Primo Festival del Cinema Patologico a Roma

Dario D'Ambrosi e l’Associazione del Teatro Patologico da sempre attento indagatore del disagio mentale attraverso la ricerca teatrale, propongono una...

Dario D'Ambrosi e l’Associazione del Teatro Patologico da sempre attento indagatore del disagio mentale attraverso la ricerca teatrale, propongono una straordinaria iniziativa: si tratta del 1° Festival Internazionale del Cinema Patologico. La direzione artistica è a cura del regista e attore Dario D’Ambrosi. La giuria sarà interamente composta da ragazzi disabili psichici, e presieduta dall’attore diversamente abile Stefano Nicolò Amati, storico componente del gruppo del Teatro Patologico. Il festival tende a promuovere il giovane cinema italiano e straniero e ad attivare una sinergia tra il mondo del cinema ed un ambiente in cui si lavora sul disagio mentale e sociale, convinti che questo possa contribuire ad una evoluzione del linguaggio cinematografico.

Si tratta di un evento unico sia dal punto di vista artistico e sociale prima di tutto perché per la prima volta la giuria del festival sarà composta unicamente da persone diversamente abili, perlopiù persone affette da disabilità psichica che proprio per questo adotteranno parametri diversi dal solito per la decisione unanime dei vari premi da assegnare. Il festival si svolge in tre giorni, dal 7 al 10 aprile, presso la sede del Teatro Patologico a Roma in via Cassia 472.

Il Festival sarà il frutto di un percorso che prevede un percorso di recuperò del proprio sé, di presa di coscienza dei propri parametri valutativi, di integrazione. L’insieme di questi fattori ha l’obiettivo di procurare una sensazione di benessere che necessariamente scaturisce dall’esperienza artistica, come testimoniano gli obiettivi raggiunti in trent’anni di lavoro del Teatro patologico di Dario D’Ambrosi. Come nella linea etica delle varie iniziative del Teatro Patologico, il disagio mentale non è considerato un limite ma diventa una peculiarità, una ricchezza che dà vita ad un nuovo linguaggio artistico e sociale. Le barriere della diversità cadono di fronte alle possibilità di integrazione che eventi artistici di questo tipo offrono. L’iniziativa rientra nell’ambito della nuovo “cartellone” di eventi che il Direttore Artistico Dario D’Ambrosi aveva già annunciato durante la recente serata di inaugurazione del nuovo spazio del Teatro Patologico, in via Cassia 472. L’intenzione, infatti, non è quello di fare una semplice stagione teatrale ma creare, invece, un cartellone di eventi che rientrino nell’ambito del connubio tra teatro, cinema e disagio mentale.

Il Festival è articolato nella sezione Lungometraggi e la sezione Cortometraggi (durata massima 30 minuti). Per quanto riguarda il Concorso lungometraggi, è aperto a pellicole italiane e straniere (senza esclusione per i film che abbiano già partecipato ad altri festival e/o che siano già usciti nelle sale). La selezione delle opere per il concorso avviene a cura della Direzione Artistica del Festival e la giuria al termine del Festival assegnerà i premi per il Miglior film, la Miglior regia, il Miglior attore protagonista, la Miglior attrice protagonista. Tra i film proiettati, classici come "Il corridoio della paura" di Samuel Fuller (1963) ma anche opere meno canoniche e più sperimentali come "Fuori” performance di teatro cinema e musica con Francesco Montanari, Vinicio Marconi, Alessandro Roja, Marco Bocci e Daniela Virgilio (attori della Fiction “Romanzo Criminale”). Per il Concorso cortometraggi la gara è aperta a tutti i cortometraggi italiani e stranieri fino ad una durata di 30 minuti. Si ricorda che l’aggettivo “patologico” si riferisce, in senso lato, alla composizione della giuria del Festival ma non ai temi dei lavori presentati che non devono essere necessariamente attinenti alla tematica del disagio sociale ma possono spaziare attraverso i più svariati contesti.

L’Associazione Teatro Patologico nasce nel 1992 diretta dal fondatore e ideatore Dario D’Ambrosi. Dal 1992 l’Associazione si occupa di un lavoro unico ed universale, quello di trovare un contatto tra il teatro e un ambiente dove si lavora sulla malattia mentale, dove girano ragazzi con gravi problemi psichici. Per anni l’Associazione svolge le sue attività didattiche, pedagogiche e teatrali nella sala di Via Ramazzini all’interno del Municipio XVI, fino al 2006 quando la Regione Lazio concede il nuovo spazio in via Cassia n°472 che diventa la nuova sede dell’Associazione del Teatro Patologico. Dario D'Ambrosi è attore e regista teatrale, cinematografico e televisivo. Grande importanza nella sua formazione ha il periodo newyorchese negli anni 70 e la frequentazione con Ellen Steward e il Caffè La Mama - dove si poteva incontrare gente del calibro di Robert DeNiro, Andy Wharol, Lou Reed, Pina Baush e tanti altri. Tutti non ci sono, La trota, I giorni di Antonio, Il ronzio delle mosche, Allucinazioni da psicofarmaci, Cose da pazzi, Il principe della follia, Il nulla, Frusta-azioni, Un regno per il mio cavallo, sono alcuni titoli degli spettacoli più significativi che Dario D’Ambrosi fino ad oggi ha scritto, diretto, interpretato e rappresentato nelle maggiori città italiane, New York e poi ancora Boston, Chicago, Cleveland, Los Angeles, Detroit e, in Europa, a Barcellona, Amsterdam, Monaco. Al cinema, lo si ricorda in "Titus" al fianco di Anthony Hopkins e "La passione di Cristo" di Mel Gibson e ha girato nel 2001 "Il ronzio delle mosche", che chiude l'ampio programma di proiezioni del Festival.

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