Peugeot 605 SV 24, le quattro valvole esaltano l’ammiraglia

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SV 24. Non sarà la sigla GTI, ma all’epoca significava molto. Rappresentava potenza, raffinatezza e alto lignaggio. Questa sigla veniva adottata a fine degli anni 80 dall’ammiraglia della Casa del Leone, la 605, presentata nel 1989. PEUGEOT, per il suo prodotto al vertice della gamma di allora aveva pensato ad una estrema evoluzione del V6 PRV nato qualche anno prima e decise di donarle le 4 valvole per cilindro per garantirle ancor più elevate prestazioni, in linea col posizionamento da grande ammiraglia. 200 CV e 235 km/h con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in meno di 8 secondi, numeri che all’epoca significavano tanto e, complice anche una dotazione di serie davvero completissima, permise alla 605 di combattere ad armi pari con l’agguerrita concorrenza, tedesca ma anche italiana dell’epoca.

Complice anche l’IVA al 38% prevista per le motorizzazioni oltre i 2 litri di cilindrata, non ne furono vendute molte in Italia, ma oggi rappresenta un investimento interessante nel mondo delle storiche. SV 24. Non sarà la sigla GTI, ma all’epoca significava molto. Rappresentava potenza, raffinatezza e alto lignaggio.

Questa sigla veniva adottata a fine degli anni 80 dall’ammiraglia della Casa del Leone, la 605, presentata nel 1989. PEUGEOT, per il suo prodotto al vertice della gamma di allora aveva pensato ad una estrema evoluzione del V6 PRV nato qualche anno prima e decise di donarle le 4 valvole per cilindro per garantirle ancor più elevate prestazioni, in linea col posizionamento da grande ammiraglia. 200 CV e 235 km/h con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in meno di 8 secondi, numeri che all’epoca significavano tanto e, complice anche una dotazione di serie davvero completissima, permise alla 605 di combattere ad armi pari con l’agguerrita concorrenza, tedesca ma anche italiana dell’epoca. Complice anche l’IVA al 38% prevista per le motorizzazioni oltre i 2 litri di cilindrata, non ne furono vendute molte in Italia, ma oggi rappresenta un investimento interessante nel mondo delle storiche.

Costruire una vettura alto di gamma ha da sempre rappresentato una sfida molto impegnativa per tutti i produttori di auto, soprattutto per coloro che, come PEUGEOT avevano nel proprio listino una varietà di modelli molto ampia e con cilindrate che andavano dai 900 ai 3.000 cm3.

Una sfida alla quale la Casa del Leone non si è mai sottratta ma, anzi, con la quale si è costantemente confrontata fin dagli esordi della sua storia automobilistica.

Inutile dire, che, se da una parte, progettare e produrre una vettura al top di gamma costituisce un grosso impegno in termini di risorse, dall’altra, rappresenta il fiore all’occhiello di cui andar fieri per dar lustro all’intera produzione.

Dagli anni trenta, in PEUGEOT, i modelli al top della gamma venivano identificati con la serie 6. Nel corso degli anni i modelli della serie 6 hanno subito forti evoluzioni, dalle splendide linee rotondeggianti della 601 a quelle squadrate della 604, fino ad arrivare alla 605 nata 30 anni fa, nel 1989.

La linea della 605 è molto elegante, come del resto si addice ad una vettura del suo rango, ma al tempo stesso si percepisce nettamente il family feeling degli altri modelli presenti in listino in quel momento.

Ampia anche la gamma di motori che equipaggiano la famiglia delle 605, sia benzina sia Diesel ma, tra tutti, spicca un V6 24 valvole con nome in codice “ZPJ4”: va ad equipaggiare la versione al vertice della gamma 605, la SV 24. Dotato di 4 valvole per cilindro e quattro alberi a cammes, è accreditato di ben 200CV (147 KW) erogati a 6.000 giri. Si tratta della massima evoluzione del PRV in Casa PEUGEOT.

La particolarità di questo propulsore era costituita, oltre che dalle 4 valvole per cilindro, dal sistema di aspirazione che avveniva tramite un sistema di ammissione a flusso pilotato, denominato “ACAV” che permetteva di variare l’area di riempimento dei cilindri, permettendo al motore di lavorare con una coppia ottimale su un grande spettro di regimi.

Va da sé che l’equipaggiamento della 605 SV 24 era veramente completo come si richiedeva ad una vera ammiraglia. In termini di dispositivi per la sicurezza troviamo di serie l’ABR (ABS, secondo la denominazione dell’epoca usata dalla Casa) insieme alle sospensioni a gestione elettronica. Analogamente, anche in termini di confort, non mancava assolutamente nulla: cerchi in lega specifici con disegno a turbina, sedili regolabili elettricamente e riscaldabili, tetto apribile elettrico, interni in cuoio, climatizzatore automatico, impianto stereo Clarion 3000.

La 605 SV 24 era nata per sfidare l’agguerrita concorrenza delle ammiraglie tedesche e lo faceva con eleganza, confort, grande understatement e tanta potenza che le garantiva prestazioni di grande spessore.

Nel 1995 arriva il restyling per l’intera gamma 605 e gli interventi saranno quasi esclusivamente estetici. Muso e coda vengono rivisti, ma anche gli interni beneficiano di qualche aggiornamento.

La vera svolta per la 605 SV 24 è arriva nel 1997, quando, il V6 PRV viene sostituito dal nuovo motore “ES 9” sempre di tre litri e 24 valvole adottato anche dalla versione di vertice della splendida 406 Coupé disegnata da Pininfarina. È questa l’ultima modifica di rilievo prima della fine produzione che avviene nel 1999. Veramente pochi gli esemplari sopravvissuti e ancor meno sono quelli in ottime condizioni di originalità. Pochi gli esemplari prodotti (8.405), tanto che oggi, dopo anni di oblio, le quotazioni per una bella 605 SV 24 sono in crescita.

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