Disponibile nei negozi, su iTunes e negli altri digital store, “’S WONDERFUL” (Abeat Records) il nuovo disco della cantante bresciana LARA IACOVINI. Insieme a lei sul disco suonano Riccardo Fioravanti (contrabbasso), Andrea Dulbecco (vibrafono) e Francesco D’Auria (percussioni). Partecipano, inoltre, come ospiti d’eccezione Alessio Menconi (chitarra), Massimo Colombo (piano, rhodes & synth), Giulio Visibelli (sax soprano, flauto) e DJ Skizo, presente nell’innovativo remix dance di “I got rhythm”. Come è nato il progetto 'S Wonderful? ‘S Wonderful nasce da una forte passione per due grandi artisti del ‘900: George Gershwin e Stevie Wonder; nasce dal desiderio di immaginare un incontro tra loro, durante il quale essi si scambiano stile, idee, modi di interpretare, mantenendo però quella linea comune, che per noi è stata il trait-d’union del progetto: il gusto jazzistico. Qual è il genere che preferisci o che meglio ti rappresenta? Quando ho deciso di studiare musica jazz cantavo già da tempo e studiavo sulle ballad, per le quali ho sempre avuto predilezione. Poi però è avvenuto l’incontro con lo swing e con Ella Fitzgerald in particolare. Da allora ho capito cosa intendesse trasmettere Louis Armstrong con “It don’t mean a thing…”. Più che generi, quindi, definirei “ritmi”, gli stili che più mi rappresentano e nei quali mi ritrovo. C'è un messaggio in particolare che trasmetti attraverso le tue canzoni? Dipende da cosa sto interpretando. Cantare è sempre un raccontare e raccontarsi e poi dipende anche dal mood di quel momento, sia di chi canta che di chi ascolta. Billy Holiday diceva che lo stesso brano poteva commuoverla o divertire a seconda del suo stato d’animo. A me, per esempio, anche il jazz più malinconico, trasmette messaggi indefiniti, ma positivi. Vorrei poter comunicare così con il pubblico: lasciarlo libero di vagare tra le proprie emozioni.
Continuerai ad insegnare per trasmettere agli altri la tua passione per la musica? Senz’altro! L’insegnamento è uno dei metodi migliori per apprendere. Poi, il rapporto con gli studenti è stimolante, aiuta a non dimenticare il proprio percorso ed evita il rischio di isolarsi nel proprio mondo artistico nel quale è facile perdere i contatti con la realtà. Gli alunni sono una fonte inesauribile di sorprese: il loro entusiasmo è gradevolmente contagioso. La loro passione si misura sulla base dei sacrifici che fanno per seguire i corsi in Conservatorio. Lo scambio è davvero reciproco.
Hai già altri progetti di cui ti stai occupando o che sogni di realizzare in futuro? Adesso mi dedico alla promozione di ‘S Wonderful. Poi ho un sogno nel cassetto del quale non parlo per scaramanzia. Il progetto più imminente è però Voice’n Bass, con Riccardo Fioravanti, in collaborazione con altri bassisti e contrabbassisti… basta, ho già detto troppo.
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