Alla vigilia della partita Milan – Roma, Silvia Toffanin è andata a Milanello, per incontrare l’uomo del momento: il bomber del Milan Zlatan Ibrahimovic. Nella lunga intervista, in onda a Verissimo, sabato 18 dicembre, l’attaccante del Milan parla a tutto tondo della sua carriera calcistica e della sua vita privata. Sul paragone che in questi giorni i giornali hanno fatto tra lui e il campione olandese Van Basten, Ibra commenta: “Mi fa un gran piacere, ma non si possono fare paragoni con leggende del calcio come Van Basten, Maradona o Ronaldo. Ognuno ha le sue qualità e la sua personalità”. A Silvia Toffanin che gli chiede se, dopo le critiche fatte sull’assegnazione del Pallone D’oro, ritirerebbe comunque il riconoscimento se dovesse vincerlo, risponde: “E’ normale che se lo vinco lo vado a prendere. Ma non è che in questo momento io stia pensando al Pallone d’Oro, perché adesso è un’altra storia: non è sempre il migliore a vincerlo!” Sulla sua carriera calcistica, iniziata a soli 17 anni, il calciatore svedese ricorda: “Dove sono andato ho sempre vinto. Questa è la cosa più importante, così nessuno può dire niente. Spero di vincere anche al Milan perché stiamo lavorando tanto e bene” e, riguardo alla sua mentalità in campo, chiosa: “Per me arrivare secondo è come arrivare ultimo. Devi sempre entrare in campo con la mentalità che tu e la tua squadra siete il numero uno”.
Sulla difficoltà di ambientarsi in una squadra nuova, Zlatan Ibrahimovic dice: “Dipende molto dai compagni. Se arrivi e ti senti benvoluto e accolto, sei più rilassato. Certo è un è un po’ più difficile con chi ricopre il tuo stesso ruolo, ma al Milan sta andando veramente tutto bene”.
L’attaccante rosso-nero ribadisce che avere una famiglia vicino, per un calciatore, è molto importante: “Se stai bene fuori dal campo, stai bene anche in campo. La famiglia ti dà tranquillità. E poi, un giocatore è sempre da solo, soprattutto se sei straniero come me, sei via dal tuo paese e non ti puoi certo portare dietro la mamma, il papà e il fratello. Io ho avuto la fortuna di crearmi una famiglia mia da giovane”.
E, sempre in tema di famiglia, parlando dei suoi bambini, dice scherzando: “Non so ancora se al più grande piaccia il pallone. Ma basta uno che gioca a calcio…non voglio concorrenza in famiglia!”
Nessun rito scaramantico prima delle partite, “non credo in queste cose, io credo in me stesso e basta” e nessun gesto speciale nel momento in cui segna un goal “dipende da come mi sento”, il nuovo Van Basten scaramanticamente, però, pronostici sulla partita di sabato non ne fa e si limita a dire ”Spero di segnare come ho fatto in altre partite, o comunque ci proverò. Spero ovviamente di vincere e di continuare così…sarebbe un bel regalo di Natale”.
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