È lei la donna da battere nel Ladies European Tour in questa stagione 2006: Gwladys Nocera, 31 anni, francese di Vichy, lo ha ribadito oggi sul percorso dello Sheraton Golf Parco de’ Medici quando è riuscita a farsi largo e imporsi tra le concorrenti, fra cui tutte le migliori golfiste del momento. Il viso cosparso di lentiggini, lo sguardo vivace e pungente, Gwladys – nome gaelico e cognome di origine italiana – è stata cresciuta a pane e golf: il padre Didier è professionista, ma questo non le ha impedito di dedicarsi ad altro e riflettere a lungo prima di intraprendere la carriera professionistica. Ha studiato all’università in Francia, poi a 22 anni ha deciso di trasferirsi negli Stati Uniti e studiare ancora, nel New Mexico, per prendere una laurea in Economia. Lì non ha abbandonato il golf, anzi, giocava nella squadra dell’università. Rientrata in Francia, a 27 anni si è sentita pronta per il passaggio al professionismo: “Un po’ tardi secondo gli standard, è vero, ma ho voluto prima provare se non mi piacesse fare piuttosto qualcos’altro”, spiega nel suo inglese impeccabile ma segnato dal forte accento di casa.
Da allora, la progressione è stata costante: nel 2003 era 51ª nell’ordine di merito, poi 23ª nel 2004, l’anno scorso 4ª. Il tutto senza mai una vittoria. Il 2006 è però finalmente la stagione per raccogliere i frutti: a metà maggio ha sconfitto la paura del successo e ha vinto l’Open di Svizzera. E ora sembra averci preso gusto: a un mese di distanza, ecco anche la coppa del BMW Ladies Italian Open. “Ho guadagnato un bel po’ di soldi (210.500 euro in sette tornei, ndr), vero, ma non è per diventare ricca che gioco a golf. Mi dà più soddisfazione sapere che ho dei trofei nel palmarès”.
La spiegazione del successo finalmente arrivato, Gwladys la trova nel serio lavoro affrontato con il suo coach, Olivier Leglise, con la psicologa Isabelle Inchauspe e con la preparazione atletica, che lei segue con la squadra di rugby di Biarritz: “Mi sono irrobustita, indubbiamente, e dal punto di vista psicologico sono più sicura di me. Oggi, ad esempio, per combattere la pressione pensavo alle parole di Isabelle, gioca un colpo per volta e concentrati su quello. Ha funzionato”.
“Questa volta è stato più difficile vincere”, precisa, “Sophie Giquel ha giocato in modo splendido. Ora però mi sento pronta per mettermi alla prova negli Stati Uniti, questa volta da professionista: a fine anno tenterò la carta di ammissione al tour Lpga, e poi si vedrà”.
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