L'inglese Michael J. Bassett torna alla regia dopo aver diretto nel 2002 quel piccolo gioiello di horror bellico che è "Deathwatch - Veglia di Morte", ancora oggi troppo sottovalutato, ed essersi cimentato con il survival movie nel 2006 grazie a "Wilderness". Lo spunto della storia, distribuita coraggiosamente nelle sale italiane (altrove è uscito straight-to-dvd) dalla Eagle a partire da stasera lo si rinviene nei racconti di Robert Erwin Howard, papà di Conan, dedicati allo spadacino puritano Solomon Kane (il primo racconto, "Red Shadows", uscì nel 1928). Personaggio assolutamente complesso e tridimensionale, nel film Solomon Kane è una brutale guerriero armato di pistole e spada. Lui e i suoi uomini sono assassini assetati di sangue che combattono per l’Inghilterra guerra dopo guerra, in ogni continente. All’inizio della storia, Kane e la sua banda di saccheggiatori si stanno aprendo una sanguinosa strada attraverso le orde di difensori di una esotica città del nord Africa. Ma quando Kane decide di attaccare un misterioso castello e di saccheggiarne le ricchezze, la sua missione prende una piega nefasta. Uno ad uno gli uomini di Kane vengono uccisi da creature demoniache fino a che non rimane lui solo a combattere con il Mietitore del Diavolo, mandato dagli abissi dell’Inferno per prendere possesso della sua anima corrotta e senza speranza. Pur riuscendo finalmente a sfuggirgli, Kane è costretto a redimersi rinunciando alla violenza e dedicandosi interamente ad una vita di pace e purezza. La sua nuova spiritualità viene però subito messa alla prova quando inizia a viaggiare attraverso l’Inghilterra devastata da diabolici cavalieri, i Raider, capeggiati da un terribile Feudatario mascherato, Overlord. Dopo che Kane fallisce il tentativo di fermare il brutale massacro dei Crowthorn, una famiglia puritana che lo ha preso a benvolere, giura di ritrovare e liberare la loro figlia, Meredith, rapita e resa schiava – anche se questo significa tradire la propria anima riabbracciando il suo passato di assassino, se pure per una giusta causa. La sua determinata caccia lo porta a scontrarsi con i segreti mortali della propria famiglia, mentre tenta di salvare Meredith e tutta l’Inghilterra dalle forze del male. Il personaggio creato da Robert Howard è uno spadaccino puritano che conserva le ferite di un oscuro passato, pronto a riemergere dolorosamente e a mettere in difficoltà Kane. Non sono rari, nei racconti, gli episoodi in cui, pur mosso da giustizia e fede, Solomon Kane non riesce a trattenere la sua rabbia verso il cielo. E nonostante questo, il Puritano porta sempre fino in fondo la sua missione, confrontandosi con personaggi ambigui e situazioni fantastiche che spesso però conservano inneschi di base fin troppo umani. Basta questo per poter costruire un personaggio cinematografico a tutto tondo, con uno sfondo all'altezza in un contesto di genere fantasy che ancora non sembra passare di moda. Eppure, per arrivare al risultato finale, il produttore Paul Berrow ha dovuto aspettare dieci anni. L'apporto di Samuel Hadida ("Il patto dei lupi", "Silent Hill") in produzione, nel 2003, riesce a dare una spinta nella concretizzazione del progetto di Berrow e della sua Wandering Star. Tuttavia manca una sceneggiatura di peso: i tanti script giunti nelle mani dei due produttori ripropongono semplicemente i racconti di Howard, con un Kane tutto sommato già costruito. L'idea di Bassett è un'altra: "Nel leggere le storie di Solomon Kane mi sono reso conto che il personaggio voleva disperatamente entrare nel grande schermo, ma dovevo trovare una storia che lo presentasse al meglio al grande pubblico cinematografico. Anziché basarmi su uno dei racconti scritti da Howard, decisi di creare un nuovo racconto, che ci spiegasse bene chi fosse Kane. Così, per qualsiasi altro film possiamo usare le storie originali di Howard". L'idea del regista inglese, assieme al suo curriculum, convincono definitivamente Berrow e Hadida nell'avviare la produzione. Si gira per 12 settimane in Repubblica Ceca, a Praga, con troupe hollywoodiana ma maestranze locali. Il risultato è un set decisamente all'altezza delle aspettative, con un'Inghilterra del XVI secolo ricostruita nei dettagli ma anche ambienti fantastici verosimili. Capo scenografo è Rick Eyres, che trova decisamente valido l'aiuto ceco. Il suo lavoro si compendia con gli sforzi del direttore della fotografia Dan Lautsten ("Il patto dei lupi", "Silent Hill", "Mimic"), il costumista John Bloomfeld (la serie della "Mummia"), ma anche, non meno importanti, il truccatore prospettico Paul Jones, cui tocca ideare e organizzare animatronic e protesi, e l'ideatore delle creature Patrick Tatopoulos, cui si devono per esempio i bestioni di "Godzilla", "Outlander", "Indipendence Day" e "Underworld". Un film come questo non può dimenticare tuttavia la componente umana del cast, sempre fondamentale. A interpretare Kane è James Purefoy, attore teatrale che ha interpretato il ruolo dell’Imperatore Marco Antonio nel successo della critica della HBO, la serie "Roma", ma anche "Vanity Fair" di Mira Nair. Purefoy è sembrato perfetto per dare corpo a Kane, letteralmente. In molte scene la sua vis fisica è stata messa a dura prova, come quando compare crocifisso e sotto la pioggia battente a zero gradi centigradi. Assieme a lui, nel cast compare anche il grande Max Von Sydow, classe 1921, attore bergmaniano per eccellenza qui Josiah Kane, padre di Solomon. Meredith, la "fanciulla da salvare", è interpretata da Rachel Hurd-Wood, mentre tra gli altri volti noti si possono riconoscere i sempre bravi Pete Postletwaithe, Alice Kriege e Jason Flemyng. Il fatto che questo sia solo il "prequel" al personaggio di Solomon Kane fa pensare che forse, mutuando al contrario le parole di una famosa canzone di Tina Turner, abbiamo bisogno di un altro eroe.
Solomon Kane, il Puritano creato da Robert Howard al cinema
L'inglese Michael J. Bassett torna alla regia dopo aver diretto nel 2002 quel piccolo gioiello di horror bellico che è "Deathwatch - Veglia di Morte",...
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