Il circuito di Abu Dhabi spiegato da Pedro de la Rosa

Il circuito di Abu Dhabi spiegato da Pedro de la Rosa

Il Circuito Yas Marina è entrato a far parte del calendario del mondiale di Formula Uno a partire dal 2009, e da allora ospita ad ogni fine stagione il...

Il Circuito Yas Marina è entrato a far parte del calendario del mondiale di Formula Uno a partire dal 2009, e da allora ospita ad ogni fine stagione il secondo gran premio del Medio Oriente dopo quello del Bahrain. Proviamo a spiegare questo complesso tracciato con una guida d’eccezione, Pedro de la Rosa, che, dalla sua monoposto di test equipaggiata con l’ultima versione delle gomme Pirelli, ci accompagna lungo i 5,55 km della pista, ad una velocità media di 195 km/h. “Abu Dhabi è un circuito molto interessante -spiega de la Rosa- anche perché è, tra le piste in calendario quest’anno, non solo quella più liscia ma anche quella con minor dislivello e tratti in pendenza; normalmente si opta per un assetto aerodinamico che va da medio ad alto per affrontare un tracciato che è molto impegnativo in termini di frenata e di sollecitazioni sulle ruote posteriori, e dove vi sono diverse curve lente che richiedono molta energia in uscita, combinata ad una buona presa sull’asfalto. Percorriamo il rettilineo di partenza che termina con una curva netta a sinistra per poi entrare in una parte molto veloce del circuito, dove una sequenza importante di curve stondate ci porta ad accelerare fino a una velocità di circa 300 km/h; freniamo pesantemente per assecondare una curva netta a sinistra, seguita da un’altra curva netta a destra che ci conduce verso uno strettissimo tornantino che si apre su di un lungo rettilineo. Queste curve esercitano una forte sollecitazione sulle ruote posteriori e le affrontiamo in seconda marcia, cercando di tenere il più possibile la vettura a destra così da inserirci bene sul rettilineo, dove ci portiamo a massima velocità.

Percorriamo questo tratto che presenta uno dei rettilinei più lunghi della stagione dove si raggiungono picchi di 320 km/h, per poi frenare ed entrare in seconda in una curva a sinistra dove non bisogna essere troppo aggressivi, ma assecondarla lasciando scorrere la macchina. Dopodiché entriamo in una sezione molto veloce dove ingraniamo la settima marcia per poi frenare impostando una curva a sinistra in maniera abbastanza simile a quella che incontreremo alla fine del rettilineo. Il trucco qui è lasciare la presa sul freno il più tardi possibile.

Adesso si passa alla parte più tecnica e impegnativa del tracciato, dove fondamentale risulta l’affidabilità delle gomme. Si può anche passare leggermente sul cordolo e in questo caso si apprezza molto l’effetto ammortizzante delle gomme. La vettura deve essere molto stabile in questo tratto lento e tecnico che presenta una sequenza di curve molto impegnative. Passiamo nel tunnel per poi sbucare fuori, pronti ad affrontare una difficoltosa curva a sinistra che, data la sua configurazione e la limitata via di fuga, bisogna impostare attentamente perché, in caso contrario, si rischia di perdere il controllo e finire con impattare violentemente il muro.

Concludiamo il giro oltrepassando l’entrata del pit lane per poi girare senza troppe difficoltà in un’ultima curva a destra e via di nuovo verso il rettilineo di partenza. Fatelo per 55 volte e avrete corso il Gran Premio di Abu Dhabi! Per i nostri test non ci limiteremo a questo ma faremo molto di più, coprendo all’incirca l’equivalente di 3 Gran Premi. Se la gara ufficiale inizia nel pomeriggio per poi concludersi all’imbrunire, per i nostri test si comincerà a girare con le gomme da bagnato verso le ore 18:00 per poi continuare fino a notte fonda. Sono veramente ansioso di scendere in pista ad Abu Dhabi e prendere parte a questi test che per la loro particolarità entreranno nella storia della Formula Uno.

Lasceremo il segno su questo straordinario circuito, un circuito che offre moltissimo anche e soprattutto per provare le gomme”.

Il circuito di Abu Dhabi spiegato da Pedro de la Rosa

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