Lentini: "Materazzi? Un giocatore sleale. Non è un giocatore di calcio"

Lentini: "Materazzi? Un giocatore sleale. Non è un giocatore di calcio"

E’ Gianluigi Lentini il grande protagonista della puntata di domani. Lentini parla di tutto: della sua esplosione a Torino, dell’incidente d’auto che lo...

E’ Gianluigi Lentini il grande protagonista della puntata di domani. Lentini parla di tutto: della sua esplosione a Torino, dell’incidente d’auto che lo fece finire in coma e compromise irrimediabilmente la sua carriera, delle persone che lo hanno aiutato e di chi, invece, ha fatto di tutto per farlo sprofondare in un incubo di frustrazioni e amarezze. Tutto ruota attorno alla notte del 3 agosto 1993, quando di ritorno da un’amichevole giocata dal Milan a Genova, Lentini si schianta con la sua Porsche a Villanova d’Asti. Gianluigi finisce in coma: “Dopo l’incidente non riconoscevo più le persone e le cose, ricominciai a parlare come un bambino. Ora posso dirlo, quell’incidente ha bruciato in un attimo la mia carriera. Mi ha tolto tutto”. Anche le persone, però, hanno inciso, nel bene e nel male. Lentini ricorda Fabio Capello: “Anche lui ha contribuito a stroncarmi. Nella finale con l’Ajax, nel ’95, stavo veramente bene, ma lui non mi fece giocare: quella notte, a Vienna, decisi di mollare per sempre il grande calcio. Avevo 25 anni”. Un altro personaggio del calcio che Lentini ricorda poco volentieri è Marco Materazzi, oggi bandiera dell’Inter: “Materazzi? Non ci sono le parole per descriverlo. Una persona sleale. A quei tempi in campo c’erano meno telecamere e lui faceva di quelle cose che non si possono raccontare. Non è un giocatore di calcio”. Lentini racconta la grande sofferenza interiore patita al momento del passaggio dal Torino al Milan. “Lo ricordo come se fosse adesso, mi sentivo un traditore. Poi però è successo che ci siamo rimessi insieme, e anche il Toro mi ha scaricato. Avevo 31 anni, ero ancora giovane”. La figura forse più importante nella sua carriera è quella di Emiliano Mondonico: le loro strade s’intrecciano di continuo. “Mondonico è stato come un padre, per me: l’ho amato e odiato. Ci insultavamo tutti i giorni”. E per non farsi mancare niente, “La Tribù” è andata a Rivolta d’Adda e ha bussato alla porta di Emiliano Mondonico. Un’intervista tutta da gustare in cui Mondonico, in gran forma dopo lo l’operazione chirurgica per un tumore all’addome, rivela: “Anche in quei giorni, il mio pensiero non è mai andato a ieri, ma sempre a domani”.

Puntata da non perdere: “La Tribù” propone anche un’intervista esclusiva a Giuseppe Falcao, il figlio romano di Paulo Roberto Falcao che alla soglia dei 30 anni aspetta ancora di incontrare il padre. “Papà fra poco avrà 60 anni, un’età in cui è giusto riconsiderare le cose e farsi un esame di coscienza. Io spero che avverta l’esigenza di conoscermi, di conoscere suo figlio, e sarei contento se succedesse. Se non accadrà, mi spiacerà, anche se poi la vita va avanti”.

Ancora: un’intervista a Giuseppe Bruscolotti, capitano di mille battaglie nel Napoli: ricordi di scudetto, di Diego Maradona, di un sogno che all’improvviso diventò realtà e che Bruscolotti ci fa rivivere con una serie di aneddoti. Infine: dopo l’esaltante Genoa-Roma 4-3, con rimonta da 0-3, riviviamo tutte le più rocambolesche rimonte della storia del calcio e per la serie “Bomber di ieri” andiamo a riscoprire le prodezze di Alen Boksic, lo strepitoso cannoniere croato che fece meraviglie nella Lazio e nella Juventus.

Venerdì 25 febbraio 2011 su Premium Calcio alle ore 21.00 torna "La tribù del calcio", la rubrica curata da Paolo Ziliani per i veri innamorati del pallone.

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