Torna dal 14 novembre su Sky e in streaming su NOW la terza stagione di “Call My Agent – Italia”, prodotta da Sky Studios e Palomar: una serie ironica e colta che continua a giocare col metaracconto dei dietro le quinte del cinema. Alla regia c’è Simone Spada che lavora su un mondo già creato e su una “famiglia” di lavoro in cui ognuno porta la propria sensibilità al servizio del prodotto; alla scrittura Federico Baccomo, che spinge l’intreccio tra pubblico e privato, mostrando come il mestiere condizioni le vite dei protagonisti.
In un mercato produttivo schizofrenico e complesso, il vero traguardo è aver costruito un legame stabile con il pubblico: un laboratorio privilegiato dove sperimentare una nuova comicità che parte dal cinismo, conserva una sana malinconia e scuote i personaggi dall’interno.
La stagione introduce nuovi ingressi e rilancia il cortocircuito tra realtà e finzione, tra perdite che lasciano il segno e figure che portano conflitti inediti: un “villain” che rompe gli equilibri e un “buono” che complica le cose in altro modo.
Obiettivo dichiarato del produttore: conquistare un nuovo “pupillo” senza tradire l’identità della serie, coinvolgendo i talent per mantenere alta la qualità anche nelle stagioni successive. In sintesi: meno pose, più vita vissuta, una CMA più grande e fragile al tempo stesso — e una gioia rinnovata nel rapporto tra i personaggi e chi li segue.