con i ritmi intensi ed energici di percussioni e batteria.
Phill Drummy, australiano di Melbourne, eclettico suonatore di didgeridoo e non solo, esperto conoscitore della cultura aborigena australiana, collabora con prestigiosi musicisti della scena internazionale come il percussionista indiano Trilok Gurtu.
Sarà inoltre presente, per la prima volta in Europa, Jeremy Cloake, musicista neozelandese, diventato famoso grazie alla pubblicazione dell’album qualche anno fa Resonance (in duo con Kenny Sands). Jeremy, che da alcuni anni vive nell’Arnhem Land, nell’ Australia del nord, presso la comunità aborigena di Yirrkala (con Djalu), terrà dei seminari sulle tecniche di suono dello Yidaki (didjeridoo) secondo lo stile tradizionale dei suonatori dei clan degli Yolngu, provenienti dalla zona nord est di Arnhemland, nel Nord dell’Australia, luogo d’origine del didjeridoo.
I concerti si terranno nelle serate di venerdì 14 e sabato 15 luglio, mentre gli altri giorni si terranno seminari, proiezioni di filmati e documentari dedicati all’Australia ed alla cultura aborigena, presentazione di libri dedicati all’Australia, workshop di didjeridoo a cura degli stessi musicisti, mostre di arte aborigena.
Nella corte del castello, sede del festival, ci sarà un’area dedicata ai didjeridoo, all’arte indigena australiana, libri e pubblicazioni dedicati all’Australia, prodotti del commercio equo e solidale, una zona riservata alle associazioni che operano nel campo degli aiuti umanitari verso le minoranze etniche.
Nell’area ristoro verrà offerta un’ottima birra australiana.
Per i concerti sarà richiesto un biglietto d’ingresso di circa 10 euro.
Questo evento rappresenta un primo approccio importante con il mondo aborigeno, che può essere scoperto ed esplorato dal vivo con un viaggio nel cuore rosso dell’Australia, dove si conserva la culla della cultura indigena. Un viaggio nell’Outback australiano, molto amato dai visitatori italiani, permetterà al viaggiatore di entrare a stretto contatto con l’ancestrale cultura del Dream land, in vari luoghi dell’Australia – Alice Springs nel Northern Territory per esempio – i visitatori possono trascorrere del tempo a stretto contatto con la popolazione aborigena, imparando a riconoscere le piante del bush e a creare, dipingere e suonare un vero didgeridoo.
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