Toyota spinge per regole auto più flessibili: collaborazione UE e partner strategici

Toyota spinge per regole auto più flessibili: collaborazione UE e partner strategici

Toyota sollecita un approccio pragmatico e collaborativo alle regole automobilistiche UE e Regno Unito, valorizzando partner come UK, Turchia e Giappone.

Toyota chiede una svolta pragmatica nelle politiche europee per il settore auto, invocando una stretta collaborazione non solo fra i Paesi dell'Unione, ma anche con partner strategici come Regno Unito, Turchia e Giappone. L'obiettivo è rafforzare la competitività dell'industria automobilistica sul mercato globale, mantenendo alta l'ambizione sugli obiettivi climatici ma assicurando condizioni realistiche per produttori e consumatori.

L'azienda definisce essenziale adottare un approccio Made with Europe che superi la logica dei soli confini comunitari e valorizzi legami economici consolidati. Questo modello, secondo Toyota, consentirebbe al mercato europeo di raggiungere la massa critica di 31 milioni di veicoli e garantirebbe una reale attrattività per investimenti e sviluppo tecnologico.

Nei dettagli, Toyota invita i legislatori a modulare con attenzione i requisiti sul contenuto europeo dei veicoli, fissando un obiettivo del 70% entro tre anni e spostando l'introduzione di normative rilevanti al 2030, ben allineato con i tempi industriali. Inoltre chiede di non discriminare i prodotti realizzati insieme ai partner di fiducia nei regimi di appalti pubblici o incentivi e di lasciare tempo al settore per sviluppare il comparto delle celle a combustibile. Sull'automotive package, l'azienda propone di introdurre una finestra di conformità dal 2028 al 2032 e una riduzione delle CO2 del 90% entro il 2035, valorizzando il ruolo di combustibili rinnovabili e tecnologie alternative.

Un passaggio centrale riguarda la richiesta che i veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili idonei siano equiparati agli elettrici a zero emissioni. Allo stesso tempo, si auspica la revisione delle soglie proposte per le vendite: Toyota reputa più realistica una quota del 70% rispetto all'85%, per evitare rischi di non conformità sproporzionati e garantire una transizione sostenibile.

Per quanto riguarda il Regno Unito, l'azienda accoglie positivamente la revisione del mandato Zero Emission Vehicle (ZEV) e suggerisce di allineare la normativa alle tempistiche UE, fissando per il 2030 obiettivi ZEV più concilianti (50% per le auto e 40% per i veicoli commerciali leggeri) e mantenendo flessibilità nelle regole fino al 2035. Viene ribadita l'importanza di riconoscere i carburanti rinnovabili e di aggiornare la normativa nel 2027 per una maggiore coerenza col mercato reale.

Toyota non è un ospite in Europa. Siamo un produttore europeo e vogliamo che l'industria automobilistica europea abbia successo, afferma Yoshihiro Nakata, Presidente e CEO di Toyota Motor Europe.

L'isolamento ci rende più deboli. L'Europa dispone delle capacità, delle persone e dei partner necessari per svolgere un ruolo di guida, ma la legislazione deve riflettere il ritmo con cui i clienti in grado e disposti a cambiare. 'Made with Europe' è la nostra richiesta principale perché insieme siamo più forti, dichiara Matt Harrison, Chief Corporate Officer.

Toyota ribadisce il pieno supporto agli obiettivi climatici europei ma sottolinea la necessità che le regole future riflettano la domanda concreta dei consumatori, incentivando tutte le tecnologie capaci di ridurre le emissioni e valorizzando la collaborazione internazionale come chiave per la competitività del settore automobilistico europeo.

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