Nissan Concept Mixim al Motor Show

Nissan Concept Mixim al Motor Show

I teenager non amano più le auto: le vedono come una noiosa appendice del passato, un cimelio del secolo scorso. Invece di mettersi al volante per uscire...

I teenager non amano più le auto: le vedono come una noiosa appendice del passato, un cimelio del secolo scorso. Invece di mettersi al volante per uscire con gli amici, si sono rifugiati in un mondo virtuale dove Internet è l’unico mezzo di locomozione. Nissan, però, è certa che il concept Mixim in mostra al Motor Show di Bologna farà cambiar loro idea... “Se l’industria dell’auto vuole sopravvivere nei prossimi anni, deve darsi da fare per conquistare le future generazioni di automobilisti – persone che non subiscono più il fascino delle quattro ruote. Mixim è una delle risposte possibili. Ha interni costruiti sullo schema del ‘3+1’ che invitano a socializzare, e controlli ed elementi visivi ben noti a una generazione cresciuta davanti al computer. Ed è amica dell’ambiente grazie all’alimentazione a batteria.”

Shiro Nakamura, Senior Vice President and Head of Design, Nissan Motor Company

L’idea di Mixim Per la Divisione Exploratory and Advance Planning di Nissan, il 2020 è una data cruciale. Gli esperti di Tokyo studiano le auto che guideremo tra 12-15 anni e il rapporto che ci legherà a loro. E il futuro non è roseo. Il problema è che la nuova generazione di automobilisti – gli adolescenti di oggi – ha perso interesse per le quattro ruote. Il centro delle loro vite è il computer. I ragazzi lo usano per la scuola, per fare acquisti, per giocare e per comunicare. L’auto è diventata un anacronismo, il simbolo disconosciuto di un passato in cui i genitori guidavano ignari dei danni provocati all’ambiente sprecando risorse naturali tanto preziose. Per non parlare dei gas nocivi emessi nell’aria.

E poi, che bisogno c’è di muoversi ora, quando per conoscere gente basta chattare online con gli amici di tutto il mondo?

Per fortuna i progettisti di Nissan si sono accorti in tempo di questa “deriva” di interessi e hanno creato Mixim per riportare l’attenzione dei giovani sulle auto. E non occorre aspettare il 2020, perché Mixim è già qui. È la futuristica star in mostra allo stand Nissan al Motor Show di Bologna, un’esplorazione concettuale di un mondo neanche troppo lontano. Mixim è stata disegnata per riaccendere la passione dei giovani nei confronti delle auto e per riproporre un concetto di “interazione” che non è ancora il momento di accantonare: con tre comodi sedili e un posto occasionale, a bordo di Mixim si può socializzare in modo molto più autentico e diretto che non su Internet!

Mixim è una “creatura” di François Bancon, direttore generale della Divisione Exploratory and Advance Planning di Nissan, e ha tutte le carte in regola per solleticare la curiosità di una nuova generazione di piloti. “I giovani d’oggi hanno un senso della realtà molto diverso. Non sono interessati più di tanto ai prodotti, quanto alle esperienze. Il computer è l’interfaccia con cui comunicano con il mondo. Ci eravamo proposti di sviluppare un programma con cui questi ragazzi potessero identificarsi. E il risultato del nostro lavoro è Mixim” dice Bancon. Mixim è un veicolo elettrico e risponde quindi alla sensibilità ecologica dei ragazzi, ma per estetica e prestazioni è quanto di più lontano si possa immaginare dalle insipide utilitarie che ogni tanto ci vengono proposte.

Alimentata da un gruppo motore/generatore elettrico denominato “Super Motor”, ideato da Nissan, che utilizza batterie compatte agli ioni di litio, Mixim unisce performance scattanti a un’autonomia opportunamente elevata. I “Supermotori” a dire il vero sono due, uno per l’assale anteriore e uno per quello posteriore: Mixim è una vettura a trazione integrale. Pur trattandosi di una concept car, lo sviluppo di Mixim è in linea con gli obiettivi del Nissan Green Programme, il “manifesto” aziendale per una mobilità sostenibile nelle società del futuro. Il potenziale di performance è espresso dalle linee filanti in stile coupé; mentre una serie di accattivanti funzionalità, dentro e fuori – con qualche strizzatina d’occhio ai bolidi da Formula 1 – conquisterà anche i più restii.

Ma il vero asso nella manica di Mixim è l’abitacolo, pensato su misura per la prossima generazione di automobilisti.

Il guidatore, in posizione centrale e dominante, ha davanti a sé una consolle ispirata ai videogiochi e alle macchine da corsa. L’effetto è quello di uno schermo diviso in due orizzontalmente: sopra, la realtà osservata attraverso un parabrezza che sembra la visiera di un casco, e sotto, i display virtuali di bordo. L’illusione è completata dal volante, somigliante al joypad di un videogame di Formula 1. E in stile Formula 1 è anche l’approccio a comandi e controlli, molti dei quali incorporati nel volante. “Mixim è il risultato di una ricerca davvero globale. A quanto pare il punto di vista dei giovani sulle auto è molto simile – che vivano in Europa, negli Stati Uniti o in Giappone” osserva Bancon.

“Abbiamo scoperto che nessuno andava pazzo per le auto... l’auto semplicemente non fa parte della loro cultura. Potevamo spremerci le meningi e creare uno spot geniale per il cinema o la TV, ma dato che si trattava di un’auto, avrebbe meritato al massimo un’occhiata molto distratta. Idem se l’avessimo messo sul Web!”

“L’auto è un prodotto che non li attrae. È un oggetto del passato. Dovevamo trovare il modo di catturare il loro sguardo.”

Mixim vista da vicino

Stile adrenalinico Mixim è radicalmente diversa – per look, stile e attrattive – dall’immagine del tipico veicolo elettrico, quell’antiestetica “scatolina” che tutto sembra fuorché una macchina. Gli EV sono utilizzati di solito in città dai pendolari che tengono a sottolineare le proprie credenziali “verdi”; provvedono alle basilari esigenze di trasporto... e nient’altro. I veicoli elettrici, insomma, sono una scelta di testa, non di cuore. Non così per Mixim, che porta la firma di un team di designer – sotto la direzione di Masato Inoue – la cui età media è di soli 25 anni. Degli EV conserva le più avanzate tecnologie di propulsione “pulita”, ma per il resto è tutta un’altra storia, a partire dalle scattanti forme da coupé. Il parabrezza avvolgente, ispirato alla visiera di un casco da corsa, domina il profilo con la sua linea fortemente angolata, da cui parte il disegno filante del tetto, mentre la coda “tronca” rimanda a un’esuberanza sportiva certamente insolita per un modello elettrico. La carrozzeria ha una suggestiva finitura metallizzata, una superficie di cupo argento liquido che accentua forme lievemente sinistre. “Non volevamo creare un altro ‘simpatico’ EV, ma un concept con una forte personalità che, guarda caso, funziona a batteria” spiega Inoue.

“Molti dei suoi elementi – la fanaleria, ad esempio – sono emblematici del nostro approccio al design. Le superfici fluide, indefinite, sono una metafora della libertà di pensiero e sono l’antitesi dell’immagine tradizionale dell’auto” aggiunge.

La forma del diamante ricorre un po’ ovunque, dalle doppie prese d’aria dietro gli sportelli alle luci di posizione anteriori a LED. Il finestrino laterale, triangolare come una bandierina, ricollega la dolce curva del tetto all’aspra piega angolata che taglia a metà le portiere. Il portellone posteriore si apre rivelando un bagagliaio capiente alle spalle dei tre sedili. I cerchi in lega leggera – 18” davanti e 19” in coda – hanno copriruota a disco per esaltare le qualità aerodinamiche di Mixim, effetto ulteriormente accentuato dalla disposizione delle ruote alle estremità della vettura. Queste le misure: passo 2530 mm, lunghezza 3700 mm, larghezza 1800 mm e altezza 1400 mm. Mixim è dunque leggermente più corta ma più larga e molto più bassa di Micra. Il peso è di appena 950 kg.

Due caratteristiche, in particolare, sono ispirate alla Formula 1, ma sono state rese più pratiche per adattarsi alla vita in città. A bordo di Mixim, la posizione di guida è centrale, con i due sedili dei passeggeri posizionati ai lati, leggermente più indietro, a disegnare un trifoglio. Un quarto sedile è collocato nella zona di carico, dietro i posti anteriori. I designer di Nissan hanno fatto le cose con cura: per sedersi al volante non c’è bisogno di arrampicarsi sui sedili dei passeggeri. Per facilitare l’accesso al centro, il modulo di seduta ruota lateralmente di 35°.

Salita e discesa sono facilitate anche dall’adozione di portiere che formano parte integrante del tetto.

L’innovativa apertura a forbice evita inutili raggi d’ingombro: le porte di Mixim si staccano impercettibilmente dal corpo macchina e poi ruotano verticalmente in avanti per agevolare l’ingresso nell’abitacolo. Anche questo meccanismo è elettrico. “Mixim doveva essere al 99% ‘cattiva’ e solo per il restante 1% ‘carina’. Il tema del ‘mini-mostro’ è stato sviluppato a partire da una serie di animazioni di videogame giapponesi per computer” continua Inoue. “Abbiamo voluto creare un’icona per la generazione digitale... qualcosa che andasse molto oltre gli stereotipi che piacciono ai loro genitori.”

L’abitacolo Gli interni sono un ambiente spazioso dove pilota e compagni sono attorniati da strumenti e controlli degni dei migliori videogiochi. I concetti chiave per la progettazione dell’abitacolo sono stati la “fusione di virtuale e reale” e “l’estensione del sé” – concetti che si esplicitano nell’atmosfera da Formula 1, nel legame diretto tra i movimenti delle mani e degli occhi, e nella struttura ad ala del pannello centrale. “Alla vista e nella percezione generale, l’abitacolo accosta superfici morbide a una struttura in alluminio: un binomio ispirato alle animazioni giapponesi, per creare un’esperienza di guida appositamente dedicata all’era digitale” dice Inoue.

Davanti al guidatore c’è un volante a U con i comandi per l’audio e le funzionalità di comunicazione. Sotto il profondo parabrezza trova posto un cruscotto avvolgente con strumentazione LCD e un monitor di bordo. Oltre a tutte le informazioni di viaggio – velocità del veicolo, distanza percorsa, consumi energetici, ecc. – il display include un avanzato sistema di mappe che non è un semplice navigatore satellitare. In più c’è una telecamera anteriore che offre una visione accurata e in tempo reale della strada davanti a sé. Il quadro strumenti mostra anche una rappresentazione virtuale delle ruote anteriori, collegata in tempo reale ai movimenti dello sterzo, così il pilota ha l’impressione di trovarsi su una monoposto da corsa. Qui si sterza senza il minimo sforzo: a Mixim basta solo mezzo giro per andare da fine corsa a fine corsa.

“Oltre alla strada davanti a sé, la telecamera di bordo visualizza anche l’angolo e la direzione delle ruote anteriori. E il guidatore si sente proprio come Michael Schumacher!” scherza Inoue. Non ci sono specchietti retrovisori. La visione posteriore è garantita da due telecamere montate al posto dei retrovisori esterni, le cui immagini sono proiettate alle estremità del pannello centrale. Ecco cosa intende Bancon quando parla di “un’esperienza di guida inaspettata”. Mixim può ospitare due amici (e occasionalmente un terzo) e non è dunque una macchina egoistica né egocentrica. “Le giovani generazioni sono molto socievoli, anche se finora si sono espresse prevalentemente attraverso il filtro del mondo virtuale. Con Mixim avranno modo di tornare a interagire... in carne e ossa” dice Bancon.

Alimentazione Supermotore e batterie Li-Ion L’elettricità è l’unica fonte di energia che i giovani sono disposti a considerare. È pulita, silenziosa e non inquina quando si usa l’auto. “Giovane è sinonimo di elettricità... l’elettricità che alimenta i computer e gli iPod. Nissan è attivamente impegnata sul fronte dei veicoli elettrici e lavora allo sviluppo di nuove tecnologie di propulsione pulita” continua Bancon. “Per Mixim, l’elettricità era il punto di partenza. Non sono neppure state prese in considerazione altre forme di alimentazione. Nel 2015-2020, se vorrai continuare a esistere, dovrai essere ‘verde’.”

Al centro di Mixim c’è uno dei motori elettrici più efficienti attualmente in produzione. Non a caso Nissan lo chiama “Supermotore”: inaugurato sul concept EFFIS al Motor Show di Tokyo nel 2003, si distingue dai convenzionali motori elettrici perché integra sorgente di alimentazione e generatore in un’unità compatta. Il Supermotore ha doppi rotori all’interno e, all’esterno, un’unica bobina statorica; questo significa che può azionare due alberi contemporaneamente. Controllando in maniera indipendente l’uscita di potenza erogata a ciascun albero, si gestiscono separatamente le ruote di destra e di sinistra.

Attraverso l’uso di corrente composita, il Supermotore incrementa la densità di potenza rispetto ai motori tradizionali. Aumenta anche la generazione di calore, però, e per questo tra i denti dello statore è collocato un sistema di raffreddamento. Oltre ad alimentare i veicoli esclusivamente elettrici, Nissan Super Motor lascia aperta la possibilità di applicazione a bordo di ibridi benzina/elettrici e di veicoli con celle a combustibile. Il successo del Supermotore è frutto del lavoro di una nuova azienda, una joint-venture recentemente creata tra Nissan e NEC Corporation: AESC, Automotive Energy Supply Corporation, che ha il compito di sviluppare, produrre e commercializzare batterie ioni-litio.

Nissan aveva cominciato a occuparsi delle batterie a ioni di litio ad alta potenza già nel 1992 e nel 2003 le aveva utilizzate a bordo del prototipo FCV di X-TRAIL. AESC raccoglie il testimone continuando a seguire lo sviluppo delle batterie Li-Ion laminate per ottimizzare le performance riducendo i costi di produzione.

A differenza delle tradizionali batterie ioni-litio che impiegano ingombranti cilindri, la batteria di Nissan utilizza sottili celle laminate con un minor numero di componenti e riesce a incrementare di 1,5 volte la potenza, dimezzando le dimensioni fisiche. La speciale configurazione delle celle, inoltre, permette di realizzare un design modulare che aumenta sensibilmente l’efficienza del raffreddamento. Anche l’ottimizzazione dei materiali – l’elettrodo positivo è in manganato di litio, l’elettrodo negativo in carbonio – ha consentito di elevare i valori di potenza.

Ma i vantaggi della piccola e potente batteria non finiscono qui. La collocazione delle celle compatte sotto il pavimento della vettura non solo abbassa il baricentro, ma permette anche di avere un pianale basso e piatto con un notevole guadagno in termini di spazio interno. Mixim impiega due batterie Li-Ion laminate, che sviluppano 50 kW ognuna. Mixim dovrebbe raggiungere una velocità massima stimata di 180 km/h, con una potenziale autonomia di 250 km. Un altro vantaggio della batteria Li-Ion laminata è il ciclo di ricarica rapido: tra i 20 e i 40 minuti.

Costruzione Mixim è una concept car ma non per questo è da considerarsi un mero esercizio di stile. “Progettando Mixim ci siamo prefissi l’obiettivo di creare un’auto totalmente credibile. Dato che abbiamo applicato le tecnologie esistenti – che, per inciso, sono le più avanzate – Mixim è qualcosa di più di una show car” dice Bancon. “È una seria dichiarazione di intenti.” Mixim è stata creata utilizzando come base una versione modificata del pianale B di Nissan – la stessa di Micra, NOTE e Cube – sulla quale è stata collocata una carrozzeria leggera ma estremamente robusta in materiale composito. Un’unità di propulsione elettrica Super Motor aziona l’assale anteriore; un’altra, in coda, aziona l’assale posteriore.

Conclusione Mixim dovrebbe andare a toccare tutte le corde giuste della nuova generazione. È alimentata da un motore elettrico potente, sofisticato e rispettoso dell’ambiente, ed è sufficientemente compatta per destreggiarsi nei contesti urbani. Le linee sportive esprimono agilità piuttosto che performance tout court. “Lo sport ha un significato diverso per le giovani generazioni. ‘Sportivo’ è una definizione iconica, uno stile; non è sinonimo di prestazioni estreme né rimanda specificamente al mondo delle quattro ruote” afferma Bancon. Ma Mixim non è un’auto per tutti. “Di certo non piacerà ai genitori: è un concept creato per una nuova generazione di utenti, persone che sanno chi sono e che cosa vogliono. Ed è nostra intenzione che vogliano un’auto come Mixim.”

La Divisione Exploratory and Advance Planning and Design di Nissan

Alla Divisione Exploratory and Advance Planning and Design di Nissan è già futuro. In genere i centri di design automobilistico sviluppano nuovi modelli per una o due generazioni successive, mentre i progettisti Nissan lavorano pensando a come sarà il mondo tra 8-12 anni e anche più. E invece di occuparsi esclusivamente delle linee delle vetture, adottano una prospettiva molto più ampia. Una o due volte l’anno, chiamano a raccolta un gruppo di autorevoli esperti nelle discipline più varie per “esplorare” insieme il futuro. E il loro sguardo si posa non sono sugli scenari di mobilità ipotizzabili, ma anche su questioni politiche, sociali e culturali di portata mondiale. “Il nostro compito è individuare i possibili cambiamenti nello stile di vita dei prossimi anni” spiega il responsabile della Divisione, François Bancon. Tra i fattori analizzati ci sono l’invecchiamento della popolazione nei Paesi sviluppati e la migrazione dalle aree più povere alle più ricche del pianeta.

“E poi consideriamo le cosiddette variabili aleatorie. Non si tratta di leggere nella sfera di cristallo, ma di ponderare le alternative possibili. Sappiamo, ad esempio, che ci stiamo muovendo verso una cultura globalizzata... ma quale sarà il risultato di questa globalizzazione – un mosaico o un calderone eterogeneo?” “Molte sono le incertezze, soprattutto sul piano politico e sociale, e tra queste incertezze cerchiamo di tracciare delle connessioni, anche se poco ovvie. E poi esaminiamo l’impatto che potrebbero avere sulla nostra azienda.”

“Per quel che riguarda l’esplorazione dei mercati futuri, cerchiamo di individuare gli aspetti unici e caratterizzanti, non accontentandoci dei più prevedibili. Esplorare significa infatti rispondere alle nuove esigenze emergenti, alle esigenze inespresse, piuttosto che soddisfare i requisiti già presenti sul mercato.” Dopo il convegno con gli esperti dello scorso anno, si è deciso di esplorare più a fondo il legame tra il mondo reale e il mondo digitale. Bisognava definire meglio il significato della parola “reale” per le giovani generazioni.

“Abbiamo scoperto che il senso della realtà è cambiato: i giovani d’oggi sono una generazione virtuale. Non hanno bisogno di tenere un prodotto tra le mani per possederlo. Prendete la musica, ad esempio: le vecchie generazioni vogliono ancora vedere o toccare un CD, mentre ai ragazzi basta scaricare i brani da Internet.”

“Da qui siamo partiti per sviluppare un programma di forward planning che abbiamo chiamato Remix... anzi, il nome per esteso era ‘Remix Against the Machine’, perché conteneva un messaggio di rivolta contro le macchine” dice Bancon.

Mixim, la concept car ad alimentazione elettrica che Nissan mette in vetrina a Bologna, è nata dal programma Remix. “Ma è solo una delle idee che sono emerse. Abbiamo in corso altri studi, di cui vedrete i frutti ai prossimi Saloni, o magari direttamente sulle strade... e se accadrà, sarà più presto di quanto pensiate” conclude.

Discussione 1

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RM
rosario modica · 18 anni fa #
quando sarà possibile acquistare la mixim?grazie