Melandri alla scoperta del pianeta America

olo 5 giorni dopo la bella gara del Sachsenring che ha visto Marco Melandri tra i protagonisti indiscussi della prova tedesca, il motomondiale affronta...

olo 5 giorni dopo la bella gara del Sachsenring che ha visto Marco Melandri tra i protagonisti indiscussi della prova tedesca, il motomondiale affronta l'ultima fatica prima della pausa estiva, che permetterà a piloti e squadre di tirare il fiato per tre settimane. L'undicesima prova del mondiale vedrà la MotoGP unica protagonista, in quanto a Laguna Seca non correranno 125 e 250. Cresce l'attenzione del pubblico americano per la MotoGP e per questa terza edizione, da quando nel 2005 la MotoGP è tornata a correre negli Stati Uniti, l'attesa è ancora più grande. La pista di Laguna Seca si presenta completamente riasfaltata e i piloti non vedono l'ora di riassaporare il mitico "Cavatappi", un'impegnativa ed eccitante esse in discesa che caratterizza la pista americana.

Forte del podio conquistato qui lo scorso anno e della bellissima gara combattuta al Sachsenring, Marco Melandri arriva in California con una motivazione speciale. Accanto a Marco Melandri, Miguel Duhamel, pilota di Honda America, che, nella prova americana, sostituisce Toni Elias, costretto a dare forfait perché infortunatosi durante le libere ad Assen. Per Duhamel si tratta di una bella opportunità di tornare nel giro delle gare mondiali dopo tanti anni. Un motivo di orgoglio, ma anche un impegno fisico importante perché Miguel correrà la Motogp e il campionato AMA nello stesso fine settimana.

MARCO MELANDRI: "In Germania, grazie agli aggiornamenti che ci ha fornito la Honda, abbiamo fatto un grandissimo passo in avanti e siamo tornati competitivi. Per tanti giri ha pensato di poter salire sul podio e alla fine ho conquistato un ottimo piazzamento. Ma soprattutto mi sono divertito tornando a sentire le giuste sensazioni dalla mia moto Ora sono contento di poter correre dopo solo pochi giorni. Mi piace molto Laguna Seca, l'anno scorso sono arrivato terzo. Il tracciato è molto tecnico, bellissimo. Bisognerà vedere come sarà il clima e soprattutto le temperature, ma sono convinto che la nostra moto e le gomme Bridgestone possano funzionare molto bene sulla pista americana. Ho la consapevolezza di poter lottare per il podio, sono ottimista e non vedo l'ora di riassaporare il gusto dello champagne. Sarà comunque una gara in crescita e andrò negli Stati Uniti per divertirmi, Mi piace molto l'America come Paese e anche quest'anno indosserò un casco speciale, in versione "stelle e strisce".

MIGUEL DUHAMEL: "Non posso crederci. È tanto che aspettavo questo momento ed è bello poter essere parte di un team importante come quello di Fausto Gresini. Mi dispiace per Toni Elias e gli auguro una pronta guarigione. Spero che possa tornare presto in pista. Sono molto emozionato. Continuo la mia solita preparazione atletica, ma con una motivazione extra".

IL CAMPIONATO AMA: Domenica, accanto al Mondiale MotoGP non ci saranno le classiche categorie 125 e 250 ma la gara del campionato Superbike Ama. Non un caso, in quanto negli Stati Uniti prima del ritorno della gara di Laguna Seca l'attenzione era tutta per le gare nazionali con le moto derivate di serie, che affondano le loro radici e il loro successo addirittura negli Anni 70, quando in sella a queste moto mossero i loro primi passi agonistici i campioni che poi si affermarono nel Motomondiale, da Eddie Lawson a Wayne Rainey, da Freddie Spencer a Kevin Schwantz a molti altri fino a Nicky Hayden. Oggi Miguel Duhamel, 38 anni, ne è uno dei protagonisti. Miguel è figlio d'arte: suo padre Yvon ha fatto la storia del motociclismo americano negli anni '60 e '70, prima nelle gare stradali, poi nel mondiale dove correva con una riconoscibilissima verde Kawasaki su cui spiccava il numero 17 che dopo è stato adottato anche da Miguel. Il campionato Ama, dove insieme a Duhamel i nomi più importanti sono quelli di Ben Spies, Mat Mladin e Roger Lee Hayden, fratello di Nicky, si articola con una formula di successo, simile a quella del mondiale SBK: due manche in tutti gli eventi (ad eccezione di Daytona), la prima si disputa al sabato, la seconda la domenica. La particolarità è che molti dei protagonisti corrono nella stessa giornata più di una categoria - Stock, Xtreme -, un po' come avveniva nello stesso campionato mondiale GP negli Anni 70. Gli ingaggi da capogiro, che fanno invidia ai top rider del World SBK contrastano però con strutture obsolete e un'organizzazione ancora "casalinga", ma che raccoglie un bacino di grandissime potenzialità con circa 150 iscritti a evento nelle varie categorie. Grazie all'importanza degli importatori, forti del mercato americano, prima di tutto quello californiano, più importante del mondo in fatto di vendite, la formula AMA continua a esercitare un grande fascino e a raccogliere intorno a sè importanti investitori.

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