L’opera di Sidney Lumet “Trappola mortale” - secondo il critico Paolo Mereghetti, «Un gioco a incastri, con tanti colpi di scena… superbi gli attori» - è la proposta d’autore di Iris per la prima serata di giovedì 7 febbraio. Il ritmo serrato e dominato da un vorticoso intreccio di eventi del film racconta con originalità e qualche tratto horror, la critica del regista a certo arrivismo tipico del mondo dello spettacolo. Una consuetudine, per Lumet, che nelle sue opere - da “Quinto Potere” a “Serpico” sino a “Quel pomeriggio di un giorno da cani” - mira a demolire classici totem americani come denaro, potere e successo.
La pellicola, tratta dall’omonimo testo teatrale di Ira Levin, si presenta come un vero e proprio cubo di Rubik, che non a caso campeggia nella locandina originale di “Deathtrap”. La trama vede Sidney Bruhl (Michael Caine), un commediografo di Broadway in crisi creativa, chiedere aiuto ad un giovane autore suo ex-studente, Clifford Anderson (Christopher Reeve). Alla fine, tra doppio giochi, omicidi e colpi di balestra, sarà la vicina di casa Helga Ten Dorp (Irene Worth) a vedere andare in scena la pièce con la propria firma…
All’uscita del film, nel 1982, la scena del bacio gay tra i due protagonisti, Caine e Reeve, fu molto discussa e controversa: l’evento, infatti, non è presente nella commedia originale della Levin, ma è stato scritta appositamente per il film.
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