Il 21 e il 22 novembre danza e sperimentazioni audio-video si incrociano alla Pelanda per Romaeuropa Festival

Musica

Incroci pericolosi senza cinture di sicurezza tra danza e musica, sperimentazioni elettroniche, performance vocali acrobatiche e installazioni live video saranno protagoniste del Romaeruopa Festival il 21 e il 22 novembre alla Pelanda del Macro Testaccio: venerdì 21 novembre la coreografa Alessandra Cristiani e il compositore Michelangelo Lupone daranno vita a “Feedback e Risonanze”, tre opere per Feed-drum, danza, meta-elettronica e video in prima nazionale.

Creatore di strumenti, sistemi e sculture musicali, instancabile ricercatore Lupone mette in diretta relazione la produzione del suono con la musica fin dall’atto di comporre. Di qui la creazione di numerosi strumenti musicali, alcune delle fantasmagoriche e suggestive installazioni in vetro risonante, capaci di rispondere alle più diverse esigenze e sollecitazioni del compositore.

Tra questi si distingue il Feed-drum, all’apparenza un tamburo non troppo diverso da un timpano, ma in grado attraverso una calcolata rigenerazione del suono, di emettere suoni durevoli, tenuti e modulati. Proprio i Feed-drum, suonati dall’ensemble Ars Ludi, saranno protagonisti di “Feedback e Risonanze”, dove la danza è curata da Cristiani, coreografa cresciuta tra esperienze diversissime, il teatro di strada, di ricerca, il buto, i linguaggi della danza contemporanea. Una ricerca la sua che è passata attraverso performance e creazioni più elaborate, per svelare gli aspetti deboli, quotidiani, istintivi, passionali e perfino statuari del corpo. Articolato in tre parti, “Feed-back e Risonanze” si apre con un brano elettronico, “Spazio invisibile” da cui sorgerà la danza di “Corpi risonanti” un duo per danzatrice, Cristiani stessa che ne cura anche la coreografia, e varie percussioni, e dove a risuonare saranno anche i corpi. La conclusione è affidata a “Feedback” per percussioni, elettronica e video, uno dei brani che emblematicamente rispecchia la creatività e la ricerca di Lupone.

Sabato 22 novembre David Moss, uno dei più originali vocalist al mondo, accompagnato dai maghi del suono di Tempo Reale, Francesco Canavese e Francesco Giomi, porterà sul palco il one-man-show “Many More Voices”, presentato in anteprima alla Biennale di Venezia. Un gioco sonoro dove converge la musica di ogni tempo, dal rock al pop fino alla classica e alla contemporanea. Il più antico degli strumenti, la voce umana, incontra l’elettronica più innovativa e si fa teatro grazie alla presenza di Moss, fatta di fisicità, gestualità, espressione. Un forte impatto visuale che si rinnova nella performance “Sdeng” grazie all’installazione live video “Influx” di Federico Fiori e Francesca Lenzi.
In “Many More Voices”, la voce di Moss interagisce con un universo elettro-acustico senza confini, in un quadro tecnologico d’avanguardia che impiega, grazie a Tempo Reale, uno dei centri di ricerca musicale ed elettronica del nostro paese, nuove tecniche di trasformazione dal vivo dei suoni insieme a processi inusuali di gestione del rapporto tra struttura e improvvisazione, così come nell’invenzione dei testi e delle sezioni musicali.

Compositore, percussionista, ma soprattutto interprete che usa la voce in modo spericolato e innovativo, Moss arriva da studi accademici, ma la sua personalità fermenta nell’ambiente dell’avanguardia statunitense, sempre attenta ai più diversi influssi musicali.
I suoi vocalizzi estremi hanno conquistato i maggiori teatri e festival internazionali come Salisburgo, dove memorabile è stata la sua interpretazione del Principe Orlovsky in Die Fledermaus diretto da Hans Neuenfels (2001) e altrettanto lo è stata la sua performance solista in Cronaca del luogo di Luciano Berio (1999). Attento alla musica d’avanguardia come al rock e al funk, le sue collaborazioni riflettono questo eclettismo: Moss è stato al fianco di Luciano Berio, Heiner Goebbels, Ensemble Modern, Arto Lindsay, Fred Frith, John Zorn, Bill Laswell, per citarne alcuni.
Un’ apertura sull’universo musicale non semplicemente eclettica ma di continua sperimentazione che in “Many more voices” trova un momento esemplare: una performance di teatro sonoro dalla cifra poetica, sarcastica, surrealista, con la complicità digitale di Francesco Canavese e Francesco Giorni di Tempo Reale, e autori di “Sdeng”, l’altra performance che concluderà il concerto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *