Lègo ergo, tempo di leggere con Franco Mannella

Lègo ergo, tempo di leggere con Franco Mannella

“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”. Parole di Daniel Pennac, uno degli autori a cui maggiormente fa riferimento...

“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”. Parole di Daniel Pennac, uno degli autori a cui maggiormente fa riferimento Franco Mannella nello spettacolo “Lègo Ergo...”, un ensemble di parole e musiche che ha il sapore di un malinconico riappropriarsi del proprio tempo di lettura e dunque del tempo della propria vita. Nella nostra frenetica cultura, in cui i libri vendono solo se gli autori sono passati per televisione, sprofondare dolcemente tra le pagine accese e calde di una lettura tanto intensa e sapida da affermarsi nella sua interpretatività come riscrittura, appare come un ritorno al grembo materno, un posto sicuro e confortevole dove poter assaporare il mondo con i sensi della cultura che ci ha fatto da madre. La nascita e il senso dello spettacolo traggono spunto da un un libro di Daniel Pennac intitolato “Come un romanzo” che Mannella definisce “un libro davvero illuminante che tutti, grandi e piccoli, insegnanti e alunni, dovrebbero leggere”. Pennac rievoca con forza l’importanza, il bisogno della lettura: “L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nessun'altra potrebbe sostituire.” Troppe volte lasciamo silenziosamente marcire i libri sugli scaffali, facendo sì che siano coperti dalla polvere invece che dai nostri sguardi. Lo spettacolo di Mannella ci ricorda il piacere del libro, il gusto della scoperta, del viaggio, il ritrovare l’odore vitale della carta, il lasciarlo penetrare fin dentro le ossa, fino a farlo diventare parte di noi così che ci accompagni nella riscoperta di noi stessi. Da Pennac a Hesse, da D’Annunzio a Hugo … infiniti sapori diversi di una stessa vita, la nostra. Ma, così come non esistono solo libri “impegnati”, allo stesso mondo non c’è solo meditazione e autoanalisi in “Lègo Ergo..”. C’è spazio anche per le poesie di Benni come “Le piccole cose che amo di te” e “Io ti amo” o per “O’ rrau” di Eduardo De Filippo. Composizioni profonde, gravide di vita che generano una risata attenta, partecipe e complice nello spettatore. Una risata intelligente…la stessa risata che la televisione gradualmente ci sta rubando goccia a goccia così come, un passo alla volta, sempre più trascina i nostri occhi a privarsi del mondo. Chissà che un giorno ci ricorderemo che, tutto sommato, abbiamo passato anni e anni a fissare una scatola. La voce di Mannella è poi una poesia nella poesia, la vera anima dello spettacolo e giusto veicolo per un messaggio intenso e pregnante. Il suono delle parole, a volte dolci a volte crude, non smette di sussurrare interminati e instancabili inni alla vita. L’intreccio con le musiche di Oberdan Fratini è suggestivo e evocativo e completa il palco e il senso di uno spettacolo armonioso nella sua essenzialità. Si tratta di uno spettacolo terribilmente semplice. Un solo uomo sul palco, una musica in sottofondo e un’ intensa danza di emozioni e suggestioni ad aspettarlo. Un modello semplice, come quello della vita.

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