"Torino è l’alveo nel quale sono nato e cresciuto e che mi ha permesso di diventare musicista. (…) L’esplosione mediatica post-Olimpiadi noi abbiamo cominciato a viverla già a metà degli anni Novanta, per input, stimoli, forme d’arte e intreccio di culture… I Subsonica non avrebbero potuto nascere altrove”. Così Davide “Boosta” Dileo, fondatore dei Subsonica, si confida al mensile Max in edicola da giovedì 4 febbraio. “Negli anni ’80 era la città-fabbrica che aveva solo la FIAT… se oggi vai in piazza Vittorio sembra di stare sulle Ramblas. Torino sotto il profilo artistico è unica (…) con un tessuto culturale splendido (…)”. Una città all’avanguardia che “negli anni Novanta è stata la prima città connessa col resto d’Europa, la prima a portare in Italia realtà inglesi che segnavano la rottura tra la musica elettronica e il pop. Qui già si ballavano i Chemical Brothers e dal gemellaggio con Berlino sono nati festival importantissimi come il Traffic ed eventi unici come Club to club. Torino è sempre stata predisposta all’ascolto”.
La Torino di Boosta dalla Fiat ai Chemical Brothers
"Torino è l’alveo nel quale sono nato e cresciuto e che mi ha permesso di diventare musicista. (…) L’esplosione mediatica post-Olimpiadi noi abbiamo...
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