Cita Frank Capra, il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. E lo fa per descrivere il ruolo che la cultura deve recuperare in un periodo globalmente difficile come quello attuale. “Avevamo un grande incarico: raccontare il New Deal”: furono queste le parole del regista italo-americano, cantore di un'America che si è rialzata faticosamente in piedi dopo la crisi del 1929, partendo dal basso. E secondo Marrazzo, investire in cultura è uno dei modi principali per rispondere anche alla crisi economica. Può sembrare un paradosso, afferma, ma l'investimento di capitali nella promozione culturale può essere una risorsa da non sottovalutare. Le parole del Presidente della Regione sono l'introduzione alla presentazione del Festival di Villa Adriana, kermesse di spettacolo giunta alla sua terza edizione nella cornice della nota villa d'epoca romana sita a Tivoli. L'organizzazione del festival è il frutto di un lavoro congiunto e armonico di più enti, che con la terza edizione può dirsi consolidato. Accanto alla Regione Lazio, partecipano all'organizzazione l'Assessorato regionale alla Cultura, Spettacolo e Sport,la Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del MiBAC, la direzione dell'Area Archeologica di Villa Adriana e la Fondazione Musica per Roma, che provvede a radunare il sempre ricchissimo cast artistico. I rappresentanti di tali enti hanno animato la conferenza stampa.
“La formula del Festival è costituita da principi solidi e caratteristici: trasversalità disciplinare, coproduzioni internazionali, presenza di inediti, rapporti con la contemporaneità artistica e soprattutto la cognizione che ci si muove nell'ambito di una città europea”. L'assessore regionale alla Cultura Giulia Rodano sintetizza in questa maniera il peso culturale del festival, segnatamente caratterizzato da un impegno in contrasto con gli attuali “tempi di veline”, secondo la definizione della Rodano. Cecilia D'Elia, assessore alle Politiche culturali della Provincia di Roma, preferisce invece sottolineare il carattere di multiculturalità della rappresentazione. Un tratto distintivo che risulta notevole – i riferimenti agli attuali scontri culturali di questa congiuntura storica sono decisamente espliciti. Multiculturalità e polivalenza, dunque, rappresentati dalla missione della Fondazione Musica per Roma, che, nelle affermazioni del presidente Gianni Borgna, generalmente si preoccupa di portare il mondo nel Parco della Musica di Roma e che con questa iniziativa compie una sorta di movimento opposto.
All'amministratore delegato della Fondazione Carlo Fuortes, spalleggiato dal consulente artistico Giorgio Barberio Corsetti in videocollegamento da Singapore, è toccato illustrare il programma e i notevoli ospiti che si esibiranno in estate nella cittadina laziale. A tenere banco è principalmente un nome: Eimuntas Nekrosius. Il regista teatrale lituano, dopo tanto Cechov e Shakespeare, questa volta propone un adattamento de “L'idiota” di Dostojevskij. La prima mondiale avverrà proprio a Tivoli, tant'è vero che in questo momento si stanno svolgendo ancora le prove in quel di Vilnius. E, comprensibilmente se si conosce il modus operandi del regista, ancora non si ha la certezza della durata dell'opera, fino all'ultima ora una sorpresa quindi. Oltre al teatro, anche danza d'eccellenza, con il coreografo belga Sibi Larbi Cherkaoui che continua il suo viaggio spirituale con “Apocrifu”, ispirato appunto ai vangeli apocrifi; Israel Galvan, ballerino di flamenco che propone una rilettura di un brano dell'Apocalisse di San Giovanni, e il Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, che si produrrà nell'interpretazione di quattro coreografie di William Forsythe. Anche l'Italia è presente con Gino Paoli e Paolo Fresu, che reinterpreta Duke Ellington.
L'offerta è dunque variegata e ampia, la cornice, occorre ricordarlo, è uno dei patrimoni dell'Unesco assieme per altro ad un altro monumento tivolino, Villa d'Este. Un offerta culturale, secondo Rosaria Mencarelli della Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del MiBAC e Benedetta Adembri, Direttore dell’Area Archeologica di Villa Adriana, che si propone anche come qualificazione del Polo Tiburtino e che, con la sua oculata organizzazione, riesce ad attutire la polemica circa l'abuso dei monumenti per i vari festival. Un appuntamento estivo decisamente interessante, ricco di sorprese oltre i nomi già citati, che si spera possa inverare gli auspici capriani espressi in apertura da Marrazzo.
3° Festival Internazionale Di Villa Adriana dal 17 giugno al 16 luglio
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