Mosè Santamaria, il videoclip di 'A Nizza (non era amore)'

Mosè Santamaria, il videoclip di 'A Nizza (non era amore)'

Il cosmico cantautore pop chiude il tour con il terzo clip estratto da "#RisorseUmane". Un'opera psicomagica come "un invito a non confondere l'amore con...

Il cosmico cantautore pop chiude il tour con il terzo clip estratto da "#RisorseUmane". Un'opera psicomagica come "un invito a non confondere l'amore con le esigenze e gli attaccamenti del nostro ego."

“'A Nizza (non era amore)' è un videoclip psicomagico, un bazar di ricordi confusi che cercano forse giustizia o redenzione perché la perfezione è diabolica, il tempo distorce la memoria e crea martiri dai cuori infranti. Questo brano è un invito a non confondere l'amore con le esigenze e gli attaccamenti del nostro ego.”

Presenta con queste parole Mosè Santamaria il nuovo videoclip che accompagna il brano “A Nizza (non era amore)”, terzo estratto dal disco “#RisorseUmane” uscito per Dischi Soviet Studio a dicembre 2015 e ideale chiusura del tour di oltre 40 date che il cosmico cantautore pop ha compiuto durante tutto il 2016 - l'ultima data sarà domani, 26 novembre, al Pub Ai Portici di Povegliano Veronese (VR), una serata per festeggiare il gli ottimi riscontri ottenuti dal disco, fra i 50 debutti delle Targhe Tenco 2016.

https://www.youtube.com/watch?v=twpd6aqkPiY&feature=youtu.be

Il clip, girato da Davide Guerra, alterna immagini molto distanti fra loro (in riva al mare, negli interni di un locale di strip-tease) che sono legate dal carattere psicomagico dell'opera, nella quale avviene un vero e proprio atto psicomagico utilizzando i tarocchi di Jodorowsky. “A chi mi chiede perché questo video è psicomagico – spiega Mosè Santamaria – rispondo che è tale non per i tarocchi in sé e per il buon auspicio che portano e nemmeno per i soldi che ad un certo punto piovono senza un senso apparente in cambio di scatole regalo. Questo videoclip è psicomagico semplicemente perché a volte occorre saper guarire dai ricordi e vivere adesso.”

Il songwriter genovese, ma veronese d'adozione, riprende la lezione di cantautori come Franco Battiato e Juri Camisasca e di filosofi quali Jodorowsky e Gurdjeff portandoli in uno dei tanti bar della provincia cronica italica. Lì, fra il bancone e le stelle, sono nate le canzoni di un lavoro che si avvale della produzione di Martino Cuman (Non Voglio che Clara). Chitarre, piano e intelaiature elettroniche a base di beat digitali, synth analogici e squarci astrali sono gli ingredienti di una manciata di tracce animate da quello che Mosè chiama “misticismo quotidiano”: un misto di evocazioni spirituali, ironia, citazioni pop, poesia, storie d'amore distruttive, sottoproletariati catodici e molto altro. Il tutto per esortare le persone a “risorgere”, ricominciare a guardare il cielo e la terra e tornare a vivere come esseri cosmici.

Mosè Santamaria, il videoclip di 'A Nizza (non era amore)'

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