Tre minuti e trenta secondi, se non è un record poco ci manca. La partita tra Spagna e Irlanda è praticamente durata così poco fino a quando l’attaccante spagnolo Fernando Torres, dopo i tanti errori con la Spagna è tornato a fare quello che sa fare di più:gol. E’ stato il “Ninho” che poco prima del quarto minuto di gioco ha vinto un contrasto con un difensore avversario in area irlandese e ha trafitto il povero portiere Given.
Da quel punto in avanti è stato come un allenamento per i campioni del mondo che alla fine hanno dilagato 4-0. Il nostro Giovanni Trapattoni saluta il campionato europeo, la sua Irlanda è la prima squadra ad essere eliminata matematicamente, prima ancora di dover affrontare l’Italia nell’ultimo turno del girone C.
La partita è talmente a senso unico che a tratti sembra un amichevole. La presenza di Torres regala un punto di riferimento in avanti per le verticalizzazioni di Iniesta, Xavi e Silva. Il centravanti stavolta non solo sembra più frizzante e concreto in zona gol ma partecipa maggiormente al gioco della squadra cercando al sponda per i compagni. Le furie rosse finiscono il primo tempo con un solo gol di scarto soltanto perché scelgono sempre l’azione spettacolare piuttosto che la concretezza, il colpo di tacco in più, il passaggio in più, il modo per entrare in porta con il pallone. Nel secondo tempo però il commissario tecnico del Bosque opta per la concretezza e ordina ai suoi di chiudere la partita e così ancora una volta dopo quattro minuti arriva il raddoppio di Silva e venti minuti dopo il terzo gol di Torres (il 30° con la maglia della nazionale), che così realizza la doppietta. Dopo il terzo gol i campioni del mondo rallentano concedendosi anche un po’ di turnover: Esce anche il goleador del Chelsea che lascia il posto a Fabregas che trova la soddisfazione del quarto gol nel finale di gara. Tutto troppo facile per la Spagna. L’Irlanda è davvero un giocattolino troppo fragile che però merita comunque gli applausi dei suoi tifosi, cosa che in realtà è avvenuta a fine partita. Questo è il bello dell’Europeo e speriamo che Spagna e Croazia prendano esempio per non macchiare il fascino della competizione con quello che noi temiamo.
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