«Con “Lettere da Iwo Jima”, Clint Eastwood si è sforzato di mettersi dall’altra parte, per guardare la guerra con altri occhi. Ma anche se la si guarda con altri occhi, in guerra si trova sempre lo stesso orrore”.
Con questa amara riflessione, Walter Veltroni introduce il terzo appuntamento con la rassegna “Se questo è un uomo”, proposta di Iris per la prima e seconda serata di mercoledì 27 marzo.
La battaglia nippo-americana del 1945 al centro di “Lettere da Iwo Jima” è resa dal regista quattro volte premio Oscar, attraverso i documenti più intimi dei soldati dell’Esercito giapponese. Questi uomini, infatti, sono costretti a vivere anche una guerra “privata”. Di fronte alla sconfitta, i soldati hanno una sola scelta: morire combattendo o, così come indica il codice d’onore dell’Impero, suicidarsi.
Nominato a quattro Oscar, “Lettere da Iwo Jima” (2005) si è aggiudicato la statuetta per il Miglior montaggio sonoro, caratterizzato da un inconsueto lieve sfalsamento del ‘sinc’.
A seguire, è la volta de “Il servo ungherese” (2004). L'Olocausto fa da sfondo all’omaggio che gli autori, Massimo Piesco e Giorgio Molteni, compiono in favore dell’Arte e della Letteratura, espressioni di una libertà negata e unico appiglio per non cedere alla follia della guerra.
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