Michael Bublè tra tradizione e sperimentazione con Crazy Love

Michael Bublè tra tradizione e sperimentazione con Crazy Love

“Now you say you’re lonely”: Così canta, apparentemente un po’ ammaccato e malconcio ma con grande passione, Michael Bublè all’inizio del nuovo album...

“Now you say you’re lonely”: Così canta, apparentemente un po’ ammaccato e malconcio ma con grande passione, Michael Bublè all’inizio del nuovo album “Crazy Love” uscito venerdì 16 ottobre. La canzone, “Cry me a river”, parla di una storia piena di grida e furia – di un amore finito male. La performance di Bublé dà corpo alla vera essenza dell’anima di un uomo il cui cuore è ridotto in pezzi. Un ricovero per guarire dal rifiuto e dalla rabbia. Il brano è ultranoto, è stato cantato con malizioso e sottile disprezzo anche da diversi altri artisti, da Ella Fitzgerald fino a Joe Cocker. Ma la versione di Bublé dona a questa canzone sentimentale un senso alcune volte differente e spesso lancinante. “Le mie canzoni sono sempre state d’amore, le mie e quelle di chiunque altro. Questa volta ho voluto spingermi oltre e ho scavato a fondo, molto più a fondo”, dice Bublè del suo nuovo album. Bublè ha voluto che le porte dello studio rimanessero aperte durante la registrazione di “Crazy love”. Voleva sentire i tamburi fluire verso il gruppo dei fiati. Ha voluto che i suoi fans potessero captare le vibrazioni dello studio, come se fossero lì con lui e condividere la stessa esperienza.

Allora i tecnici hanno allestito lo studio con microfoni aerei ed è stato tutto registrato con in mente l’eccitazione del momento – anche se molte delle canzoni sono state scritte nell’arco di 80 anni. Non è stato molto diverso da quelle che potevano essere le “recording session” ai tempi di Louis Armostrong negli anni ’40 o di Elvis Presley nei ’60. Gli archi risentono di una micro-vibrazione extra oltre a quella degli archetti. A volte a cappella, altre con live bands od anche con grandi orchestre, e alcune sessioni con addirittura dei registratori primitivi a 8 tracce, una rarità nella perfezione cristallina del suono del 2009. Ma non è solo il periodo temporale a essere un elemento cruciale, se non la vastità del territorio emozionale che un uomo può voler affrontare e condividere con la sola purezza dei sentimenti – e in più di fronte ad un bel gruppo di sconosciuti. La voce di Michael si è evoluta molto da quando era semplicemente armoniosa, divertente ed appassionata. Ora è spesso robusta come un giocatore di hockey! I fan di vecchia data noteranno subito che il ragazzo un po’ inesperto di un tempo si è trasformato in un uomo complesso che, sia sul palco che in studio, garantisce sempre il massimo della forma.

La sensazione di “porte aperte” di cui si parlava prima si sente anche nelle due nuove canzoni scritte da Michael, “Hold on” ed il primo singolo “Haven’t met you yet”, che ha un che di beatlesiano nel refrain love-love-loooove. Sebbene i Beatles si fossero già sciolti da alcuni anni quando Michael è nato nella British Columbia nel 1975, è chiaro che ha assorbito in qualche modo le allegre melodie ed i messaggi ottimistici del quartetto di Liverpool. “La sfida più grande di uno stilista della canzone è di prendere un brano molto popolare come Stardust o Georgia in my mind. già interpretate da centinaia di artisti, e di chiedermi - posso portare qualcosa di speciale a questa canzone? Altrimenti perché far perdere tempo a tutti quanti in studio – meglio sarebbe allora andare a bere e cantare al karaoke - ho fatto anche quello!!”

Un’altra porta si apre su piccolo studio nascosto nei meandri di Brooklyn, dove troviamo Michael alle prese con una vecchia strumentazione a 8 piste, praticamente dell’età della pietra, su cui registra un armonioso brano r&b dalle vibrazioni molto Motown, che già fu un successo di Dinah Washington e Brook Benton in duetto negli anni ’60. In questo giro ha cantato con i leggendari Sharon Jones & the Dap Kings. “E’ stato qualcosa di completamente diverso da ciò che ho sempre fatto – al di fuori del mio campo d’azione, ma mi sono divertito da matti”, confessa. Bublé diventa uno scatenato festaiolo nella famosissima canzone country rock degli Eagles “Heartache tonight”, per tornare ad essere sentimentale e malinconico in “All I do is dream of you”.

Alla fine, il segno caratteristico delle canzoni d’amore di Bublé è una voce che riesce a evocare la sua passione per la vita e un acuto senso di umanità e romanticismo. L’onestà del sentimento si ripercuote sulla sua voce, che si staglia nella notte come un’oscura eco di un cuore sofferente.Con CRAZY LOVE Michael apre le porte delle sue emozioni private al mondo intero e sa di non avere scelta.

“Non posso prendere in giro i miei fans. Sanno che sono sentimenti veri perché sono gli stessi che provano anche loro – e dopo di ciò non siamo più degli sconosciuti!”

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