"La mia 'ndrangheta" di Rosy Canale ed Emanuela Zuccalà: il dolore delle donne di San Luca

"La mia 'ndrangheta" di Rosy Canale ed Emanuela Zuccalà: il dolore delle donne di San Luca

"La mia 'ndrangheta" è il nuovo libro di Rosy Canale ed Emanuela Zuccalà. Non è solo un libro sulla 'ndrangheta, ma oltre a raccontare i fatti di cronaca,...

"La mia 'ndrangheta" è il nuovo libro di Rosy Canale ed Emanuela Zuccalà. Non è solo un libro sulla 'ndrangheta, ma oltre a raccontare i fatti di cronaca, nel testo sono presenti aneddoti personali e delle riflessioni intime in un'ottica tutta al femminile. E' un libro crudele e ironico, appassionante e fitto come la trama dei suoi destini al femminile che si incrociano su strade imbrattate di sangue e si riuniscono in queste pagine, seguendo un ritmo alternato tra inchiesta giornalistica e romanzo verità. Le autrici sono state minacciate prima della pubblicazione e, una delle due si è rifugiata all'estero. copertina La voce narrante è di Rosy Canale, un'imprenditrice nata a Reggio Calabria, vittima della 'ndrangheta e viva per miracolo. La donna avvia un'attività di volontariato a San Luca e qui incontra il dolore delle donne del posto, madri delle vittime della famigerata strage di Duisburg, sorelle di altre vittime e carnefici di una faida senza fine. Il libro è suddiviso in tre parti. Nella prima, Era tutto bianco, Rosy ripercorre la sua adolescenza a Reggio durante la "seconda guerra di 'ndrangheta", gli incontri con i boss De Stefano, le minnacce subite, la tragedia. E, in mezzo, l'amore, la figlia, il ritratto di una società malata dal quale emergono tante ipotesi sulla nascita e l'affermazione della 'ndrangheta.

Nella seconda parte, Donne in Aspromonte, s'inoltra a San Luca, paesino di 4000 abitanti, con un paesaggio e un silenzio che parrebbero fatati a chi ignorasse la faida tra le cosche Nirta-­Strangio e Pelle-­Vottari che dal 1991 allarga il cimitero. Il "mondo spento, lunare" dei pastori di Corrado Alvaro; quello ineluttabile della strage di Duisburg, ferragosto 2007: le immagini di sei corpi crivellati fuori da un ristorante in Germania fanno il giro del mondo e rilanciano San Luca, per chi ne avesse perso memoria, come il ventre della mafia calabrese. Dai ritratti delle donne che si riuniscono attorno a Rosy e dalla ricostruzione della faida mafioca con i suoi vari personaggi, affiora l'anima di un micromondo contraddittorio: feroce e avvolgente, passionale e omertoso, carezzevole e violento, proprio come il carattere delle sue donne.

La terza parte, Dimenticare Duisburg, oltre a ripercorrere i progetti del Movimento Donne di San Luca (dalla creazione di una ludoteca nella villa confiscata al boss Antonio Pelle "Gambazza" fino alla mostra fotografica a New York), tenta un'analisi del massacro in Germania, ancora oscuro nelle sue reali motivazioni, e dell'ascesa criminale della 'ndrangheta a livello internazionale, attraverso una puntuale ricostruzione giornalistica dei fatti e delle inchieste e le testimonianze dirette delle madri di due vittime. Il viaggio delle autrici culmina nel pellegrinaggio al Santuario di Polsi, nel cuore dell'Aspromonte, dentro la casa di quella che è stata definita "la Madonna della 'ndrangheta".

Lucia Iannotti

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